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Chi ha perso la guerra in Afghanistan? Le donne. Ecco siti e blog per saperne di più

7 aprile 2009 di 6

soldiers1Più soldati e più armi in Afghanistan, per l’immediato futuro. Li invieranno gli Usa, e l’Europa (in minor misura) farà lo stesso. Ma è una strategia con il fiato corto, e il primo a saperlo è il presidente americano Obama che ha fatto una dichiarazione interessante: la crisi afghana “non può essere risolta militarmente”, l’impegno occidentale “non può essere perpetuo” e quindi “occorre una exit strategy”. Obama punta a un maggiore coinvolgimento di Pakistan e Iran nella “lotta al terrore”, a un rafforzamento dell’esercito afghano, a un consolidamento della democrazia….per concludere con la “exit” dall’Afghanistan.

Ma la domanda che mi pongo (e pongo a tutti voi) è questa: chi fornirà una exit strategy alle donne afghane?women-of-afghanistan Come salveranno se stesse oggi, domani e in futuro?

La situazione è nota. 1)  anni di intervento militare occidentale hanno portato a un controllo molto limitato del territorio afghano; 2)  anni di fallimenti nella ricostruzione di una società civile – nonostante gli sforzi delle ONG occidentali, troppo spesso lasciate sole – non hanno migliorato le condizioni di vita delle afghane. Anzi.

Bastano due agghiaccianti fatti della cronaca recente, per illustrare la condizione femminile. Primo esempio: preoccupato di ottenere il consenso della comunità sciita (circa il 10% della popolazione afghana) alle elezioni del 20 agosto, il karzaipresidente afghano Karzai – mediatico ed elegante, ma del tutto inefficace sul piano politico – ha prima firmato una legge che autorizza di fatto lo stupro casalingo, salvo poi fare mezza marcia indietro in seguito alle proteste internazionali, affermando che la legge era stata “male interpretata” dagli occidentali. (Per farsi un’opnione sul governo e le istituzioni afghane si può andare su http://www.afghan-web.com/politics/)

Tutta colpa dei talebani? No. Perché, come nota Emanuele Giordana nel suo blog Great Game (http://emgiordana.blogspot.com/): “questa non è una legge talebana o voluta dai talebani. Ma nessuno è sembrato stupirsi del fatto che i “cattivi” stanno dentro al parlamento dell’Afghanistan, eletti coi voti del popolo nell’istituzione da noi ad hoc creata in laboratorio. Sveglia ragazzi: nel parlamento afgano i talebani ci sono già e i signori della guerra dell’Alleanza del Nord sono spesso addirittura peggio dei sodali di mullah Omar”.

Secondo esempio: la tortura – 34 frustate – a cui è stata sottoposta una donna pakistana ai primi di aprile, flagellata davanti a decine di spettatori maschi. La sua colpa? Si trovava in compagnia di un uomo che non era suo marito. Non è accaduto in Afghanistan, bensì nella confinante valle dello Swat, in Pakistan,  ma la “cultura” che quel gesto di violenza esprime è la stessa dei talebani. Di recente nello Swat  lo Stato pakistano (ormai incapace di mantenere il controllo del proprio territorio) ha di fatto ceduto la propria sovranità sulla regione ai capiclan pashtun, permettendo loro di ristabilire come legge la sharia, il codice islamico, nella sua interezza.

rawa-logo1Si tratta dunque di un gravissimo  problema sociale legato all’interpretazione dell’islam ormai affermatasi in quest’area del mondo, un problema la cui risoluzione richiederebbe una strategia politica (con forti interventi economici e sociali) che non può risolversi in un intervento armato e una exit strategy a breve. Riguardo alla condizione femminile in Afghanistan, la cosa migliore  è lasciare la parola alle afghane stesse. Ecco cosa scrive sul proprio sito l’associazione femminista afghana RAWA http://www.rawa.org/index.php:

“The US “War on terrorism” removed the Taliban regime in October 2001, but it has not removed religious fundamentalism which is the main cause of all our miseries. In fact, by reinstalling the warlords in power in Afghanistan, the US administration is replacing one fundamentalist regime with another. The US government and Mr.Karzai mostly rely on Northern Alliance criminal leaders who are as brutal and misogynist as the Taliban”.

Su tutto questo vorrei che voi, amici di MilleOrienti, vi esprimeste.

Ulteriori materiali di approfondimento e riflessione sulla situazione dell’Afghanistan si trovano su http://www.afgana.org/ che riflette il punto di vista di ricercatori e ONG impegnati in Afghanistan.

Ne riparleremo.

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6 Risposte »

  • Boh/Orientalia4All :

    Nel 2001 avevo già denunciato la situazione in Afghanistan con un editoriale in cui facevo mia la mozione del RAWA (http://asiatica.org/jsaws/vol7_no1/no-war-afghanistan/).

    C’è poco da commentare. Gli sciiti son solo il 20% del paese ma quello che hanno ammesso contro le donne è gravissimo e “bacherà” anche il resto. IMHO.

  • marco restelli (autore) :

    cara Enrica, mi fa piacere constatare la nostra sintonia riguardo alla RAWA. Quanto al resto…la situazione è già molto “bacata”, e francamente mi pare difficile essere ottimisti sul futuro dell’Afghanistan….

  • Boh/Orientalia4All :

    come dicono a Milano, al peggio non c’è mai fine.

  • Elena :

    Caro Marco,

    è sconvolgente leggere e vedere le foto, di quello ke accade alle donne afghane, ke sono uguali a me…non capisco xkè ci siano queste differenze, tra i vari paesi del mondo…un pò come le donne ke subiscono l’infibulazione, che le rende una specie di oggetto sessuale, incapaci di provare piacere nel sesso con il coniuge, e le conseguenze sono tragiche, in quanto perde gran parte del piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride e i rapporti diventano dolorosi e abbastanza difficoltosi, tutto questo per garantire la verginità al futuro sposo…..tutto questo, lo ritengo “una manifestazione di un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne”….

    mi ritengo una donna FORTUNATA ad essere europea e soprattutto LIBERA…..
    Ciao Elena

  • Elisa :

    Ciao Elena, scusa ma penso che non si possa ridurre un discorso così complicato ad una semplice opposizione tra Europa/ Asia, occidente/oriente, Cristianesimo/Islam. Il discorso è molto più complesso e articolato su diversi piani: culturale, religioso, storico. Questo non toglie l’ingiustizia del trattamento, vergognoso e talvolta disumano, nei confronti delle donne in alcune parti del mondo. Mi sembra solo un pò troppo colonialista ridurlo semplicemente all’antitesi occidente/oriente.

    Ciao a tutti e buona giornata!

  • Elena :

    Ciao Elisa,
    personalmente mi sono avvicinata da poco a questo complesso mondo asiatico….

    la violenza sulle donne: è un discorso molto complicato e complesso, dove ci sono molte variabili da tenere in cosiderazione, e certamente due righe non sono sufficienti a farsì che queste crudeltà, che le donne sono costrette a sopportare, finiscano….

    non sono colonialista, ho espresso solo un osservazione….

    Ciao Elena

    Grazie Marco

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