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50 anni di oppressione in Tibet. Ma i media italiani lo sanno cosa succede in Tibet?

7 febbraio 2009 di 2

foto Bee Free

foto Bee Free

Arriva. Sua Santità il XIV Dalai Lama –  incarnazione di Avalokiteshwara, il Bodhisattva della compassione, ma anche presidente del governo tibetano in esilio – arriva in Italia. Perché? Per i media, sembra che sia qui solo per ricevere da Alemanno e Cacciari la cittadinanza onoraria di Roma e Venezia.

La superficialità dei media italiani sull’Asia non finirà mai di lasciarmi basito.

Chiariamo: non mi interessa per niente il fenomeno mediatico-modaiolo che lo circonderà anche in questa occasione, e che non sarà certo colpa sua. Io l’ho conosciuto e incontrato più volte, anche in privato, e so chi è: prima di tutto, prima di essere un leader religioso (autorevolissimo) e politico (criticabile come tutti) è un essere umano meraviglioso. E il portavoce di un popolo e di una cultura che rischiano il genocidio.

Quello che conta, in occasione del suo arrivo, è gridare chiaro e forte ciò che sta accadendo: i tibetani, stanchi di promesse non mantenute da parte del governo della Cina popolare, stanno lanciando una grande campagna internazionale.  La punta di diamante è il Tibetan Youth Congress (http://www.tibetanyouthcongress.org/) la più grande organizzazione indipendentista dei tibetani in esilio. E il governo cinese ha già risposto arrestando cinquemila persone in Tibet.

In molte zone himalayane (perché la cultura tibetana non è certo limitata al Tibet) hanno deciso di non festeggiare il Losar, il  capodanno tibetano, e di lanciare invece iniziative di protesta – che saranno raccolte e replicate in molti Paesi del mondo – in occasione di tre date fondamentali:

– il 10 marzo ricorre il cinquantennale della grande rivolta anticinese del 1959, che iniziò a Lhasa con una manifestazione di donne.

– il 24 marzo ricorre il cinquantennale dell’inizio dell’esilio del XIV Dalai Lama in India

– il 28 marzo sarà la Giornata Internazionale per la Liberazione del Tibet.

E i media italiani? muti e ciechi, come sempre. Eppure anche in Italia qualcosa si muove: il 24 febbraio esce una nuova biografia del dalai lama con cento pagine di aggiornamento curate dal suo biografo italiano Piero Verni, che presenterà il 28 febbraio, al Festival del Cinema Tibetano di Trento, un dvd realizzato da lui e da sua moglie, la tibetana Karma Chukey, sulla grande marcia che sfidò la Cina in occasione delle olimpiadi di Pechino. E altri eventi sono in corso di organizzazione…

Ma i media italiani…zitti e ciechi.

Ne riparleremo.  Possiamo farlo anche su Facebook, dove io sono in contatto, fra l’altro, con l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pisa) e con altri amici del Tibet libero.

Attendo le vostre opinioni.

Marco

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2 Risposte »

  • Silvia :

    Penso che purtroppo l’ignoranza dei media italiani non sia solo sull’Asia, ma generalizzata un po’ su tutto il mondo.
    Quasi tutto ciò che succede in certi paesi viene ignorato se non in occasioni speciali, per poi essere dimenticato di nuovo poco dopo.
    E anche in ambito italiano, ormai si seguono solo le vicende sensazionali, senza riflettere sui contesti da cui nascono. Spesso poi le informazioni sono proprio sbagliate.

    Comunque grazie per le informazioni sul Dalai Lama e sulla questione tibetana, mi piacerebbe sicuramente approfondire.

  • Boh/Orientalia4All :

    Beh, io ho lanciato sul mio blog le news di quello che stava succedendo in Tibet l’anno scorso, ben prima della stampa italiana (quasi tre giorni, che è molto in termini di notizia), e certamente la cosa la seguo da sempre. Se cerchi “Tibet” o “Lhasa” nel mio blog lo vedrai.

    Ma prova a proporre un pezzo sul Tibet ai giornali e vedrai la reazione. Io l’ho fatto diverse volte e ho scritto di tante cose, mai del Tibet. Non fa notizia.

    In sunto: non è ignoranza, è vendite. E’ pubblicità, che regge la stampa, e così via.

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