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I Sikh in Italia. Integrazione, problemi, soluzioni

5 marzo 2009 di 27

imagesLa notizia: il Tribunale di Cremona ha assolto un indiano di religione sikh che era stato fermato al supermercato perché portava un kirpan, un piccolo coltello che è fra i tradizionali segni distintivi di appartenenza religiosa al Khalsa, la comunità “ortodossa” del mondo sikh. Il sikh non aveva il porto d’armi. Il magistrato ha giudicato che consentire al sikh di portare il kirpan permettesse all’indiano «di professare liberamente la propria fede».

Le reazioni politiche: La Lega Nord ha duramente contestato il magistrato del Tribunale di Cremona parlando di «sentenza choc». Il quotidiano della Lega, la Padania, ha intitolato un articolo in prima pagina «Che giustizia disarmante»; la vicepresidente leghista del Senato Rosy Mauro ha parlato di «due pesi e due misure» rispetto alla possibilità concessa ai cittadini di portare coltelli; il parlamentare leghista Alberto Torazzi ha annunciato un’interrogazione alla Camera su questo caso, definendo “politica” la sentenza del giudice.

Il mio commento:  il kirpan è un simbolo religioso, non un’arma. Portare il kirpan è un dovere sancito dal decimo Guru dei sikh, Govind Singh, nel 1699, e  ciò rientra nelle “regole delle 5 K”, cinque prescrizioni date dal decimo Guru ai seguaci della comunità Sikh Khalsa (l’ortodossia sikh, che raccoglie i “puri”, i ”battezzati“) per definirne l’aspetto marziale e il codice etico.
La più nota delle “5 K” è quella dei kesh, il divieto di tagliare barba e capelli, che i sikh del Khalsa tengono quindi raccolti sotto il turbante, il che conferisce loro il peculiare aspetto per cui sono noti. Molti di loro portano fra l’altro proprio sotto il turbante un piccolo kirpan. Che non viene certo usato come arma.
A mio avviso, la decisione del magistrato di Cremona è dunque ineccepibile.

I sikh in Italia: la provincia di Cremona è, da una decina d’anni, uno degli epicentri dell’immigrazione sikh in I sikh. Storia e migrazione. Franco Angeli editoreItalia. I sikh vengono impiegati in lavori agricoli e zootecnici, con buona soddisfazione della popolazione italiana e un tasso soddisfacente di integrazione sociale ed economica. Un’analisi sull’immigrazione sikh nel cremonese e in altre zone d’Italia si può trovare nel volume di autori vari a cura di D. Denti, M. Ferrari e F. Perocco I SIKH. STORIA E IMMIGRAZIONE, pubblicato dall’editore Franco Angeli nel 2005 e in seguito divenuto testo d’esame per l’esame di Sociologia delle Migrazioni all’Università di Venezia. Il volume contiene, fra gli altri, un mio saggio  sulla definizione dell’identità sikh e le diverse “anime” del sikhismo in India.

Proposta per il futuro: per evitare il ripetersi di incomprensioni culturali come quella avvenuta in seguito alla sentenza di Cremona, basterebbe guardare all’estero, cioè a quei Paesi europei che nel recente passato hanno già affrontato  simili questioni. In particolare in Gran Bretagna, dove la comunità sikh è numerosa (e presente anche nei corpi di Polizia),  questioni come la libera circolazione con il kirpan, o quella dell’uso del turbante al posto del casco per motociclisti, sono state da tempo risolte. Un’occhiata a chi ha già risolto questi problemi non sarebbe inutile.

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27 Risposte »

  • Elena :

    Caro Marco,
    nonostante il giudice abbia assolto l’indiano, credo ke l’Italia, in generale, nn sia ankora pronta ad accettare, quanto le altre religioni ammettono. Visto poi cs succede tt i giorni, alle donne italiane, forse qst da parte delle ns forze dell’ordine è stato eccessivo, ma cautelativo.
    Anke se l’Italia è sempre in ritardo su tt, nn sn d’accordo sul fatto ke dobbiamo sempre guardare gli altri paesi dell’Europa…i cambiamenti avverranno di sicuro, ma nn in tempi brevi…già ci impongono di nn appendere il Cristo in croce, nelle scuole pubbliche, però qnd noi andiamo nei loro paesi rispettivamo le loro tradizioni, ad esmpio entrare nelle moshee, togliendoci le scarpe…io sn convinta ke nn i miei nipoti, ma i loro figli, porteranno il burka…
    Ciao Elena

  • marco restelli (autore) :

    cara Elena
    grazie per il tuo intervento, ma, scusa, su vari aspetti non concordo affatto con te.

    – Primo, non credo affatto che i nostri pronipoti porteranno il burka. Io penso che il mix di culture e etnie sia un arricchimento per la nostra società ma che questo non debba comportare, per noi, una resa, un abbandono dei nostri valori occidentali. Anzi, la tolleranza, che è alla base dei valori liberali occidentali, è un valore talmente forte che credo che col tempo farà cambiare la testa dei nipoti degli immigrati dai paesi islamici. La nostra società cambierà a causa degli immigrati, certo, ma loro stessi cambieranno, e ancora più di noi.

    – Secondo, perché non guardare l’esperienza di paesi come gli Usa o la Gran Bretagna che hanno già affrontato e risolto problemi di integraizone che noi stiamo cominciando ad affrontare ora? IL caso dei sikh è esemplare: sono bravissima gente, pacifici e lavoratori, e stanno cercando di integrarsi come possono nel nostro Paese. Se portano un turbante o un coltellino (che è solo un simbolo religioso) non vanno emarginati per questo. L’emarginazione porta solo autoisolamento e quindi ostilità e violenza.
    Ma riparleremo.
    ciao
    Marco

  • Silvia :

    Per quel che può valere, manifesto tutta la mia simpatia al sikh…

    Io penso che non si debba prendere per oro colato tutte le soluzioni adottate dagli altri paesi, ma confrontarsi con chi ha da più lungo tempo dovuto affrontare problemi di integrazione, come l’Inghilterra, può solo servire ad imparare qualcosa.

    Questi sono in realtà fraintendimenti culturali: il kirpan per i sikh è un simbolo, per noi un’arma… e i problemi di integrazione sono in realtà anche più profondi. Ma come si vede, anche da questi fraintendimenti le reazioni sono pesanti e vengono fuori tutte le paure e le chiusure nei confronti del diverso.

    A a proposito di paure, penso che il paragone di Elena crocifisso-moschea non sia molto indicativo: nessuno è obbligato a entrare in una moschea e se ci si entra è giusto rispettare le regole della moschea. Mentre a scuola è obbligatorio andare, per i cristiani come per i sikh come per i musulmani come per gli atei (ci sono anche italiani atei…!) e quindi non può essere imposto un simbolo religioso.

    E poi, come dice Marco, è chiaro che noi di queste persone ci serviamo, impiegandole in lavori che nessuno di noi vuole o sa più fare (ho letto che per la cura delle vacche padane si chiedono esplicitamente sikh, perché sanno perfettamente il mestiere). Quindi il problema dell’integrazione (non mi piace questa parola, ma tanto per capirci) è anche (e non solo) responsabilità nostra. E a dire: “dovete seguire le nostre regole e se no state a casa vostra” non aiuta nessuno, né gli italiani né gli stranieri.

    Marco, sei stato alla gurudwara di Novellara? Sono accoglienti e gentili e la cucina della loro langar è buonissima!

  • marco restelli (autore) :

    cara Silvia, certo che sono stato al Gurdwara di Novellara! Si tratta di un’esperienza pilota per tutta Italia…speriamo che venga imitata presto, perché le espressioni religiose sikh in italia sono ancora troppo….sotterranee…

  • Elena :

    Caro Marco,
    scusa se mi ripeto: ma sn fermamente convinta ke il burka (piuttosto ke altro copricapo) verrà portato, certo i tempi saranno molto lunghi e noi nn vedremo.

    Il mix di culture, ke altri paesi hanno accettato, è un arricchimento culturale x tt, ma nessuno ha il diritto di stravolgere la ns cultura occidentale, le ns abitudini e i ns principi fondamentali, anzi cm noi rispettiamo anke loro dovrebbero rispettare, ma noi occidentali ci facciamo incantare e sopraffare dagli altri, cm qnd l’america è entrata in guerra e il ns paese ha dato sostegno, ma la violenza nn si risolve cn la violenza…hanno e abbiamo portato a casa sl morti, giovani vite bruciate….

    Nulla da dire sull’integrazione di qst popolo, anzi ben vengano, saranno e sono persone bravissime (nn sarò di certo io a giudicare, nn ne ho il diritto), pacifici, grandi lavoratori, noi italiani ormai nn ci abbassiamo + a fare certi lavori, cm andare a raccogliere pomodori o patate…noi ci fregiamo di essere istruiti, avere lauree, dottori di ricerca, master e quant’altro, e poi, noi della ns generazione, ci perdiamo in gocce d’acqua…i ns figli nn si fanno problemi se come compagno di banco hanno un loro simile di colore o cn gli occhi a mandorla, o portatori di handicap, anzi li accettano e cercano di farli integrare il + possibile; ma la categoria di ragazzi superiore (circa 25/30 anni), qst nn lo accetta, anzi cerano la rissa…..

    Argomento cmq molto vasto, da nn kiudere in due righe…

    Ciao Elena

  • elena :

    desidero rx a Silvia:
    credo ke la moschea sia un luogo pubblico e, se io occidentale entro, rispetto le regole…in alcuni paesi nn si è obbigati a frequentare la scuola fino alla maggiore età, e dai filmati televisivi, si vedono bambini, 7-8 anni, ke imbracciano mitragliatori qnd dovrebbero essere a scuola..i ns missionari costruiscono scuole, kiese e molto spesso il Cristo in croce è presente….in Italia, e in Europa è un obbligo di legge andare a scuola… i bambini ke frequentano le ns scuole sn nati qui, e quindi sn italiani, la scuola è un luogo pubblico, cm lo sn le nostre kiese. Nn credo ke qnd un gruppo di orientali arrivi a Mi nn entri a visitare il ns Duomo, indipendentemente dal loro orientamento religioso, il Cristo in croce lo vedono….quindi imposto…o no???
    cara Silvia, io ho 2 figli, e nelle mense scolastike sn stati introdotti alcuni cibi orientali, e i bambini si sn adattati a mangiarlo, qst è integrazione, è accoglimento….

    scusa Marco se mi sono permessa di usare il tuo blog x rx a Silvia

  • Marco (autore) :

    ti scusi? ma scherzi Elena? hai fatto benissimo a usare il blog pe rispondere, è fatto per questo!

  • Silvia :

    Cara Elena,
    non sono sicura di aver chiaro il tuo discorso, ma forse sono io che mi sono un po’ persa nelle abbreviazioni (scusami veramente, ma non ci sono molto abituata :))!
    Credo però nella fondamentale e sostanziale differenza tra un luogo di culto e la scuola pubblica, da cui i simboli religiosi dovrebbero a mio parere restare fuori.
    Un saluto!

  • Elena :

    Cara Silvia,
    non sono le mie abbreviazioni (scusa se ne ho approfittatto, ma mi sono adeguata al linguaggio dei figli, sai sms) forse sono io che non riesco a farmi capire, o le mie idee, sono completamente diverse, dalle tue e da quelle di Marco…
    Credo comunque, che, questo mezzo che Marco ha messo a disposizione, sia un fantastico mezzo per poterci confrontare, e scambiare idee, su molte cose che non funzionano nei vari paesi del mondo, ma noi nel nostro piccolo, purtroppo non possiamo farci nulla.
    Un saluto a te, e alla prossima.
    Ciao Elena:-)

    grazie ancora a Marco

  • Sikh in Italia: un sito web, una festa e un fashion model « MILLEORIENTI :

    […] più letti Letteratura giapponese: un libro per scoprire un mondoOmaggio a un grande uomoChi sonoI Sikh in Italia. Integrazione, problemi, soluzioniIran/2: deliri, pagliacci, riflessioni. E due domande Blog amici. E siti […]

  • leonardo :

    brutta esperienza con i sikh
    in un’azienda agricola delle merche lavorano alcuni sikh da circa otto anni.
    tutto bene fino al giugno scorso quando (lo abbiamo saputo a dicembre) due di loro hanno violentato mia figlia….
    io ero per l’integrazione, è una questione di umanità, ma se poi ci ritroviamo la nostra casa invasa da persone capaci di questo non so se ciò possa essere accettabile.
    trattati come fratelli, non credo che abbiano corrisposto a dovere.
    io ho visto uno di loro trattare la moglie come un animale, (con tanto di sorriso ironico sul viso) nel totale disprezzo per la persona.
    ma chi si credono di essere…cosa vengono a fare qua, come trovano i soldi per le bmw e per pagare le loro case…
    visto che moltissimi di loro non lavorano.
    forse è in atto una ben orchestrata invasione del nostro territorio?
    le mie figlie dovranno portare il burka per non solleticare i loro istinti naturali?
    ero un non violento ma se la giustizia italiana non farà il suo corso….fra poco si scatena la guerra.
    quando il rifiuto di integrazione parte proprio da coloro che dovrebbero essere integrati, mi sa che toccherà passare ai fatti.
    qualche anno fa, nel mio piccolo paese di montagna, ne hanno arrestati 8 dico OTTO per violenza sessuale su due sorelle di 13 e 14 anni….
    cosa dobbiamo fare, schiattare alla loro prepotenza animale o reagire?
    soprattutto quando queste bestie (per carità, non voglio offendere gli animali) ci riportano indietro di qualche migliaio di anni e ancora oggi adorano gli idoli religiosi che basano il loro approccio spirituale su guerra e militarizzazione religiosa. E’ ASSURDO!!!
    e ricordiamoci che uccisero anche indira gandhi

    sentite questa: baldev mi diceva che nel punjab lui era benestante, che la sua famiglia aveva terreni fertilissimi e abitava in città; domandai:
    “e allora cosa sei venuto a fare qui?”
    mi rispose così: perchè mi piace il LUSSO (quindi anche quello di violentare le nostre donne).
    E’ questa una cultura da dover accogliere?
    Cosa si nasconde dietro questa motivazione?

    Italiani, concittadini, IN GUARDIA !!!! ( e vi giuro che finora avevo sempre disprezzato i leghisti)

    leonardo

  • marco restelli (autore) :

    Caro Leonardo,
    quello che ti è capitato è spaventoso, e non ho parole. Posso solo dirti che ho una figlia di quasi 18 anni e perciò posso immaginare quello che hai provato.
    Però mi permetto solo di aggiungere che queste violenze orrende – in questo caso commesse da indiani – molto spesso vengono commesse da italiani. Non lo dico io, lo dicono le statistiche ufficiali.
    Perciò credo che non dobbiamo confondere gli immigrati con dei violentatori e fare di ogni erba un fascio. Chi ha commesso un crimine del genere deve finire in galera e pagare duramente. Ma accusare tutti gli immigrati di violenza, questo non mi sembra corretto.
    Un abbraccio,
    Marco

    P.S. il burka è un costume islamico, non sikh. E i sikh di solito – lo dicono le statistiche – sono una comunità di immigrati che delinque pochissimo in Italia.

  • Maninder :

    risposta a leonardo.

    Credo che accusare tutti i sikh o altri stranieri ( x abuso sessuale ) non sia giusto .

    ora io ti porgo delle domande vediamo se sapete rispondere:

    Gli italiani sono tutti buoni ??

    Le persone italiane non commetto no le violenze sessuali o crimini del genere ? nelle case altrui ( per case case altrui intendo all’estero)?.

    quante volte hai visto in telegiornale le notizie riguardanti ai abusi sessuali commessi dai sikh ??

    Nota bene :
    nel tuo caso se ciò corrisponde a verità è giusto che tali persone siano giustiziate ma discriminare tutti i sikh x tale gesto è sbagliato .

    Quando hai detto questa frase ” ricordiamoci che uccisero anche indira gandhi” cosa intendi che sono terroristi o gente pericolosa???

    Come dice vecchio proverbio
    E’ meglio non parlare di ciò che non si sa, cmq sai quante persone innocenti ha ucciso tale signorina nel tempio sacro dei sikh ad Amritsar??? e per il quale motivo ??

    Maggior parte dei sikh si è integrato proprio per quella guerra negli stati europei ed in america.

    Tu che faresti quando ti vengono tolti tutti i diritti umanitari e la libertà??
    Non scapperesti in un altro paese x cercare una vita
    migliore ??

    Cmq un vero sikh non farebbe mai tale gesto fidati…… e se pensi che le donne dei sikh non abbiano diritti caro mio ti sbagli le donne dei sikh hanno eguali diritti agli uomini.

    Cui in italia le donne hanno avuto il pieno diritto eguale quindi ai uomini solo dopo il 2 giugno 1946 in base almeno di quello che so della religione dei sikh le donne sono la spina dorsale di tale religione e fin dall’antichità hanno avuto eguali diritti ali uomini.
    Quindi in genere le donne non sono discriminate.
    Poi c’è sempre qualche coglio****

    Non hai mai sentito dei casi delle donne italiane maltrattate dai italiani???, oppure non hai mai sentito parlare Delle donne musulmani e da essi maltrattati ??’
    Ritengo che sia ASSURDO e lo Sottolineo Giudicare intera comunità in base alla loro religione e in base a qualche gesto folle commesso da qualcuno………

    Ti pare giusto giudicare Tutti Italiani come persone mafiosi o maleducati solo perché c’è della mafia in italia??
    Risposta è no…. come ovvio….:-

    Una cosa che non sai dei sikh è che essi portano “5 k” fra questi un piccolo pugnale lo sai quante volte i sikh sono stati accusati per questo pugnale ritenutosi pericoloso ma quante volte ti è o vi è capitato di leggere che tale arma fu usata x commettere il cremine o delitto quel che è ??’
    io finora mai…….. poi la religione dei sikh non risale ai migliaio di ani come tu pensi?? infatti il primo guru fu nel 1400 e ultimo fu nel 1600 circa…questo lo so xchè ho fatto un viaggio in india e ho visitato i luoghi e templi dei sikh.
    I sikh sono sempre stati delle persone che hanno messo in pericolo propria vita per salvare la vita e la religione altrui.

    Questo non toglie che si possano trovare dei sikh cattivi….

    sapete che i sikh avevano combattuto x gli italiani sul Carso ??

    Quanto riguarda al Crocefisso non ho mai sentito contestare dei sikh che vogliono togliere tale croce fisso dall’aula solo perché i loro bambini sono di un altra religione.
    Sono solo i politici che si fanno queste pip* mentali

    Quando hai citato di “baldev” una curiosità quanti ha ??
    Cmq ti mente o forse è solo folle ma chi lascerebbe il proprio paese per cercare il lusso altrove se avesse lusso nella propria casa??
    concludo dicendo che :
    L’uomo ha infinite facce o volti come disse anche ” luigi Pirandello nel uno nessuno cento mila”.
    La religione e comportamento delle persone sono 2 linee diverse a mio parere tali linee no vanno confuse.

    un saluto a tutti !!!!
    Mia intenzione non era di offendere nessuno ……
    solo di chiarire alcuni fatti …

  • MilleOrienti (autore) :

    Grazie del tuo commento Maninder Singhji.
    Sat Sri Akal.
    Torna a trovarci su MilleOrienti

  • Nihang :

    sono d’accordo con Maninder….

  • anna :

    CARO LEONARDO ,ANCHE IO SONO UNA STRANIERA FRA NE TANTI COSI ODIATI DA TE PER COLPA DI QUALCUNO CHE HA FATTO MALE A TUA FIGLIA.MI DISPIACE PER LEI DI TUTTO CUORE,VERAMENTE LOSO CHE E UNA COSA PIU ODIOSA CHE PUO SUCEDERE A UNA DONNA ,UNA RAGAZINA!!!MA DA ALTRO LATO HAI PENSATO MAI CHE COLPA MAGARI NON NE SOLO DI LUI??? LE RAGAZZE ITALIANE DI ETA DI TUA FIGLIA NO MI PARE TATO SANTARELLE !!!NON SO COME E TUA FIGLIA MA DA QUESTO CHE VEDO OGNI GIORNO SONO LE RAGAZZE CHE PROVOCANO ,VANO PRIMO CERCARE ,TU VAI UNA SERATA VICINO LE DISCOTECE E VEDI COSA SUCEDE SONO LE VOSTRE FIGLIE CHE SI VENDONO PER 10 EURO ,SONO LE LORO CHE CERCANO RAGAZZI.ALORA FACIAMO TUTI UN EZAME DI COSCENZA I NON FACIAMO MELIORI O PEGGIORI DEVIAMO PENSARE TUTTI STRANIERI ,ITALIANI COSA FARE COSA CHE NON SUCEDE PIU TUTTA QUESTA VIOLENZA!!!ANCHE NOI STRANIERI ABIAMO FIGLI CHE VIOLENZE SUBISCONO OGNI GIORNO !!!!CON TUTTO RISPETTO NON METI TUTTI DENTRO UN SACO,IO SPERO CHE LUI PAGERA A COSA A FATTO!

  • roby :

    indiani fori casa nostra

  • Marco Restelli (autore) :

    Non sono per niente d’accordo con te. Sia perché gli immigrati hanno il diritto di venire qui così come noi italiani nel secolo scorso siamo emigrati in tutto il mondo, sia perché gli immigrati con il loro lavoro sono utilissimi: vedi proprio il caso degli indiani Sikh che lavorando nelle campagne lombarde danno un contributo indispensabile alla produzione del Grana padano. Roberto, non puoi tenere il mondo fuori da casa tua: il mondo non funziona così.

  • elena :

    ciao Marco,

    vedo che ti fai dare del tu, quindi approfitto anche io per rendere questi scambi meno formali.

    Ho letto con grande interesse i tuoi articoli, e ho notato la grande disponibilità con la quale rispondi alle persone che lasciano i loro commenti sul tuo blog, per cui eccomi qui anch’io a lasciare il mio.

    Vorrei iniziare un dottorato a settembre 2012, e il mio focus di interesse sarebbe proprio lo studio della migrazione indiana in Italia, magari per fare un confronto con qualche altro stato europeo.
    Non so ancora esattamente su quale aspetto potermi focalizzare, devo ancora costruire tutto l’eventuale progetto di ricerca, e visto che mi pare tu conosca bene questa realtà volevo chiederti se avessi qualche consiglio da darmi.

    Ho visto il libro che consigliavi sui sikh in Italia, me lo procurerò al più presto, ma volevo sapere se nel frattempo fossero state svolte altre ricerche e che informazioni si abbiano a riguardo.

    Ti ringrazio già in anticipo, e complimenti vivissimi per la cura con cui porti avanti questo blog!!

  • Marco Restelli (autore) :

    Ciao Elena, sì ci sono altri studii (tanti) sulla emigrazioe sikh in Europa (Io studio quella non genericamente gli indiani) e anche uno più recente del mio sulla immigrazione in Italia ma adesso sono in giro e non ho a disposizione qui quei dati. Se hai qualche giorno dii pazienza possiamo risentirci con calma e ti fornisco qualche indicazione. Non ho capito però di quale dottorato tu mi stia parlando.
    Scrivimi una mail, la trovi nella pagina “chi sono”.

  • Narinder Kaur :

    Buon pomeriggio a tutti!
    Ho letto l’articolo e i commenti (soprattutto i tuoi Marco). Mi ha fatto molto piacere che ti piace il sikhismo e la chiesa (gurudwara) di Novellara. Anche io sono sikh, ma non una sikh “ortodossa”, infatti non porto le 5K, però un giorno mi piacerebbe diventare una sikh “pura”.
    Io frequento la scuola, quindi temo che un domani, se indosserò il turbante o il kirpan, di avere problemi. Come forse hai gìa detto tu, il kirpan non è mai stato usato come un’arma, ma è un simbolo.
    Spero che nel futuro non ci saranno problemi d’integrazione o di questioni religiose.
    Un’altra cosa: i sikh non sono venuti in Italia per uccidere o commettere violenze (anche se qualcuno lo fà, non solo sikh, ma anche italiano). I sikh sono venuti qui per lavorare e contribuiscono all’economia italiana. Loro si impegnano per far sì che vengano prodotti formaggio o latte. Se non ci fossero i sikh, molte aziende agricole si sarebbero chiuse, perchè la maggior parte dei giovani italiani non preferisce lavorare nelle stalle, ma in uffici, ecc.
    Grazie! Un saluto…

  • Paolo :

    In Italia non si può girare portando con se coltelli. Punto. E’ così per i cittadini italiani non vedo perchè si dovrebbe concedere un’eccezione a degli stranieri. Se non gli sta bene così se ne tornino a casa loro.

  • Marco Restelli (autore) :

    @Paolo: se leggi i miei post sui Sikh capirai che quel coltello (il kirpan) non è un’arma bensì un simbolo religioso. Tant’è vero che nessun Sikh in Italia ha mai compiuto reati (rapine aggressioni o altro) utilizzando il kirpan. Non lo dico io, lo dicono le statistiche: i Sikh sono una comunità ben integrata e che delinque pochissimo. Pensaci.
    Ciao, Marco

  • andrea :

    anche se a distanza di tempo mi sento di aggiungere il mio commento.

    Punto 1) Per quanto riguarda la questione dell’arma non sono d’accordo con la decisione del tribunale. Se qui il pugnale è un’arma non basta cambiarne colore o religione per non considerarla tale. E’ ovvio che in teoria qualsiasi oggetto, debitamente usato, potrebbe essere usato come arma, ma il discorso non reggerebbe in quanto stiamo parlando di un preciso oggetto. In caso contrario dovremmo rivedere la definizione legislativa nel caso delle armi bianche ….Anch’io non mi sognerei mai di compiere reati con un arma in quanto la mia morale me lo proibirebbe. Mi domando: quanto vale la mia morale rispetto alla religione sikh? perchè ha minor valore?
    Siamo in Italia, vige la legislazione italiana, possono entrare soggetti di qualsiasi etnia e religione senza discriminazioni, e mi sta benissimo, ma l’ingresso non implica a mio avviso l’abrogazione ad-personam (Silvio docet purtroppo) di normative specifiche.

    Punto 2) L’arricchimento sociale è un conto l’esodo sociale è altro. Stiamo assistendo ad una immigrazione di ceti bassi o medio bassi prima di tutto, non di elite culturali di altri paesei. Credo che nei vari ragionamenti sarebbe utile tenerlo a mente…poichè non necessariamente un immigrato, o più in generale una qualsiasi persona, deve portare A-PRIORI un arricchimento culturale, spesso l’arricchimento deriva dal prendere coscienza degli errori commessi da noi o dagli altri.

  • Marco Restelli (autore) :

    Ciao Andrea, grazie del tuo commento. Ho rispetto per la tua opinione peró non la condivido, e se leggerai le mie risposte ai commenti precedenti capirai il perché. Non si tratta affatto di fare leggi ad personam (Dio ce ne scampi, in Italia ce ne sono giá troppe!!) quan.to di prendere atto che nella religione sikh il kirpan non é un’ arma bensí un simbolo. Di recente anche gli Usa ne hanno preso atto ( il quotidiano la Repubblica ne ha parlato in un articolo di Rampini, peraltro contenente diversi errori sul sikhismo) e hanno permesso a un ufficiale sikh dell’esercito americano ci portare il turbante. Ció che accade giá da tempo in Gran Bretagna, dove i numerosi poliziotti sikh possono portare i simboli della loro religione, kirpan compreso.
    Quanto al fatto che da noi ci sarebbe un esodo di migranti di bassa condizione, ti ricordo che sono in crescita le aziende impiantate da immigrati in italia – con vantaggio per il nostro PIL – e che i sikh svolgono nelle campagne italiane quei mestieri che gli italiani non vogliono piú fare. É grazie ai sikh che oggi possiamo continuare a produrre il grana padano e il parmigiano reggiano. Ben vengano dunque questi tipi di integrazione….
    Teniamoci in contatto, ciao,
    marco/MilleOrienti

  • fulvio :

    da poche settimane è stato presentato al ns. ministro degli esteri un coltello in collaborazione del responsabile Sikh italiana con caratteristiche completamente innoque in quanto la lega per la produzione della lama è innoffensiva morbida e impossibile affilatura ed è premura della comunità Sikh che venga accettata in quanto le comunità Sikh insistenti nella comunità europea sono ben inserite e rispettose delle leggi delle nazioni in cui vivono e l’unico problema è il kirpan che per la loro religione impone di portarlo sia i bambini che gli adulti sempre con loro…

  • Karanpreet :

    Rispondo a Paola…
    hai ragione, in Italia non si può andare in giro con un coltello che di solito non supera le dimensioni dei 3″ e che di sicuro non è mai affilato quindi non taglia, ma è permesso andare in giro con le pistole e droghe.
    tanti saluti

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