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Iran: miracoli, democrazia e botte per tutti

14 giugno 2009 di 4

L'Ayatollah Khamenei

L'Ayatollah Khamenei

Un miracolo! Per la Suprema Guida della Rivoluzione Islamica, l’immarcescibile Ayatollah Khamenei,  la massiccia partecipazione popolare alle recenti elezioni presidenziali è dovuta alla “miracolosa mano di Dio”, intervenuta per difendere gli iraniani dalla guerra psicologica mossa loro dai mass media occidentali. Così il quotidiano iraniano Tehran Times,  conclude soddisfatto che  “il vigile popolo dell’Iran ha dimostrato di credere ancore nei valori della Rivoluzione Islamica”. Tensioni dopo le elezioni? Scontri di piazza a Tehran?  Accuse di brogli nello spoglio delle schede? Arresti di massa? Morti? Non ce n’è traccia, sul Tehran Times. Peccato che il miracolo sia incompleto: manifestazioni di protesta contro l’annuncio della vittoria del presidente uscente Ahmadinejad sono ormai in corso, oltre che nella capitale, nelle città di Tabriz, Orumieh, Hamadan, Rasht, Ahvaz e Isfahan, dove è stato arrestato un numero imprecisato di studenti universitari. Le grandi speranze di cambiamento suscitate dal candidato moderato MussaviManifestazione per Mussavi (a destra, una manifestazione di suoi sostenitori) sono state soffocate da un’ondata repressiva che investe ogni campo della vita nazionale, compreso il web, con l’oscuramento di blog e social network. E tutto questo non potrà non influenzare la politica della “mano tesa” espressa dal presidente americano Obama. Per sfuggire alla pesante cappa di silenzio imposta dal regime e avere accesso a notizie di varia attualità  sull’Iran si può cliccare su Pars Times, un sito iraniano indipendente ricco di informazioni sul Paese.

Un articolo interessante. Fra i vari commenti forniti dai media italiani per comprendere ciò che sta succedendo in Iran vogliamo segnalare l’analisi di uno specialista del mondo iraniano,  Riccardo Redaelli, docente di geopolitica all’ Università Cattolica di Milano ed editorialista del quotidiano l’Avvenire,

Ahmadinejad e Mussavi

Ahmadinejad e Musavi

che riguardo alle elezioni iraniane scrive: «Mahmud Ahmadinejad si conferma presidente con oltre il 60% dei voti, nonostante l’altissima partecipazione popolare, l’85% secondo i dati del ministero dell’interno. Chiunque conosce l’Iran sa che conservatori e ultraradicali rappresentano una minoranza nel Paese; le loro vittorie degli ultimi cinquesei anni si sono costruite sempre sul nonvoto dei riformisti. Lo stesso Ahmadinejad divenne sindaco di Teheran nel 2003 grazie a un astensionismo senza precedenti nella capitale. Che oltre l’80% degli elettori si sia stavolta recato al seggio per scegliere in massa lui sembra dunque poco credibile. Il presidente può contare su un forte seguito nelle zone rurali e nelle province, ma nelle grandi città risulta altamente impopolare, soprattutto fra i giovani, che rappresentano una fetta consistente dell’elettorato».

photo1-1Quanto invece alla questione nucleare e ai rapporti con gli Usa e l’Occidente Redaelli osserva: « Ma ora che è stato rieletto per il secondo mandato, la comunità internazionale che cosa deve aspettarsi da Ahmadinejad? Dalla sua prima elezione nel 2005 molte cose sono cambiate: l’Iran è geopoliticamente più forte, gli Usa più deboli e meno minacciosi: ora che c’è Obama al posto di Bush, l’obiettivo americano non è più abbattere la Repubblica islamica bensì negoziare e trovare un accordo con essa. La partita sul nucleare sembra quasi vinta per Teheran: possiede la tecnologia per arricchire l’uranio ed è sempre più vicina ad avere la capacità potenziale per assemblare un ordigno nucleare (sempre ammesso che lo voglia davvero). Intanto le difficoltà occidentali in Afghanistan e in Pakistan e la fragilità irachena spingono ad aperture diplomatiche verso gli ayatollah. Aperture che potrebbero dare all’Iran quel riconoscimento internazionale di cui si sente privato da trent’anni, oltre a grandi aiuti per la propria disastrata economia».

La partita Iran-Occidente è ancora tutta da giocare quindi ma non è affatto chiaro se 2762547Ahamadinejad saprà (o vorrà) giocarla, oppure se rimarrà prigioniero del suo ruolo di “guardiano della rivoluzione” incapace di fare politica a tutto campo sul piano internazionale. Per capire le prospettive future dell’Iran però è necessario – ovviamente – guardare alla sua storia recente: un’approfondita analisi di questo tema è contenuta nel libro di Riccardo Redaelli L’Iran contemporaneo (Carocci editore 2009, pp. 160, euro 13,80). Il saggio presenta una disamina dei cambiamenti sociali e politici avvenuti in Iran dall’età dei Pahlavi (1925-1979) al decennio khomeinista ( 1979-1989) per considerare poi il tentativo riformista di Khatami (1997-2005) fino ad arrivare all’attuale egemonia degli ultraradicali, di cui Ahmadinejad è espressione. Una analisi al di fuori dei luoghi comuni, che invita a guardare alla complessità di questo Paese senza demonizzarlo, nelle sue luci e nelle sue ombre.

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4 Risposte »

  • Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran » Orientalia4All :

    […] e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo specializzato sull'Asia e, specialmente, la storia dei […]

  • Giancarlo :

    Proprio ieri, 15 giugno, Obama ha detto, rivolgendosi ai manifestanti: “sappiate che il mondo vi guarda”. Tuttavia l’amministrazione Obama sembra intenzionata ad accettare il risultato elettorale.

  • MilleOrienti (autore) :

    Purtroppo sì, Giancarlo, Obama tiene un profilo basso per evitare di dare agli iraniani l’impressione che gli Usa siano dietro alle proteste di piazza, impressione che renderebbe molto più difficile agli Usa dare il via a una politica di serie trattative con il regime iraniano, e che inoltre indebolirebbe i manifestanti stessi. Anche i ministri degli esteri UE non si sprecano, limitandosi ad esprimere “grave preoccupazione”.
    Intanto però la situazione peggiora: l’Agenzia Ansa comunica che ieri negli scontri a Teheran sono morte sette persone, ed è stato arrestato MOhammed Ali Abtahi, ex consigliere del presidente riformista Khatami. In Iran sembra arrivata l’ora della resa dei conti…

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    […] a vedere articolo: Iran: miracoli, democrazia e botte per tutti Articoli correlati: Iran: la rivoluzione passa da twitter. Il video degli spari sulla […]

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