Home » EBREI IN ASIA, IRAN

Iran/2: deliri, pagliacci, riflessioni. E due domande

21 aprile 2009 di 6

L’imperatore da operetta dell’Iran, Ahmadinejad, sta dando il meglio di sè lanciando deliranti anatemi contro volantino-iranIsraele alla Conferenza dell’Onu sul razzismo. Ha avuto la risposta che meritava da tre ragazzi dell’Unione studenti ebrei francesi, i quali – vestiti da clown – sono corsi verso il palco e gli hanno lanciato un naso da pagliaccio gridandogli “razzista!” (vedi il racconto di Emanuele Novazio su La Stampa, http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200904articoli/42972girata.asp). Ma sarebbe sbagliato pensare che l’Iran – un Paese dalla cultura raffinatissima – si riduca ad Ahmadinejad. Non possiamo rispondergli con la sua logica e definire l’Iran come “un nemico” tout-court, né dobbiamo smettere di riflettere sulla società iraniana e le sue prospettive di apertura al mondo. Per questo allego qui la locandina di un interessante incontro sulla condizione femminile in Iran, che si terrà a Milano il 29 aprile.

Ma ecco le due domande: come dovrebbe rispondere l’Occidente a questa politica di Ahmadinejad? E come ci dovremmo comportare noi europei in un caso come questo della Conferenza sul razzismo di Durban, le cui conclusioni rischiano fortemente di essere viziate  da un postulato ideologico antisemita? (Perché negare la Shoah è antisemitismo puro…).
Il comportamento dei Paesi europei sembra infatti quantomeno contraddittorio: dopo le assurde “sparate” di Ahmadinejad su Israele (e le vergognose tesi negazioniste sulla Shoah), i Paesi europei si sono allontanati dalla Conferenza di Durban…salvo tornarci il giorno dopo (21 aprile). Gli unici Paesi che, ad oggi, si sono chiamati fuori dalla Conferenza di Durban sono:  Italia, Israele, Stati Uniti, Canada, Australia, Olanda, Germania, Polonia, Nuova Zelanda e Repubblica Ceca.  Chi ha ragione? Chi rifiuta la logica distorta di questo “gioco al massacro” e si chiama fuori, o chi rimane cercando ostinatamente il dialogo (come fanno il Vaticano e Paesi europei come la Francia e la Gran Bretagna)? Io penso che abbia ragione chi si è chiamato fuori. Ma il dibattito è aperto.

Related Posts with Thumbnails

6 Risposte »

  • Silvia :

    Ciao Marco,
    molto interessante, soprattutto perché l’Iran mi interessa molto ultimamente (è da un po’ che progetto di andarci, ma fra una cosa e l’altra non ci sono mai riuscita). Mi affascinano soprattutto la sua storia e la sua cultura (che conosco soprattutto attraverso i film dei fantastici registi iraniani), che purtroppo certi interventi e certa politica riescono a far passare in secondo piano ai nostri occhi. Ma invece no! Per me non passano in secondo piano, nonostante Ahmadinejad in effetti concentri su di se tutto il peggio…

  • Giuseppe :

    Ciao Marco, grazie per lo spazio ke ci dai.
    Non vorrei sembrare un bastian contrario rispetto a quello che ho scritto qualke giorno fa..
    Di primo acchitto verrebbe da dire che hanno fatto bene alcuni Paesi a chiamarsi fuori dalla conferenza di Durban.
    Tuttavia credo necessario riflettere e molta prudenza per ottenere risultati positivi e non solo di facciata.
    Dunque analizziamo: l’esperienza e la storia ci insegnano che l’isolamento ed il boicottaggio di Paesi dittatoriali o con una politica aggressiva e priva di rispetto per i diritti umani non ha mai pagato anzi, a volte il popolo si ritrova maggiormente coinvolto..vedi l’Italia nel ventennio: le sanzioni non produssero alcun effetto, Mussolini invento’ l’ “autarchia”, si tappezzavano i muri con il duce che mieteva il grano in piazza duomo a milano, sappiamo però ke il fascismo non finì certo per le sanzioni e l’isolamento.
    Altri esempi attuali: Cuba, la Libia..
    Possiamo quindi affermare ke l’isolamento non paga e non sortisce effetti.
    La conferenza dell’ONU? ma l’ONU nella forma attuale può essere considerato ancora l’Organizzazione delle Nazioni Unite? ma unite da cosa?
    Alla conferenza Ahadiinejad ha potuto liberamente farneticare e aumentare così il consenso in patria tra quelli ke lo sostengono, L’Italia come altri Paesi ke vogliono fare le verginelle non ha partecipato per la sua presenza (salvo poi magari scoprire ke di nascosto vende armi e fa affari..)
    Il mondo occidentale ed in particolare l’Europa è obbligata, se non altro per una questione demografica, ad aprire le porte all’Oriente.. ke fare?
    Il Vaticano che è la miglior diplomazia al mondo insegna: dialogo sempre dialogo.
    Invece di scappare i rappresentanti di alcuni Paesi potevano controbattere alle scempiaggini di Ahmadiinejad, sarebbe scappato lui forse.
    E poi: perkè non provare ad invertire il campo: mi spiego infiltrare la nostra cultura e sistemi in quei Paesi, quanto meno farla conoscere. In ke modo?
    Apriamo le nostre Università ai loro giovani, facilitiamone l’ingresso, sosteniamoli negli studi. Formeremo così negli anni la futura classe dirigente di quei Paesi.
    Organizziamo degli stage con le nostre botteghe artigiane ke vanno scomparendo per mancanza di mano d’opera, formiamo così dei ragazzi nel lavoro e nello stesso tempo nella cultura e modi di vita nostri.
    In conclusione non chiudersi ma aprirsi..certo con prudenza ripeto. Ci vorrà molto coraggio ma credo sia l’unica strada percorribile se non vogliamo solo subire ma essere anke attori del nostro futuro.

  • marco restelli (autore) :

    ciao Giuseppe,
    concordo con te quando dici che le sanzioni non servono e che non bisogna isolare un Paese. Infatti – forse non mi sono spiegato bene – non intendevo affatto dire che bisogna isolare l’Iran, anzi.
    Bisogna distinguere fra un popolo (un Paese) e il suo governo.
    Il popolo iraniano e la sua civiltà – ricca di storia e di cultura – hanno tanto da dirci anche oggi (basta pensare al cinema, come ricordava Silvia). Ma se un governo – quello di Ahmadinejad – si presenta a una conferenza dell’Onu negando l’Olocausto e sostenendo tesi impresentabili, allora su quel singolo punto (solo su quel punto!) a quel governo non bisogna dare né spazio né ascolto. Perciò credo che l’Italia abbia fatto bene a non partecipare alla conferenza di Durban.
    E allo stesso tempo, fa bene a tenere aperti i canali del dialogo con l’Iran in altri campi.
    Quanto al fatto che l’Onu oggi sia privo di autorevolezza, e a volte promotore di politiche assurde…hai assolutamente ragione. Ma quello dell’Onu è un altro discorso, molto ampio, che magari affronteremo in futuro.
    Intanto, grazie a chi ha letto e a chi ha scritto.
    Marco

  • Boh/Orientalia4All :

    ONU: bisogna vedere quali agenzie e in cosa. Autorevolezza politico diplomatica super partes forse, ma è l’unico ente sovranazionale che fa delle cose costruttive in paesi come il Mozambico, l’Angola, il Darfur. Cose pratiche. Lo so per esperienza diretta, da amici che lavorano in questi paesi.

  • marco restelli (autore) :

    Hai ragione, cara Boh, non bisogna fare di ogni erba un fascio. Ci sono molte istituzioni – e persone! – che fanno un ottimo lavoro all’interno dell’universo Onu. Ma è proprio l’Onu in quanto tale, nella sua forma organizzativa attuale, a sembrare un gigante burocratico e inaffidabile: obsoleto e a volte preda di camarille politiche che portano per esmepio la Libia alla testa della Commissione diritti umani….insomma, la riforma dell’Onu è improcrastinabile.
    Il che non toglie che l’azione di alcune delle sue istituzioni a volte si dimostri molto preziosa.

  • Boh/Orientalia4All :

    Marco, il punto è che sai quali nazioni siedono al Consiglio di Sicurezza dell’UN vero? E chi è il direttore capo dei capi dei capi? Uno che viene chiamato “il direttore trasparente”. Ma ci sono molte agenzie attivissime ed essenziali per una vera democrazia mondiale o per il relief delle popolazioni in guerra o in condizioni di genocidio.

    In sunto: meglio che l’UN ci sia che non ci sia. Migliorabile, anche molto migliorabile, ma fortuna che c’è!

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile, rimani in argomento. Lo spam non sarà tollerato.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito web supporta i Gravatar. Per ottenere il proprio globally-recognized-avatar, registra un account presso Gravatar.

Inserisci il risultato dell\'operazione * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.