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Insegnare a scuola l’Islam ? Sì, ma non solo. Vediamo perché

20 ottobre 2009 di 28

Urso_adn--400x300Molto rumore per nulla? Sembrerebbe questo l’esito della polemica politico-religiosa scatenata giorni fa dalla proposta di insegnare anche Islam – a chi ne faccia richiesta – durante l’ora di religione a scuola. Alla proposta avanzata dal viceministro Adolfo Urso (foto), finiano del PDL, si è contrapporto un muro di no (con qualche raro sì) da parte dell’establishment politico  e mediatico, ma il tema è troppo interessante per lasciarlo cadere. Anche perché ha rivelato l’esistenza di idee divergenti pure all’interno della Chiesa cattolica. Vale la pena quindi di riesaminare in breve le diverse posizioni, e magari, di avanzare una nostra modesta proposta…

L’idea di Urso (ripresa senza commenti dal portale Stranieri in Italia) è in sostanza questa: istituire un’ora alternativa a quella di religione cattolica durante la quale docenti italiani oppure imam registrati su un albo pubblico insegnino religione a quelle classi che ne facciano richiesta. Lo scopo: evitare di lasciare i piccoli musulmani «nel ghetto delle madrase e delle scuole islamiche integraliste».

(A margine, vale la pena ricordare che una ricerca su «L’islam a scuola» è stato condotta dalla Fondazione ISMU-Iniziative e Studi sulla Multietnicità, che ha raccolto anche una banca dati sulla presenza degli alunni stranieri nella scuola italiana).

Immediata la reazione degli esponenti della Lega Nord: il viceministro Roberto Castelli considera l’idea «una provocazione», il ministro dell’Interno Roberto Maroni boccia l’idea definendola «il modo più sbagliato per cercare di migliorare l’integrazione sociale»  e il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia reclama «l’ora di religione cattolica obbligatoria per i musulmani, per far capire loro perché noi siamo così».

cardinal_martinoA queste posizioni si contrappongono quelle dell’esponente PD Massimo D’Alema, che condivide la proposta Urso, e del Presidente del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, Cardinale Renato Raffaele Martino (foto) secondo il quale «se gli immigrati scelgono di conservare la loro religione hanno diritto di istruirsi nella loro religione». Posizione non condivisa da un altro cardinale, Ersilio Tonini, per il quale «l’idea è impraticabile» anche perché «l’Islam ha valori che con la nostra civiltà non hanno nulla a che vedere».

imagesMa il senatore Carlo Giovanardi (foto) sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ribadisce quattro no «decisi e definitivi», perché l’ora di islam a scuola separerebbe i figli dei musulmani dagli altri ragazzi (NDR cioè Nota del Restelli: e quella fra laici e cattolici allora, non è una separazione? Eppure esiste…), ancora no per la difficoltà di scegliere quale islam far entrare a scuola (sciita o sunnita?), no a un’ora di Storia delle Religioni perché «il 90% delle famiglie italiane professa la religione cattolica» (NDR: non ci risulta, la percentuale dei cattolici praticanti in Italia non supera il 50%) e infine no «perché i musulmani sì e i buddhisti no? Si dovrebbe dare diritto di accesso alla scuola pubblica a insegnanti di tutte le religioni. Una scelta controproducente per il processo di integrazione».

E qui Giovanardi tocca involontariamente il punto focale della questione: perché i cristiani o i musulmani sì e i buddhisti, gli ebrei, i seguaci di altre religioni no? Perché non garantire a tutti i figli di cittadini italiani l’accesso a una istruzione religiosa controllata dallo Stato attraverso appositi programmi in un’ora di Storia delle Religioni? Sarebbe una scelta utilissima a un processo di comprensione reciproca e integrazione!
E’ questo che secondo me dovrebbe fare uno Stato laico moderno, cari lettori di MilleOrienti, e su questi temi vorrei sapere la vostra opinione.


Quanto alla domanda “perché i musulmani sì e i buddhisti no?” (formulata per dire no a tutti) viene sollevata in un articolo involontariamente comico anche da Vittorio Messori. Lo scrittore cattolico, dopo aver detto che gli insegnanti italiani di islam a scuola correrebbero pericolo di vita a causa degli integralisti (SIC! Come se le Università italiane non insegnassero da decenni dottrina e storia dell’Islam!) se la prende con i corsi scolastici confondendo i problemi sociali con le soluzioni offerte (meritoriamente) dalla scuola attraverso i corsi stessi, che Messori passa polemicamente in rassegna: «Il sesso fra gli adolescenti crea gravidanze incongrue e favorisce violenze? Si istituiscano nelle scuole «corsi di educazione sessuale». Alcol e droghe devastano i giovanissimi? Ecco gli esperti per gli appositi «corsi contro le dipendenze». C’è strage su moto e automobili? Subito «corsi di educazione stradale». La convivenza sociale è sempre più turbolenta? Ecco dei bei «corsi di educazione civica». Si potrebbe continuare, ma la realtà è chiara: a ogni problema, una risposta affidata alla scuola». Evidentemente secondo Messori la scuola non dovrebbe avere alcuna funzione educativa, e dovrebbe passivamente assistere ai disagi e alle esigenze dei giovani senza intervenire…(e meno che mai nel campo dell’educazione sessuale, of course….:-).

Infine, per quanto riguarda la religione islamica, il problema di “quale Islam insegnare” (avanzato da Giovanardi) non si pone, perché i 5 pilastri dell’Islam sono comuni a tutte le sue correnti, e le differenze interne al mondo islamico potrebbero essere insegnate tanto quanto quelle fra cristianità cattolica e cristianità protestante o ortodossa.

Insomma, cari lettori, i rapporto fra Scuola e Spirito è ineludibile. Questo è lo spirito dei tempi. Che secondo me attende una risposta laica e paritaria per tutti, attraverso un’ora di storia delle religioni che alfabetizzi i nostri ragazzi anche in campo religioso, senza discriminare nessuno ma anzi favorendo il dialogo e l’integrazione. Attendo  la vostra opinione su questi temi.

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28 Risposte »

  • Alberto :

    Concordo pienamente. Allo stato attuale l’ora di religione è insegnamento della religione cattolica. Che poi ci siano rare eccezioni di preti o insegnanti laici “illuminati” che danno spazio alla “storia delle religioni” è un altro discorso, ma non è la regola. Finché sarà esposto il crocifisso nelle aule della scuola italiana, questa situazione non cambierà.
    Sul «il 90% delle famiglie italiane professa la religione cattolica» forse si fa confusione col fatto che il 90% dell’8×1000 va alla Chiesa Cattolica…

  • Giancarlo :

    E’ sicuramente apprezzabile lo sforzo di Urso per trovare una soluzione al problema dell’integrazione, ma il risultato mi sembra sbagliato. L’insegnamento della religione, così come concepito attualmente, mi pare molto lontano da una scuola laica. Ragionevole invece mi sembra la proposta avanzata da altri, di inserire la religione nelle materie storiche e/o filosofiche.

  • Silvia :

    Ciao Marco,
    sicuramente la situazione attuale (l’ora di religione cattolica, e solo quella) non dovrebbe esistere in uno stato laico.

    La proposta di sostituirla con un’ora di storia delle religioni mi sembra in sé molto bella, ma di difficile realizzazione: non è banale a chi spetti insegnarla e sorge il problema di rappresentare equamente tutte le religioni (perché a quel punto dovrebbero essere proprio tutte, anche quelle minoritarie).

    Anche io credo nel ruolo educativo della scuola, ma tutte queste varie “educazioni” (civica, sessuale, stradale) non dovrebbero prendere ore aggiuntive (già si tagliano le ore di materie fondamentali), ma si potrebbero trattare più naturalmente nelle materie a cui sono affini.

    In un mondo ideale la storia delle religioni potrebbe essere insegnata in storia, insieme a anche un nuovo modo di concepire la storia, in cui anche le altre “civiltà” hanno un ruolo.

  • Insegnare a scuola l’Islam ? Sì, ma non solo. Vediamo perché :

    […] Articolo Originale: Insegnare a scuola l’Islam ? Sì, ma non solo. Vediamo perché Articoli correlati: Twitter, solo per qualche “chiacchiera […]

  • Elena :

    Buongiorno Marco….
    premetto non sono razzista…

    Non condivido per nulla che questa, nuova trovata dei nostri politici, sia integrazione…
    Noi genitori, siamo liberi di iscrivere i nostri figli sia in una scuola pubblica che privata, dove:

    •nella pubblica sei libero di scegliere che tuo figlio si avvalga o meno dell’insegnamento della religione cattolica, e questo anche negli istituti superiori, non solo nelle scuole dell’obbligo;

    •nella privata, molto dipende da chi è gestita, perché se decidi di iscriverli in scuole e istituti gestiti da preti e suore, tutte le sante mattine prima di iniziare le lezioni, è d’obbligo la Santa Messa.

    Noi genitori, siamo liberi di battezzare, cresimare i nostri figli, ecc., alcuni lo fanno, perchè ci credono, perché i loro genitori gli hanno trasmesso questi valori, altri no, ma non perché questi ultimi non abbiano dei valori, semplicemente perché hanno fatto delle scelte di vita, diverse; viviamo in democrazia, per fortuna…

    Credo che il giornalista Messori, non mi possa paragonare, l’inserimento dell’ora di religione che sia questa cattolica, musulmana, buddhista o altra religione, alle varie piaghe sociali, che affliggono il mondo, con i vari corsi elencati….i nostri figli passano più tempo negli edifici scolastici, che in famiglia (già dalla scuola materna, entrano alle 8.00 ed escono alle 16 alcuni anche alle 17, alle elementari il tempo pieno: idem come sopra (come noi che timbriamo il badge), iniziano a sganciarsi quando sono alle medie inferiori).
    Affrontare e parlare di ed. sessuale, ed. civica, ed. stradale, mi sembra corretto, anche perché sono piaghe di attualità; introdurre l’Islam come materia di studio, mi sembra proprio troppo: la Gelmini continua con i tagli alla scuola, sia sulle h, sia sugli insegnanti di sostegno, per quei bimbetti, che non hanno nessuna colpa, se portatori di handicap…
    Indipendentemente che negli edifici pubblici ci sia o meno il crocifisso, bisognerebbe riuscire a pregare tutti insieme…..
    Buona giornata.
    Elena

  • zamparini :

    ciao,

    post interessantissimo, grazie.

    avevo anch’io commentato a caldo la notizia; particolarmente preoccupante secondo me e’ la confusione dei nostri politici-apprendisti-stregoni che sembra non sappiano distinguere l’insegnamento scientifico di campi importantissimi del sapere come la storia delle religioni e l’antropologia religiosa dall’indottrinamento al dogma; sono rimasto allibito da quello che ha detto D’Alema a proposito dell’ora di religione…

    qui il mio post: http://zamparini.wordpress.com/2009/10/17/gli-apprendisti-stregoni-e-le-loro-fondazioni/

    ciao,
    gabriele

  • Gli apprendisti stregoni e le loro fondazioni « … e il perseguimento della Felicità :

    […] Aggiornamento 21 ottobre 2009: Segnaliamo un interessante articolo su questo argomento sul blog MilleOrienti […]

  • Piero Verni :

    Ho sempre trovato più che dannosa ridicola l’idea stessa dell’ora di religione insegnata obbligatoriamente a scuola. Tranne rarissimi casi, ma così rari che credo si possono contare sulle dita di una mano, di preti particolarmente carismatici, l’ora di religione cattolica serve in genere o a fare casino o a prepararsi ad uscire da scuola (quando è messa all’ultima ora) o a preparare le lezioni dell’ora seguente. Non credo che nessuno si sia scoperto o sia diventato cattolico grazie all’ora di religione. Anzi, ai tempi lontani del mio liceo, sfornava robuste legioni di miscredenti, atei militanti, laici incalliti. Ancor più peregrina mi sembra l’idea di affiancare all’ora di religione cattolica un’ora di religione islamica (e poi quale? Quella sunnita – e di quale confessione-? Quella sciita – e di quale confessione-? Quella ismailita – e di quale confessione-?)

    In realtà si dovrebbe togliere l’ora di religione, di qualsiasi religione, dall’insegnamento scolastico. E questo, a mio avviso, non in nome di un laicismo esasperato. Di un estremismo illuminista. Ma proprio per il rispetto profondo che si deve all’autentica ispirazione religiosa. La dimensione spirituale dell’essere umano, a mio avviso assolutamente fondamentale, non deve essere relegata nelle noiosissime “ore di religione”. Altri, ben altri, sono i luoghi, gli spazi, gli orizzonti e i cieli in cui deve spaziare l’afflato spirituale.
    Le famiglie, cattoliche, ebraiche, islamiche, buddiste, sikh, indù e via discorrendo, potranno al loro interno trasmettere ai figli i contenuti, le conoscenze, le informazioni della propria tradizione religiosa. Oppure avviarli a dei luoghi deputati che non mancano certo in Italia. Parrocchie cattoliche, chiese protestanti, templi ebraici, centri di tutte le correnti buddiste e indù non mancano certo e credo che siano luoghi molto più appropriati per la trasmissione della religione e della spiritualità.
    Per quanto riguarda la cosiddetta “storia delle religioni”, vale a dire l’aspetto storico e culturale di quello che una determinata religione ha rappresentato e rappresenta all’interno del percorso storico di una data nazione, basterebbe – appunto- inserire queste nozioni all’interno dello studio della storia. Ad esempio, parlando della guerra dei 30 anni, non dovrebbe essere impossibile ad un professore minimamente preparato fare riferimento alle implicazioni religiose presenti all’interno di quella tragica pagina storica. Oppure spiegare cosa fossero i catari e in cosa si differenziassero dalla concezione religiosa del papato parlando dell’atroce massacro degli albigesi nel sud ovest della Francia. Questo secondo me dovrebbe essere il discorso da fare. Nel rispetto sia della laicità dello Stato (nel quale dovrebbero riconoscersi tutti, religiosi e non) sia del valore intrinseco dell’elemento religioso e spirituale. Andarsi ad “infognare”nel ginepraio della moltiplicazione delle ore di religione mi sembrerebbe proprio cadere dalla padella nella brace.

  • Elena :

    Buongiorno Marco,
    vorrei porre 1 domanda a Piero, anzi buongiorno anche a te Piero.
    Indipendentemente che ci sia o meno l’ora di religione, qualsiasi essa sia, sei proprio sicuro che i docenti della scuola italiana, siano sufficientemente preparati??
    Ho due figli che frequentano la scuola pubblica, 5 superiore e 3 media inferiore, e molto spesso arrivano a casa dicendomi che del nuovo argomento spiegato, la totalità della classe, non ha capito…se noi genitori siamo in grado, apriamo il cassettino della memoria, e cerchiamo di aiutarli, ma se ciò non fosse possibile, dobbiamo ricorre ad aiuti esterni, con conseguenze economiche disastrose sul bilancio familiare.
    Io lavoro nell’ultimo stadio del sapere, e molto spesso i docenti si lamentano che gli studenti non hanno preparazione di base!!
    Buona giornata
    Elena

  • Piero Verni :

    Cara Elena buongiorno anche a te. No non credo affatto che gli insegnanti italiani siano, con gli ovvi distinguo, molto preparati. Ma questo è un problema dell’intera scuola italiana e non mi pare riguardi la discussione che noi stiamo facendo sull’ora di religione. Non ho figli ma ascolto sovente le lamentele dei miei amici con prole e penso di avere un quadro abbastanza chiaro delle penose condizioni in cui si trova la scuola in questo nostro bizzarro paese. Anche per questo quindi ribadisco che ficcarsi nel ginepraio della moltiplicazione delle ore di religione sarebbe molto più complicare le cose che non risolvere.

    Buona giornata anche da parte mia.

  • Fiducia34 :

    Buongiorno, vi ho letti un po’ tutti, dato che sulla scuola italiana, ne sto facendo esperienza via i nostri due figli. Già a cominciare dagli Asili, c’è varietà, noi abbiamo cambiato i nostri figli dalla privata (suore e maestre) alla statale dove la piccola continua ad andarci con gioia.
    In primis la religione (per me che sono credente) ci vorebbe fare un bel esame di chi la vuole insegnare e predica tanto e razzola male. Dunque sarebe preferibile lasciarla come è (a scelta) e forse interessarsi nelle scuole italiane, a promuovere cose importanti che mancano (ed. civica,sessuale,laboratori,sports,etc.). come vengo dall’Estero, mi ha veramente stupita le differenze, da città a città, il casino continuo e la poca concretezza per le scuole e dunque l’insegnamento delle materie con piaccere.
    In Svizzera io ero a scuola con persone di molte religioni e mai ci sono stati questi casini ! Eravamo tutti studenti della stessa scuola semplicemente; il problema qui è che politica dei adulti, certi insegnanti, certi genitori, dovrebbe essere lasciata fuori e cominciare veramente a chiederesi concretamente che cosa vogliamo come scuola.
    Quest’anno sono stata fortunata per nostro figlio in 1a elementare, 8 ore al giorno, con due maestre che amano il loro lavoro, stimolano, e che vanno d’accordo come metodo di insegnamento oltre esperienza. Noi genitori, sia per l’Asilo di nostra figlia, che per la scuola di nostro figlio, aiutiamo gli insegnati ad avere quello che manca e lo Stato non da, con giocchi,strumenti e qualsiasi cosa possiamo insieme dare per la classe e per l’insegnamento dei nostri figli.
    Trovo in Italia che ci sia una “Lotteria” a livello scolastico e che, secondo me, lo Stato si interessa molto poco a livello educativo, come sanitario e più tosto si interessino (qualsiasi partito) a i loro interessi personali per votazioni.

    Ogni volta si perde tempo a parlare e parlare di cose irrilevanti per la scuola, invece di riempire i vuoti che si allargano ogni anno !

    Buona giornata a tutti !
    Fabia

  • sonia :

    Intervengo tramite un’esperienza diretta.
    Credo che sia possibile e costruttivo insegnare tutte le religioni a scuola. E’ questo il presupposto fondamentale per una scuola laica, per uno stato laico. Fortunatamente non siamo in teocrazia, non siamo in un regime politico religioso. Lo Stato italiano è laico in quanto stato. nel nostro paese la religione più importante è quella cattolica, ma è anche vero che la nostra scuola si sta fortunatamente caratterizzando da una vivacità multietnica che è opportuno accogliere.
    Insegnare più religioni significa alleggerire i nodi dell’intolleranza, aprire le giovani menti, far conoscere una prospettiva comparativistica a quei giovani che tanto possono capire e costruire.
    Si meravigliano e si affascinano nel notare quanto abbiamo in comune con i cugini ebrei ed islamici…quanto dell’induismo è simile al cristianesimo…quanto ancora del buddismo.
    E allora: perchè solo le religioni monoteiste? Quale principio ha mai stabilito che un unico Dio è più potente o più valido di altri? Perchè è il nostro?
    I ragazzi, sopratutto adolescenti, hanno fame di conoscenza, basta saper servire loro la pietanza ben speziata e ben equilibrata. Non ci dovrà dunque essere più curry indù o più peperoncino islamico. gli ingredienti vanno calibrati e mediati per quello che sono. ogni ingrediente è indispensabile.

    Gli stranieri in italia comprenderebbero meglio la nostra prospettiva culturale: riconoscerebbero quanto siamo in realtà cristiani! Noi stessi capiremmo meglio loro.

    E’ possibile, é utile, è civile!

  • Muhabbat :

    Buon girono! mi chiamo Muhabbat,sono una studentessa straniera in Italia. Vengo dal Kirghizistan.Sono musulmana, ma non sono praticante, perchè il mio paese fa parte dell’ex Unione Sovietica con il regime comunista.
    Mi sono interessate tantissimo a questo argomento, perchè è un problema molto importante nella nostra società.Secondo me la proposta che ha fatto Adolgo Urso non è sbagliata, ma non penso che deve essere solo la religione Islamica ad essere insegnata nelle scuole.Risoluzione giusta sarebbe stata sostituire l’ora di religione catolica con un’ora di tutte le religioni del mondo, sia quella catolica o musulmana, o pitttosto budista… perchè ormai adesso nelle scuole italiane non ci sono solamente i studenti catolici, ma anche di diverse nazionalità e religioni. E poi sarebbe stato molto interessante conoscere le altre religioni, cosi si ampierebbe anche la nostra cultura. Io personalmente non faccio l’ora di religione, ma se quest’ora sarebbe stata sostituita con un’ora con le religioni diversi io ci parteciperei sicuramenete!

  • Emily :

    Salve,
    sono una studentessa sedicenne del Liceo Linguistico. Grazie alla prof. di Lettere sono riuscita a leggere il suo articolo che ho trovato molto interessante e ricco di informazioni…Personalmente sono sempre stata una persona legata ai valori della famiglia e alla Chiesa (fino a che non ho fatto la cresima)…Sono stata battezzata, ho fatto comunione e cresima…Tutto questo però solo perchè in quel momento facevo quello in cui credevo..Non sono mai stata d’accordo con i miei genitori sul fatto di essere stata battezzata, perchè avrebbe dovuto essere una mia scelta..Infatti adesso ho trovato un’altra religione che mi attrae e mi interessa molto di più del Cristianesimo….Il Buddhismo!
    Nella mia scuola frequento normalmente l’ora di religione (un’ora a settimana) e la mia prof non parla solo del Cristianesimo ma anche di tutte le altre religioni e non influenza assolutamente le mie idee!
    Sono completamente in disaccordo sul solo insegnamento dell’Islam….Innanzitutto creerebbe una netta separazione tra studenti italiani e stranieri (perchè la maggior parte degli stranieri non è Cattolica)! Non avrebbero di che confrontarsi….Forse gli adulti non riescono ad entrare nel mondo dei ragazzi ma anche noi siamo in grado di creare conversazioni, confronti e a volte , perchè no, anche discussioni su argomenti che sono le basi della nostra vita quotidiana!…
    Sono d’accordo con Verni perchè durante l’ora di religione non si fa assolutamente niente….si copiano i compiti per le ore successive o si chiacchiera con il vicino di banco…Solo a volte si creano discussioni importanti, quando però si riesce a trovare un argomento che interessi a tutta la classe e non è assolutamente facile..Perchè creare un’altra ora dove poter fare di nuovo quello che si vuole e creare così solo ancora più caos in classe?!?!?!?!Penso che una cosa di questo genere sia anche ingiusta nei confronti di chi come me ha una diversa religione….Perchè anche se (per esempio) l’80% della popolazione italiana è Cristiana non significa che bisogna escludere il 20% restante!
    Io mi sento molto offesa e esclusa come se non fossi una cittadina Italiana!E poi, scusi, L’italia non è mica uno stato laico!??!?! Non dovrebbe neanke esserci l’ora di religione Cattolica…
    A questo punto meglio un’ora di storia delle religioni….dove un professore,durante filosofia, parla di ogni singola religione senza influenzare gli studenti!
    Con questo la saluto sperando che il mio commento serva a qualcosa.Attendo una sua risposta sulla mia e-mail..Saluti
    Emily

  • kiara :

    Salve

    ho 16 anni e frequento il secondo anno del liceo linguistico
    dato ke la mia famiglia non è credente e si autodefinisce atea io fin dalle elementari non ho mai frequentato l’ora di religione.solamente quando 3 anni fa ho cominciato a frequentare il liceo ho deciso di provare a frequentare l’ora di religione e la mia impressione è stata ke durante questa ora di lezione dove in teoria si dovrebbe insegnare la religione cattolica, in realtà durante quell’ora nn si faceva assolutamente niente. infatti durante queste ore tutti gli alunni che erano presenti in classe o copiavano i compiti o non stavano attenti a quello che la prof diceva.
    quindi io sono daccordo del fatto che si dovrebbe abolire l’ora di religione perchè è assolutamente inutile e non serve praticamente a niente.
    io adesso non frequento più l’ora di religione proprio per il fatto che mi è sembrata solamente un ora di svago che serve solo, o per chiaccherare con i compagni o per copiare i compiti delle altre materie. quindi preferisco starmene un ora fuori con i miei compagni che in classe a non fare niente.
    sencondo me è giusto che al posto di fare un ora in queste condizioni dove a mio parere non si impara molto, la storia delle religioni si dovrebbe fare durante le ore di storia o per gli alunni del triennio durante quelle di filosofia.
    così sarebbe oltre che più interessante anche obbligatoria e gli alunni sarebbero tenuti a seguire le lezioni con la stessa attenzione ed interesse delle altre materie insegnate a scuola.

    tanti saluti
    kiara

  • Esraa :

    buon giorno!

    io sono una studentesa musulmana e frequento il liceo linguistico.
    ovviamente a me piacerebbe che venisse inserita l’ora di religione islamica nellle scuole perchè vorrei che tuttti coloro che coltivano pregiudizi negativi sull’Islam capissero che cos’è realmente l’Islam, che infatti significa pace.
    Anche a me piacerebbe sapere di più sulla religione cristiana perchè vorrei capire quali sono le differenze che ci rendono così lontani e in disaccordo.
    Io non ho mai fatto l’ora di religione cattoica ma da quello che mi raccontano i miei compagni ho notato che l’ora di religione è un’ora di cui approfittano per fare compiti non svolti, chiacchierare…etc…quindi se aggiungessimmo un’altra ora di religione islamica sucederebbbe lo stesso.

    Inoltre l’inserimento di un altra ora di religione potrebbe creare problemi e dibattiti del tipo “perchè l’Islam si e il buddismo, l’Ebraismo…no? “.
    Quindi secondo me è giusto che venga insegnata solo l’ora di religione cattolica poichè la maggior parte dei cittadini pratica la religione cristiana, anche perchè nel mio paese in cui la maggior parte degli abitanti sono musulmani si insegna solamente la religione islamica, perciò ogni paese dovrebbe insegnare solamente la religione in esso più praticata.

    buona giornata a tutti!

  • Giada :

    Buon giorno…
    Io sono una studentessa musulmana e mi sembra giusto che venga insegnata la religione islamica a scuola per far conoscere a tutti com’è veramente la nostra religione che tutti giudicano negativamente senza neanche conoscerla.Molte persone credono che l’islam sia sinonimo di violenza e razzismo e per questo è importante insegnarlo nelle scuole.Sarebbe però ingiusto che nelle scuole venga insegnata solo la religione islamica perchè in Italia oltre alla religione islamica ci sono tante altre
    religioni come quella buddista,induista e molte altre,quindi si dovrebbero insegnare anche tutte le altre religioni.Ma siccome non sarebbe possibile fare un’ora per ciascuna religione,allora secondo me si dovrebbe fare un’ora a settimana dove si dovrebbe insegnare la storia e l’origine di tutte le religioni.
    ciao a tutti!!!

  • Erica :

    Buongiorno,
    sono una studentessa di un liceo linguistico.
    Secondo me la proposta di insegnamento della religione islamica nelle scuole italiane non dovrebbe andare in porto. Concordo con Giovanardi ovvero: perchè proprio l’Islam e non altre religioni? è vero che in quanto cittadini del mondo bisognerebbe conoscere fedi religiose diverse dalla nostra, ma non di una sola andando a scapito delle altre.
    Nelle scuole l’ora di religione è definita cattolica perchè l’insegnante è scelto non solo in base alla graduatoria ma anche dalla curia perciò insegna sotto un punto di vista cattolico. Se questa proposta venisse accettata anche i ragazzi islamici dovrebbero però seguire l’ora di religione cattolica per par condicio.
    Legato a questo problema vi è anche quello del crocifisso nelle aule: è giusto appenderlo?
    A mio avviso non è giusto poichè il nostro stato, come stabiliscono i Patti Lateranensi del 1929, è indipendente dalla Chiesa Cattolica e dal 1984 viene definito laico: lo Stato non ha una religione ufficiale ed ognuno è libero di professare la fede che preferisce. Quindi, perchè dovremmo appendere nelle nostre aule un’icona di una religione che non ci appartiene direttamente?
    Si è deciso di mantenere il crocifisso nelle aule. Questo è avvenuto perchè la maggior parte della popolazione vive nella convinzione che, solamente per un fatto di maggioranza delle persone è cattolica, questa sia la religione ufficializzata dallo Stato.
    La ringrazio per la gentile attenzione.
    Erica.

  • Federica :

    Buongiorno!!!
    Sono una studentessa di un liceo linguistico e ,insieme alla nostra professoressa di italiano, sono entrata in questo blog per discutere sul problema dell’insegnamento dell’islam nelle scuole.
    A mio parere le mie compagne straniere potrebbero benissimo partecipare con noi all’ora di religione in quanto non ci soffermiamo mai solamente sulla storia del cristianesimo, ma impariamo anche a conoscere gli altri credi religiosi.
    Pertanto non concordo sulla scelta di aggiungere un’ora per il solo insegnamento dell’islam, non offrendo così le stesse opportunità agli studenti di altre religioni.
    Vorrei anche aggiungere che molte volte l’ora di religione cattolica viene utilizzata per fare discussioni e confronti su argomenti attuali, per la risoluzione di qualche problema scolastico o per il riposo.
    Con questo concludo il mio intervento e spero di poter condividere nuovamente le mie impressioni con altri ragazzi della mia età.

  • Alessandra Caponio :

    Caro Marco,
    ho riflettuto molto sulla tua proposta di introdurre l’insegnamento della storia delle religioni nella scuola pubblica. Se, come studiosa di storia delle religioni non posso che essere d’accordo con te, sottolineando la necessità di dare un taglio antropologico alla disciplina, come docente in un liceo pubblico ho molte perplessità: chi potrebbe insegnarla? scelto da quale Istituzione? E come fare in una scuola già soffocata da mille problemi?
    E così alla fine sono entrata in classe- una seconda liceo- e ho chiesto ai miei studenti cosa ne pensassero. Li ho invitati a leggere il blog; è seguito un vivace dibattito. Hanno espresso il desiderio di intervenire direttamente e ho accettato: sono a volte ingenui, a volte contraddittori; non sempre si esprimono correttamente, ma è di loro che si tratta, e allora perché non ascoltarli e conoscerli?
    Buona giornata e bentornato!
    Alessandra

  • Piero Verni :

    beh, alla luce di quanto detto nei commenti precedenti mi pare che, dal punto di vista dell’ora di religione, non sia cambiato niente dai tempi (remoti) del mio liceo. Chiacchiere, compiti di altre materie, casino…
    Proprio continuo a non capire perché si debba insegnare religione a scuola. Tutte le religioni, non solo quella cattolica.
    Non ho figli e ho una certa simpatia per il buddismo (o almeno per alcuni suoi aspetti). Non mi sognerei mai di pretendere che il buddismo venga insegnato a scuola. Avessi un figlio cercherei di spiegargli io quel poco che saprei insegnargli sull’insegnamento del Budda e, ove fosse stimolato a saperne di più, gli consiglierei di andare ad approfondire in un centro di studi buddisti. Non in orario scolastico.
    Certo si potrebbe pensare, anche fuori dalle materie di storia e filosofia, a un corso di storia delle religioni però mi sembra più un qualcosa da affidare al percorso universitario che non scolastico. Per la scuola, mi sembra di averlo già detto in un mio precedente intervento, potrebbero bastare professori di storia un minimo preparati a dare un’idea generale delle differenti religioni e del loro impatto su società e avvenimenti storici.
    Certo se sono dei caproni non potranno farlo ma nel caso non credo possano nemmeno insegnare la loro materia con un minimo di decenza.
    Inoltre, a parte l’insensatezza di affiancare l’insegnamento di una sola religione accanto a quello della religione cattolica (così nella scuola si passerebbe da un monopolio a un duopolio, come in ambito televisivo!) non vedo proprio come, dividendo la classe nell’ora di religione (cattolici di qua musulmani di là, e gli atei? gli ebrei? gli hindù? i buddisti?) si potrebbe facilitare il dialogo tra fedeli di differenti spiritualità.
    Francamente non vedo altra soluzione che abolire tout court l’ora di religione. Che gli studenti italiani studino meglio le materie fondamentali (magari l’italiano, che a leggere certi interventi nei forum si rizzano i capelli in testa… ragazzini già adolescenti che non sanno bene dove mettere le “h” e non riescono and andare oltre il presente nell’uso dei verbi -può essere che l’estate prossima ‘vado’ in vacanza-) e si affidino alle famiglie o a templi, parrocchie e pagode per approfondire il loro rapporto con il divino. Magari quando saranno in grado di scelte consapevoli.

  • marco restelli (autore) :

    Cari lettori, voglio ringraziare tutti per i propri interventi in questo dibattito, che hanno dato – a me e sicuramente a tutti i lettori di MilleOrienti – utili spunti di riflessione.
    In particolare voglio ringraziare gli studenti del liceo linguistico che sono intervenuti (e la loro insegnante che li ha intelligentemente stimolati a intervenire): ragazzi, la vostra opinione è la più importante! Non siete sempre d’accordo fra voi, ma va bene così: siete voi i protagonisti del futuro, sarete voi a determinare cosa e come si insegnerà, e il fatto che già oggi ci ragioniate fa ben sperare nella vostra maturità di cittadini del futuro.
    Voglio anche aggiungere di essere sempre particolarmente orgoglioso di ospitare l’opinione di persone (di qualsiasi età) appartenenti a un’altra etnia o seguaci di un’altra religione: MilleOrienti è nato proprio per questo, per confrontare le proprie diversità culturali e trovare un terreno comune!
    Tornate ancora a trovarci e a esprimere la vostra opinione su qualsiasi argomento, le porte di MilleOrienti sono spalancate per voi. Alla prossima!
    Marco Restelli

  • gabriele :

    io vorrei dire che secondo me in uno stato moderno non ci dovrebbe essere un apposita ora di religione, in cui un prete o comunque una persona religiosa insegna la religione agli studenti come se fosse vera. Piuttosto, forse un insegnante laico dovrebbe insegnare in modo neutrale le dottrine delle diverse religioni del mondo.

  • Piero Verni :

    Appunto. Come si fa per la filosofia. Non è che per insegnare il marxismo devi essere marxista o per il liberalismo crociano.
    Nello stato laico la religione, tutte le religioni, siano spiegate da un professore che conosca bene la materia e sia imparziale nello insegnarla. Ma, ripeto, questo vale anche per la filosofia. Io ho avuto la fortuna di avere avuto al liceo un professore di questo tipo ed è stata una vera fortuna. Pur essendo un esistenzialista puro parlava di Kierkegaard non meglio o con più enfasi con cui ci spiegava Marx o Descartes.
    Questo dovrebbe essere l’obiettivo di una scuola laica. Chi poi volesse praticare, si “accomodasse” in templi, chiese, parrocchie, pagode, minareti e quant’altro mai. Detto con toale rispetto e senza alcuna ironia.
    Ma a scuola si dovrebbe spiegare non indottrinare.
    IMHO, almeno

  • Nirvana :

    Poichè tutte le religioni auspicano valori globali (amore fraterno, cooperazione, compassione, sostegno a favore dei più deboli etc…) perchè non si taglia la testa al toro e invece di insegnare questa o quella religione (ovvero nessuna) non si insegnano i valori che ACCOMUNANO l’umanità piuttosto che sottolinearne le DIFFERENZE???

  • Insegnare a scuola l'Islam ? Sì, ma non solo. Vediamo perché … :

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  • Galatea :

    Qualcuno informi Messori, per favore, che sono anni che a scuola si fanno i corsi che lui tanto paventa. L’educazione all’affettività (così chiamata perché educazione sessuale non si può dire) i corsi di educazione stradale sono programma normale da almeno un decennio in tutte le scuole medie. Quanto alla educazione civica, è addirittura materia scolastica, e fa parte di Storia. Gli intellettuali cattolici o meno, prima di parlare di scuola, potrebbero almeno informarsi su cosa ci viene già insegnato dentro. Sarebbe un progresso per quella civiltà che così strenuamente difendono. 🙂

  • federweb :

    Io direi assolutamente si l’ importante è che nello stato laico la religione, tutte le religioni, siano spiegate da un professore che conosca bene la materia e sia imparziale nello insegnarla.

    siti web trentositi internet trento

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