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Dopo Google, la Cina blocca anche “Avatar”. Avanti il prossimo…

19 gennaio 2010 di 44

Per capire la Cina di oggi: due semplici notizie. Nude e crude. Che si commentano da sole.

1) Il 17 gennaio le autorità di Pechino hanno ordinato ai distributori cinematografici di ritirare dal tutte le sale non-3D – cioè dall’85% delle sale in Cina-  il film “Avatar” (sotto, un’immagine). Motivi commerciali? No: perché il film stava riscuotendo un enorme successo dal giorno di uscita (4 gennaio). E perché solo dalle sale in 2D? Perché le sale in 3D – poche e più costose – sono quelle presenti nelle metropoli, dove si trova il pubblico più esigente e meno manovrabile. La notizia è arrivata in Occidente grazie al quotidiano di Hong Kong Apple Daily. Pechino non ha spiegato le ragioni alla base dell’inatteso ritiro di un film in pieno boom. Secondo l’Agenzia ADN Kronos «…molti spettatori hanno visto nella battaglia degli abitanti di Pandora per proteggere la loro terra e cultura quella dei tanti cinesi che si sono opposti alle autorità per proteggere le loro case che dovevano essere abbattute per progetti edilizi del governo». Ma vi sarebbe anche un’altra motivazione di politica culturale: venerdì 22 gennaio uscirà nelle sale un kolossal sulla vita di Confucio, sponsorizzato dal governo cinese (che da anni propaganda la propria visione nazionalista attraverso film tesi a glorificare il passato della Cina); le autorità di Pechino ritirando Avatar hanno inteso riportare l’attenzione del pubblico di massa sul film cinese in uscita. E lanciare un nuovo avvertimento/schiaffo all’Occidente, tenuto fuori dalla porta anche in campo cinematografico e culturale: ricordiamo che in tutta la Cina vengono distribuiti, in un anno, non più di una ventina di film occidentali…
Per approfondimenti sul film Avatar (e il concetto di “avatar” nell’induismo) potete vedere questo post.

2) Com’è noto, il motore di ricerca Google si sta ritirando dalla Cina. Il 12 gennaio 2010 Google ha infatti comunicato ufficialmente che: A) non intende più sottoscrivere – per poter operare sul mercato cinese – una politica di censura verso i siti e i portali sgraditi al governo di Pechino; B) ha subìto, nel dicembre 2009, incursioni da parte di hacker cinesi, che hanno violato mail di clienti Google, in modo sospetto…cioè com modalità che fanno pensare a una mancanza di controllo da parte della polizia informatica cinese.
Per queste ragioni Google probabilmente si ritirerà dalla Cina. Da questo ritiro chi trarrà vantaggio? Forse un altro player internazionale? Macché: ovviamente un motore di ricerca cinese, Baidu, totalmente sconosciuto nel mondo ma in posizione dominante nel mercato cinese (di cui controlla il 58,4%). Baidu ha un asso nella manica: oscura senza obiezioni tutti i siti sgraditi al governo cinese. E ora potrà gestire il mercato cinese dell’on line. Alla faccia del libero mercato.
Per approfondimenti sul web e la libertà di espressione in Cina potete vedere questo post.

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44 Risposte »

  • cinzia :

    Caro Marco,
    ti ringrazio per essere nuovamente tornato sull’argomento Cina con la macroscopica questione di Google e quella forse meno importante di Avatar ma estremamente indicativa della presenza censoria del governo cinese contro il suo popolo.
    A mio avviso sono entrambi segni che il governo ha una gran paura di un diffuso senso di insoddisfazione dei cinesi nei confronti del proprio regime.
    Insoddisfazione che, evidentemente, le vetrine scintillanti dei grattacieli di Pechino e Shangai nascondono agli occhi degli osservatori occidentali. O almeno ad alcuni di loro.
    Cinzia

    p.s. con la speranza di poter discutere con pacatezza ed educazione

  • bios :

    l mercato cinese on line di chiama pirateria dilagante.

  • majunteo :

    Caro Marco,
    da giorni sto raccogliendo informazioni riguardo entrambe le questioni…mi riprometto domani di scrivere qualcosa a riguardo sul mio blog per arricchire la discussione. Entrambe le faccende credo siano molto più complesse e sfaccettate di quanto descritto dalla stragrande maggioranza dell’informazione italiana.

    Un abbraccio, sempre bello passare di qui!

    Matteo Miavaldi

  • Piero Verni :

    Caro Marco,
    mi unisco ai ringraziamenti di Cinzia per questa attenzione puntuale che Milleorienti dedica alle vicende cinesi.
    Credo che la situazione di Google, che si è dichiarata pronta a lasciare il mercato cinese per non piegarsi all’odiosa censura di Pechino (incassando tra l’altro la solidarietà verbale del concorrente Yahoo) si debba seguire con grande interesse. Francamente non sono certo che poi le cose finiranno per il meglio e che Google manterrà le sue nobili posizioni. Ove però lo facesse, sarebbe un elemento di estrema importanza per quanti cercano, dentro e fuori la Cina, di favorire un cambiamento positivo della situazione.
    Intanto segnalo sul sito Macity (http://www.macitynet.it/macity/aA41778/scioperi_nelle_fabbriche_cinesi_delliphone.shtml), la notizia di scioperi improvvisi di lavoratori cinesi che sarebbero avvenuti nelle fabbriche che producono buona parte degli iPhone di Apple. Credo che se la vicenda Google si concludesse positivamente per le ragioni della libertà di informazione, si dovrebbe creare un vasto movimento internazionale per premere su Apple, la società del “Think Different”, affinché anche Cupertino possa trovare la forza di reagire alle prepotenze del regime cinese.
    Staremo a vedere.
    Per quanto mi riguarda, appoggiandomi come sempre al pessimismo della ragione corroborato però dall’ottimismo della volontà
    Un abbraccio e ancora auguri per questo più che commendevole blog Milleorienti,
    Piero Verni

  • Toni Brandi :

    Bravo Marco!
    Forse sono malato di ottimismo ma credo che il cambio di rotta di Google possa essere un esempio di come, anche fra i grandi capitalisti, vi siano delle persone che hanno una coscienza. L’azione di Google è, infatti, un esempio per tutti quei politici ed uomini d’affari occidentali che non hanno il minimo scrupolo quando si tratta di fare profitti, anche se questi sono prodotti sul sangue e sulla pelle dei lavoratori forzati e dei bambini operai internati nei laogai (www.laogai.it)! La storia recente ci racconta di come Google, Yahoo e Cisco abbiano collaborato con il regime per poter penetrare l’enorme mercato cinese. Il regime ha arrestato decine di internauti. Yahoo ha fornito le informazioni per chiudere in galera per 10 anni Shi Tao, giornalista ed attivista per i diritti civili la cui unica colpa è stata quella di propagandare via posta elettronica l’anniversario dell’eccidio di piazza Tiananmen. Cisco ha collaborato alla gigantesca infrastruttura tecnica del firewall cinese. Anche Wang Xiaoning, è stato condannato ad un lungo periodo di prigionia. Nel novembre del 2007, con il sostegno di Harry Wu e della Laogai Research Foundation, Yu Ling, sua moglie, ha portato alla sbarra Yahoo e lo ha costretto ad ammettere le proprie responsabilità e a chiedere scusa per quanto accaduto al marito. L’allora CEO di Yahoo Jerry Yang, risarcì la famiglia, intervenne con le autorità e versò un considerevole contributo alla Laoga Research Foundation per l’apertura di un Museo dei Laogai a Washington che venne aperto l’anno seguente. Membri del governo e del parlamento italiano imparate da Google! Volete capire che la Cina è una dittatura e che l’invasione dei nostri mercati da parte di prodotti, spesso nocivi alla salute e manufatti dal lavoro forzato e dal lavoro minorile, non è solamente immorale ma è anche molto dannosa alla nostra economia? Non avete ancora imparato che tutto ciò che è immorale, sarà presto o tardi anche deleterio in termini materiali ed economici? Anche il male, come la menzogna, ha le gambe corte!
    Toni Brandi

  • Paolo :

    Google ha iniziato uno scontro con la Cina in buona misura per motivi economici, può accettare di perdere il relativamente piccolo mercato cinese (circa il 3% del suo fatturato globale) per tutelare questioni più strategiche (Gmail). Ho provato a spiegarlo qui: http://ugualiamori.wordpress.com/2010/01/20/portando-i-fiori-a-google/

  • MilleOrienti (autore) :

    Consiglio a tutti di leggere il post di Paolo (segnalato qui sopra) e quello di Matteo sul suo blog Majunteo, sono davvero interessanti.
    Marco

  • majunteo :

    Ecco cosa penso della vicenda Google-Avatar-Cina.
    Grazie a Marco per questa splendida vetrina,

    Matteo Miavaldi

    http://majunteo.wordpress.com/2010/01/20/google-hollywood-e-la-nuova-esportazione-di-democrazia/

  • Piero Verni :

    Ho letto sia l’analisi di Paolo sia quella di Majunteo sulla vicenda Google/Avatar e trovo entrambe di tutto interesse.
    Sono d’accordo che Google, la quale nel 2006 aveva accettato senza fiatare le regole censorie del PCC, non sia animata da un afflato di libertarismo nella sua polemica con il Governo cinese. Comunque non fa piacere a nessuno essere permanentemente attacco di hacker di stato. Vedi anche la denuncia del governo indiano dell’altro ieri. Tantomeno lo fa a quegli esponenti del dissenso che si vedono intercettati e spiati fin dentro i più reconditi meandri del loro motore di ricerca dal Grande Fratello di Pechino.
    Resta il fatto che la crisi con Google potrebbe essere un elemento di grande importanza per l’opposizione cinese che evidentemente non deve essere così isolata se il regime è arrivato al punto di temere anche la visione di Avatar, una pellicola che non ho visto ma che da quanto mi sembra di capire non sia poi quel capolavoro epico in grado di infiammare e spingere alla rivolto le masse.
    Quindi, quali che siano le motivazioni alla base della polemica di Google, trovo che sia importante appoggiare l’azienda di Mountain View. Non sarà lei ad aprire una breccia significativa nel Muro di Pechino. Ma certo -ammesso e non concesso che non si cali le braghe da qui a qualche giorno- una eventuale rinuncia di Google al mercato cinese farebbe entrare un sassolino in più nell’ingranaggio di potere che governa la Cina.
    E sassolino dopo sassolino…

  • Toni Brandi :

    Piero sono d’accordo con te. Quali che siano le motivazioni alla base della polemica di Google, dobbiamo appoggiarlo. Talvolta credo che cadiamo vittime di un “pessimismo acuto” per cui non possiamo accettare razionalmente che vi siano delle azioni giuste e quindi cerchiamo sempre di trovare ragioni economiche o di interesse dietro a qualsiasi azione. Questo atteggiamento avvantaggia i nostri nemici perchè crea disfattismo. Per quanto mi concerne, ciò che il regime di Pechino fa è sbagliato e quello che ha fatto Google è giusto. Toni

  • Cinzia :

    Anche io credo che si debba solidarizzare con Google. É vero quello che dice Brandi: quali che siano le motivazioni in questo caso ha perfettamente ragione. E concordo anche con Verni sulla storia del sassolino…

  • melandroweb :

    Assurdo

  • Paolo :

    Beh, intendiamoci. Tutto quello che fa cadere il Muro di Pechino è utile alla causa, a prescindere dalle motivazioni più profonde, che come tali possiamo anche non conoscere e su cui non ci possiamo basare.

    E’ ottimo se Google esce dal mercato cinese, sia perchè può essere il primo di una lunga serie, sia perchè può destinare una parte delle sue risorse a combattere la censura via web, sopratutto sia perchè se ai giovani cinesi vengono tolti i beni di consumo che oggi lo Stato e il Partito gli hanno garantito purchè se ne stiano buoni, magari non se ne stanno più buoni.

    Tutto questo detto, Google, come qualsiasi azienda che ha una logica di profitto, non credo possa essere considerato un alfiere dell’idea di libertà in quanto tale, perchè può sempre legittimamente cambiare idea mentre il Muro deve comunque cadere.

  • La Cina censura Avatar e lo sospende | speciale in Liquida :

    […] Dopo Google, la Cina blocca anche “Avatar”. Avanti il prossimo… […]

  • Piero Verni :

    Paolo, mi hai letteralmente (come si dice?) “tolto le parole di bocca”.

  • marco :

    Google ha dichiarato che non ha piani di ritiro dalla Cina a breve termine. Si veda qui: http://www.sans.org/newsletters/newsbites/newsbites.php?vol=12&issue=5&rss=Y#sID200
    Personalmente non avevo nessun dubbio che le lamentele di Google non fossero altro che un pretesto per iniziare una contrattazione.

    Quindi ci andrei piano prima di saltare a conclusioni.

  • majunteo :

    Concordo con Marco, e nel mio ultimo post spiego meglio secondo me cosa c’è sotto.
    http://majunteo.wordpress.com/2010/01/23/la-nuova-guerra-fredda/

  • Piero Verni :

    Caro Majunteo,
    che Obama conosca bene i cinesi, come sostieni nel tuo interessante intervento sul tuo blog, a me non pare. Temo anzi che sia vero il contrario, almeno a giudicare dalla sua prima visita in Cina. Spero ovviamente di sbagliarmi ma questo lo vedremo nei prossimi mesi.
    Se ci fosse veramente un piano coordinato della nuova amministrazione democratica per minare le fondamenta della struttura dittatoriale del regime capital-comunista cinese, anche se animato dall’intenzione di difendere i loro interessi economici, ne sarei sommamente felice. Penso invece, al contrario, che il piano (miope) di Obama sia di pensare ad una sorta di duopolio sino-statunitense. Quello che in molti commentatori hanno definito G2. Prospettiva che mi sembra molto poco piacevole sia per i cinesi (e tibetani, uiguri, etc.) sia per tutti noi dal momento che la potenza politico-economica di una Cina come l’attuale non è una minaccia solo per gli USA ma anche per il resto del mondo.

  • Cinzia :

    Non sono sicuramente una esperta di Cina ma per quel poco che so mi sembra convincente il discorso di Verni.
    E la faccenda Google come sta andando? Non leggo più notizie.

  • majunteo :

    Io nemmeno sono un esperto…provo ad andare con ordine:
    Credo che i counselors di Obama siano molto ben informati sulla Cina e conoscano molto bene come comportarsi in certe situazioni…alcuni esempi…il discorso all’università di shanghai, dove obama ha soddisfatto sia l’opinione pubblica occidentale che chiedeva un segnale sulla libertà di internet, sia il governo cinese, evitando un attacco diretto preferendo il metodo subdolo del “mi faccio una domanda e mi do una risposta”, stesso metodo utilizzato dalle autorità cinesi nella medesima occasione (ne ho scritto sul mio blog all’epoca..).
    l’annuncio di google, redatto solo in lingua inglese e uscito come un fulmine a ciel sereno (era 4 anni che google sottostava in silenzio ai diktat dei censori di pechino…e anche la scusa dell’attacco degli hacker non regge..chissà quanti attacchi di hacker hanno vicendevolmente subito gli stati uniti e la cina in 4 anni…) non era indirizzato alle autorità cinesi, ma all’opinione pubblica mondiale…era un “guardate come siamo bravi che noi con la censura non ci stiamo più”.
    Io puntualizzo solamente due cose: gli Stati Uniti e le loro corporation non fanno niente per niente…4 anni fa accettavano la censura, ancora prima aiutavano il governo cinese a sviluppare il great firewall (consulenza della Cisco, americana), oggi guidano un’ipocrita crociata contro le censure nel tentativo di indebolire la Cina (che loro hanno fatto entrare prima nell’ONU, poi nel WTO, e che tiene a galla la loro economia comprando i debiti americani tramite i treasure bond…ne sono il primo detentore mondiale, seguiti dal giappone).
    I dissidenti cinesi, i blogger cinesi e persone fantastiche come il citato Hu Jia si meritano, come il resto del popolo cinese, la libertà e la democrazia in ogni sua forma. Ma dovrà essere la LORO libertà, non quella made in USA che gli Stati Uniti hanno cercato di esportare ovunque nel mondo asiatico, con scarsissimi risultati. I dissidenti cinesi sono dei martiri, un’eventuale alleanza con gli stati uniti temo sarebbe deleteria…

  • Piero Verni :

    Caro Majunteo,
    riguardo la visita in Cina di Obama, a me continua a sembrare tutt’altro che polemica nei confronti di Pechino. Non dimenticare la spataffiata pronunciata prima di arrivare (mi sembra da Tokyo ma non ne sono certo) sul fatto che una Cina “forte e prospera” sia un beneficio per tutto il mondo. Poi durante la famosa conferenza di Shangai, il cui auditorio era composto per larga parte da membri del Partito e gli altri severamente scremati dallo stesso (basti citare che l’unico studente taiwanese intervenuto ha parlato contro Taiwan), non mi pare proprio che Obama si sia sperticato in elogi alle libertà civili del popolo cinese, nemmeno in una forma obliqua dettata da un comprensibile galateo diplomatico. Poi, per il resto della visita, zitto e mosca. E non dobbiamo dimenticare il vergognoso comportamento della Clinton, nella sua permanenza preparatoria al viaggio di Obama, in cui la signora aveva tenuto un atteggiamento del tutto connivente con le autorità cinesi.
    Adesso le cose sembrano cambiare. Sarà vero? Penso sia presto per poterlo dire, io comunque lo spero. Nonostante una mia personale antipatia nei confronti della cultura statunitense . Del resto, durante la seconda guerra mondiale, è stato meglio che gli USA siano intervenuti contro il nazifascismo o no? Erano quegli stessi USA in cui, all’interno di molti stati del Sud, i neri non potevano salire sugli stessi bus dei bianchi, non potevano entrare negli stessi gabinetti, eccetra, eccetra, eccetra. Eppure, senza l’aiuto di quegli USA, il nazifascismo non sarebbe stato sconfitto.
    Detto questo, ritengo che ci sia molto di vero in quello che dici a proposito dei rischi di contare sugli aiuti, diretti o indiretti, di una potenza straniera per la propria liberazione. Ne sanno qualcosa proprio i miei amici della resistenza armata tibetana che furono dapprima aiutati (anche se parzialmente e molto meno di quanto una certa vulgata sostienga) dalla CIA quando le esigenze statunitensi della Guerra Fredda lo esigevano e poi da un giorno all’altro buttati a mare non appena Washington volle aprire alla Cina di Mao (politica voluta da quei due “galantuomini” di Henry Kissinger -Nobel per la Pace, sic!- e Richard Nixon) in funzione antisovietica.
    Nonostante questo però, ritengo che se il potere cinese potrà essere indebolito da una nuova politica di confronto con gli USA, per quanti vogliono cambiare positivamente le cose in Cina, sia un fatto positivo. Sperando che però che i dissidenti cinesi si rendano conto che dovranno (dovrebbero) trovare una loro via alla libertà e all’autodeterminazione che non si appiattisca supinamente su quella americana. Sia in termini politici ed economici sia -ancor più- in termini culturali.

  • Cinzia :

    In ogni caso per quante critiche si possano fare agli Stati Uniti se l’alternativa è uno stato liberticida come quello cinese, penso che non ci siano dubbi su chi scegliere.

  • Jean Lafitte :

    parlate tanto di censura e poi siete i primi a censurare. cosa c’è che non andava nel mio commento? era volgare? offendeva qualcuno? o semplicemente su questo sito non si può scrivere la verità?

    i cinesi devono essere per forza brutti,sporchi, cattivi, falsi, infidi, complottano per conquistare il mondo.
    mi ricorda qualcosa…

  • Jean Lafitte :

    “In ogni caso per quante critiche si possano fare agli Stati Uniti se l’alternativa è uno stato liberticida come quello cinese, penso che non ci siano dubbi su chi scegliere.”

    cara Cinzia, gli Usa hanno fatto più di un milione di morti, sono in Iraq.
    la Cina ste porcate non le fa e non le ha mai fatte. altro che liberticida.

    La Cina è il paese più saggio e civilizzato dell’universo

  • Cinzia :

    Penso che qualsiasi persona con un minimo di principio di realtà si possa rendere conto di quanto afferma il signor Lafitte. Ed è a loro che mi rivolgo quando intervengo su questo bel blog di Marco Restelli. Lascio invece volentieri Lafitte ai suoi deliri.
    Vorrei ricordare alcune cifre che nessuno a livello mondiale (tranne alcuni negazionisti) contestano.
    Invasione e controllo del Tibet, circa un milione di morti.
    Invasione e controllo del Turkestan orientale, centinaia di migliaia di morti.
    Grande balzo in avanti, dai 10 ai 30 (a seconda delle stime) milioni di morti per fame.
    Rivoluzione Culturale, dai 2 ai 6 milioni di morti.
    Piazza TienAnmen, dai 1500 ai 3000 morti nella sola notte del 5 giugno.
    E si potrebbe continuare con l’infanticidio delle bambine, con la pratica degli aborti forzati, con il lavoro forzato di oltre 20 milioni di carcerati (tra politici e comuni), con il record annuale di condanne a morte eseguite, con la capillare repressione degli aderenti alla Falun Gong, con la repressione nei confronti di tutti gli aderenti a religioni non “patriottiche”, con la repressione dei numerosi nuclei clandestini di operai e contadini che tentano di organizzarsi in sindacati e leghe autonome dal Partito Comunista, con la caccia al dissidente e in specie al dissidente cibernetico.
    Tutti aspetti incontrovertibili della realtà cinese.
    Poi se qualcuno preferisce questo regime a quello statunitense. Si accomodi pure.

  • Jean Lafitte :

    penso che una qualsiasi persona che abbia il senso della realtà possa ridere di queste fregnacce.

    non c’è stato NESSUN morto in piazza Tienanmen la notte del 5 giugno 1989. e ci sono diversi testimoni che lo confermano.

    non c’è stata nessuna “invasione” del Tibet e neanche nessun milione di morti, idem per lo Xijnjang

    come la peggiore indottrinata attacca coloro che hanno studiato e conoscono le cose come sono andate veramnte come “negazionisti” magari mettendoli sullo stesso piano con i negazionisti dell’olocausto degli ebrei. siete voi i nazisti , quelli di falsi storici come i protocolli dei savi di sion , siete voi che create odio razziale contro i cinesi.

    il grande balzo in avanti. che c’entra? boh? l’infanticidio delle bambine? allora mettiamoci pure i morti dei terremoti via, quelli di cancro, degli incidenti stradali… mettiamoceli tutti.
    che pena. anche perché anche seguendo questo curioso metodo comunque gli Stati Uniti di morti ne avrebbero prodotti molti di più, se dobbiamo fare il calcolo col bilancino.
    assurdo.

    sul Falun Gong. sarebbe bene che si facesse qualcosa anche in italia contro questa setta di fanatici, prima che iniziamo a piangere i morti, quelli veri.

    poi se lei preferisce un regime che ha creato devastazione nei 4 angoli del mondo, da Hiroshima a Panama, dal Congo al Cile, dalla Jugoslavia alla Georgia… faccia pure… non ci fa una gran bella figura…

  • Piero Verni :

    Lo ammetto, è un atteggiamento poco buddista (o cristiano, o musulmano se volete…) insomma poco spirituale e caritatevole. Però a me questo Lafitte diverte. Se non esistessero tipi come lui li si dovrebbe inventare. Ripeto, se fossi più tenero di cuore dovrei provare nei suoi confronti e nei confronti delle castronerie che scrive un autentico senso di “pietas” nella accezione piena del termine. E invece ridacchio e sorrido nel leggere il suo livore, i suoi insulti, le sue iperboli e, per dirla tutta, le sue castronerie. Lo so, dovrei essere più buono!
    Fatta questa pubblica confessione, vorrei ricordare ai lettori di quello che giustamente Cinzia ha definito “questo bel blog di Marco Restelli” alcuni aspetti della Repubblica Popolare Cinese di cui ancora qui non si è discusso ma che sono stati sollevati da Cinzia e irrisi (sic!) dall’ottimo Lafitte.
    Il dramma della condizione delle bambine abbandonate dalle famiglie negli orfanotrofi e qui trattate in maniera orripilante dalle autorità competenti. Il tutto è stato ampiamente denunciato da una dottoressa cinese facente parte proprio di una delle unità governative preposte all’eliminazione delle bimbe e poi fuggita da quell’orrore. Orrore provato anche da un famoso documentario della BBC trasmesso una quindicina di anni or sono anche in Italia.
    Il dramma della persecuzione degli aderenti alla Falun Gong, ampiamente (ahimè) documentato dalla marea di pubblicazioni prodotte dalla stessa associazione. Per chi volesse approfondire: http://faluninfo.net
    Occorre dire che bambine e aderenti alla Falun Gong sono tutti rigorosamente cinesi?
    Il Grande Balzo in avanti. I giovani e giovanissimi lettori di Milleorienti forse non sanno nemmeno cosa sia stato quindi due parole in proposito magari non saranno sprecate. Nella seconda metà degli anni ’50 dello scorso secolo, Mao, per uscire dalla posizione di relativo isolamento in cui era stato relegato all’interno del Partito, lanciò una demenziale campagna per “superare la produzione dell’acciaio della Gran Bretagna” imponendo alla società cinese, all’epoca in larghissima parte contadina, una avventuristica opera di subitanea industrializzazione che distrusse le campagne e non modernizzò un bel niente. Gli storici ritengono che questa operazione politica di Mao fu la maggior responsabile della carestia del 1960 che secondo stime prudentissime causò 15 milioni di morti per fame. Secondo le stime più realistiche i morti furono tra i 30 e i 40 milioni. Occorre ribadirlo? A parte tibetani, uiguri e mongoli, la stragrande maggioranza dei morti furono cinesi.
    Ovviamente su tutti questi argomenti ci sono fior di documenti consultabili senza alcun problema anche in lingua italiana.
    Tra i tanti possibili vorrei suggerire un libro che a mio avviso è il più coinvolgente affresco del novecento cinese. “Cigni selvatici” della scrittrice Jung Chang, cinese al 100% e figlia di due eroi della rivoluzione comunista e lei stessa per qualche tempo giovanissima Guardia Rossa. Si tratta di un penetrante sguardo sulle vicende cinesi osservate attraverso lo sguardo di tre donne. L’autrice, sua madre e sua nonna.
    Riguardo il giudizio sugli USA, mi sembra che Lafitte si sia dimenticato (assomigliano troppo ai tibetani?) di citare il peggior crimine di cui si è reso responsabile quello stato. Il genocidio di 4 milioni di nativi americani e la conseguente distruzione della loro civiltà. Crimine orrendo e imperdonabile.
    Questo però non sposta di un millimetro il fatto che oggi gli USA, con tutti i loro difetti, errori, ingiustizie, siano di gran lunga migliori o “meno peggio” del grande lager cinese.
    Augh!!!

  • Jean Lafitte :

    caro Vermi. non c’è nulla di spirituale o caritatevole nel buddhismo. il buddhismo è tra le varie idolatrie una di quelle che ha più vittime e genocidi sulla coscienza, ammesso che ne possiate averne una di coscienza.
    mi limito a sottolineare come ancora una volta chi fa attacchi personali e insulta non sono io ma il mio poco educato e poco scolarizzato(ma molto indottrinato) interlocutore.
    preferisco parlare dei fatti.

    il dramma delle bambine abbandonate dalle famiglie: mi sfugge la responsabilità del governo cinese.
    trattate in maniera orripilanti? non credo peggio dei poveri bambini strappati alle loro famiglie e costretti a pratiche sessuali dai monaci buddhisti nei monasteri.

    ” Il tutto è stato ampiamente denunciato da una dottoressa cinese”
    di cui non sappiamo nemmeno il nome, tanto è documentata e autorevole.
    in italia invece gli orfanelli se la spassano, vero?

    la Bbc di famosi taroccamenti ne ha fatti diversi nella sua storia.

    il dramma degli aderenti del Falun Gong è un vero dramma. una volta entrati in sette del genere è quasi impossibile uscirne. d’altronde che dire di una mamma che arriva a sacrificare la sua vita e quella della sua bambina per la causa di un miliardario ciarlatano?

    per chi volesse approfondire dovrebbe farlo da una fonte indipendente e non certo dai falungis, capaci persino di negare la natura violenta e razzista della loro setta(come di quasi tutte le sette buddhiste).
    per capire cos’è davvero il Falun Gong consiglio il capitolo dedicato alla setta in I.M. SALA, Il dio dell’Asia. Religione e Politica in Oriente, un Reportage, Il saggiatore, Milano
    2006. è più che sufficiente per capire la pericolosità di un movimento così violento e razzista, oltre che decisamente bizzarro.

    anche sul grande balzo in avanti, che pure in questo discorso (non si stava parlando di diritti umani o diritti civili?) c’entra con i cavoli a merenda…francamente mi sembra che Vermi continua a dire una marea di sciocchezze. è vero che la politica creare piccole fabbriche siderurgiche fallì ma non è affatto vero che questo provocò carestie e morti. nessuno storico serio può sostenere una cosa del genere (e infatti Vermi non ne cita neanche uno, guarda che combinazione).
    poi dimentica perchè la Cina si ritrovava senza comparto industriale e con un’agricoltura in grave crisi. chi è che ha ridotto la cina in questo stato? (causando tra l’altro milioni di morti durante le guerre dell’oppio e similari). sempre noi occidentali. e avete il coraggio di dare la colpa a Mao? vergogna!!!
    ad ogni modo la più sbagliata politica industriale mai e poi mai può considerarsi un “crimine”. a meno che non vogliamo parlare di centinaia di milioni di morti in africa in paesi ultracapitalisti come Burundi. Etiopia, Repubblica del Congo, Liberia, Eritrea, Sierra Leone, Gambia e Ruanda.
    usando lo stesso criterio che usate voi la bilancia delle morti continua a pendere, anzi pesa ancora di più dalla parte dei capitalisti bianchi, con le mani sporche di sangue. ma preferiamo guardare la pagliuzza altrui.
    ricordo che il grande balzo in avanti inoltre risale agli anni 50 (quando in Usa per esempio c’era ancora l’apartheid…). non capisco perché per gli Usa ci si deve dimenticare di tutto mentre la Cina si debba portare dietro tutti i (eventuali) fardelli della propria storia.
    quello che sto dicendo è proprio quello di giudicare oggi. oggi gli Stati Uniti massacrano in Iraq, Afghanistan, in Yemen (ma sotto silenzio), in Ecuador ect… etc….
    La Cina non invade e non ammazza. chi è più civile? chi è più liberale?

  • Piero Verni :

    Impagabile Lafitte!
    Devo sinceramente ringraziarla per darmi l’occasione, con i suoi ineffabili interventi, di poter fornire quei particolari che in genere ometto per non sembrare eccessivamente pedante ai nostri comuni amici di Milleorienti (sperando che almeno qualcuno sia interessato).
    Allora, parliamo dei crimini commessi negli orfanotrofi statali cinesi. Nel 1996 l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch pubblicò un rapporto di 330 pagine in cui si documentava come i bimbi abbandonati da genitori troppo poveri o spaventati dalle sanzioni per le famiglie che violavano la norma del figlio unico, finissero in vere e proprie “anticamere della morte”, dove i più deboli, in special modo le femmine, morivano di denutrizione, di freddo, di malattie prodotte dalle paurose condizioni igieniche. Il trattamento che i bambini ricevevano era spesso crudele, fino a giungere a maltrattamenti volontari, torture, abusi sessuali. Appena metà dei piccoli sopravviveva per più di un anno. In alcuni orfanotrofi il tasso di mortalità raggiungeva il 72,5%. Il rapporto di Human Rights Watch si fondava su i documenti del maggiore orfanotrofio di Shanghai, raccolti fra il 1986 e il 1992 dalla dottoressa Zhang Shuyun, che li aveva trafugati prima di fuggire dalla Cina Popolare. In quel periodo oltre mille bimbi si spensero per cause non naturali. Fra il novembre 1991 e l’ ottobre 1992, su 207 casi di morte registrati la metà fu dovuta a denutrizione. Secondo la dottoressa Zhang, “i responsabili dei reparti decidevano insieme di lasciare morire alcuni ospiti quando ne arrivavano nuovi, in modo da tenere un equilibrio con il numero dei posti disponibili”. Parecchi episodi sono confermati dalle fotografie che un altro esule, Ai Ming, per 20 anni ospite dell’orfanotrofio, era riuscito a riprendere nelle camere e nell’obitorio. I bambini che si agitavano venivano calmati con dosi massicce di barbiturici o spediti negli asili psichiatrici, riferisce la dottoressa Zhang. Le punizioni per i ribelli erano severe: venivano legati ai letti oppure alle sbarre delle finestre, e addirittura sospesi per aria, a volte con il capo semi sommerso in un catino d’ acqua. Il regime era del tutto connivente con questo genere di trattamenti.
    Per verificare la bontà di queste denunce, due giornalisti della BBC entrarono in un orfanotrofio statale cinese fingendosi una coppia interessata ad adottare un bambino e filmarono una agghiacciante situazione. Ho personalmente raccolto in una intervista la testimonianza della dottoressa Zhang Shuyun e del giovane Ai Ming e ho potuto vedere con i miei occhi l’orrore assoluto documentato dalle fotografie che avevano potuto portare fuori da quella “anticamera della morte”. Conservo nel mio archivio, anche se non ho avuto lo stomaco di rivederlo, il documentario della BBC.

    Per quanto riguarda la spaventosa carestia procurata da una politica criminale voluta da Mao solo per ragioni inerenti alla propria lotta per il potere all’interno del Partito, si possono consultare numerosi testi di storici serissimi. Mi permetto di suggerire: Jasper Becker, “Hungry Ghosts, China’s secret famine” (esiste una versione italiana, mi pare edita dal Saggiatore); Jhon Gittings, “Real China, from cannibalism to karaoke”, e il paragrafo dedicato proprio al “Grande Balzo in avanti” presente nella monumentale biografia di Mao, scritta da Jung Chang e Jon Halliday, “Mao, the Unknown Story”.

    Infine, indipendentemente dal giudizio che si vuole dare sul lavoro della Falun Gong, le fotografie relative alle torture, alle uccisioni, alle privazioni cui i membri di questa corrente religiosa sono sottoposti dalle autorità carcerarie cinesi, sono documenti inoppugnabili che evidenziano il comportamento criminale della repressione di Pechino.

    Che poi all’impagabile amico Lafitte le cose vadano bene così, beh si tratta di un altro discorso.

  • Cinzia :

    Caro Verni,
    come non ammirare la qualità dei tuoi interventi?
    Grazie per i contenuti e i toni.

  • majunteo :

    Mi accodo al ringraziamento di Cinzia diretto a Pietro Verni, i suoi interventi sono davvero impagabili.
    Mi spiace molto per Jean Lafitte…i concetti di base che animano la sua critica sono, per quanto mi riguarda, spesso ampiamente condivisibili (morti americane, due pesi e due misure tra USA e Cina)…purtroppo tende ad avvalorare le sue tesi servendosi di teorie negazionistiche che non mi sento di bollare come “bufale”, ma quantomeno improbabili.

    Per curiosità, signor Lafitte, da cosa le deriva questo amore (che io condivido) per la Cina? Ha vissuto un lungo periodo nella Repubblica Popolare?

  • Cinzia :

    Caro Majunteo,
    non ho capito se il suo riferimento alla mia considerazione positiva degli interventi di Piero Verni fosse ironico o no. Spero, francamente, di no.
    Mi sembra che Verni, grazie a dio in maniera sempre civile e pacata, stia portando all’interno di questa nostra discussione elementi di chiarezza assolutamente importanti. Almeno per quanto mi riguarda mi sento più informata sulla situazione di Tibet e Cina che pure seguo con interesse da diversi anni.
    Poi, per quanto riguarda il discorso sugli Stati Uniti, sarebbe lungo e complesso. Ma a me pare che, almeno da parte della sinistra, il discorso dei “due pesi due misure” tra USA e Cina penda solo da una parte. Sarò stata distratta ma nei miei 26 anni di vita ho assistito a una marea di manifestazioni contro gli USA sempre e comunque colpevoli di tutto e di più. Ma non ricordo una sola manifestazione contro la Cina. Né in occasione delle annuali centinaia di condanne a morte, né per le feroci repressioni del 2008 in Tibet e del 2009 in Xinjiang e via di questo passo. Personalmente non mi ritengo decisamente di sinistra ma ho sempre votato, sia pure con poca convinzione, DS e Pd. E mi sarebbe piaciuto vedere da questa area politica qualche gesto critico (parlo di manifestazioni) nei confronti della Cina ma non mi sembra di averlo mai visto. Ed è un vero peccato, specie per la sinistra.
    Aggiungo che ho anch’io letto le sue considerazioni sul suo blog e le ho trovate molto interessanti.

  • Jean Lafitte :

    visto che si tarda a pubblicare il mio commento, probabilmente causa presenza di link lo riposto senza link

    eh beh come non ammirare la qualità degli interventi di Verni?

    sentite qui:”Devo sinceramente ringraziarla per darmi l’occasione, con i suoi ineffabili interventi, di poter fornire quei particolari che in genere ometto per non sembrare eccessivamente pedante ai nostri comuni amici di Milleorienti (sperando che almeno qualcuno sia interessato).”

    a leggere qui uno si aspetterebbe chissà quale asso nella manica tirato fuori. macchè. un rapporto del 1996 cioè addirittura quando era ancora sulla cresta Deng, due generazioni di governanti fa, due ere zoologiche relativo a fatti ancora più vecchi. dal 1986 al ‘92. roba fresca e frizzante, direi.

    peccato che sia stata ampiamente e da tempo sbufalata nel dettaglio.

    d’altronde questi documenti non sono mai stati mostrati.
    nonostante questo la dottoressa Zhang Shuyun(come Harry Wu e molti altri) è riuscita a crearsi una nuova e remunerativa carriera di scrittrice/conferenziera con la quale si mantiene. cosa non si fa per campà.

    per di più non era la Bbc ma Channel Four.

    però è vero la BBC filmò un orfanotrofio in quelle condizioni.
    Dove?
    In Bulgaria!
    Bulgaria, Unione Europea, blocco “democratico” (sic)

    per quanto riguarda la carestia il fenomenale Vermi si guarda bene di citare un solo storico o sinologo preferendo dei semisconosciuti giornalisti e/o attivisti politici. complimenti!

    Helwig Schmidt-Glintzer, Guido Samarani, Jacque Gernet, Lionello Lanciotti…. questi sconosciuti. molto più autorevoli Becker e Gittings, senza dubbio!

    infine se queste foto relative alle “torture” nei confronti degli adepti del Falun Gong esistono veramente, sarebbe il caso di tirarle fuori. o avete paura di fare una figura di merda come quella volta della “foto satellitare” che provava che i militari cinesi si travestivano da monaci tibetani?

    che pena, veramente patetici. voi e quei polli come Cinzia che ci cascano a tutte le fesserie che scrivete!

    infine rispondo a majunteo. no, purtroppo causa impegni di vario tipo non ho ancora avuto la possibilità di trasferirmi in Cina, anche se rientra nei miemi programmi e nei miei sogni.
    l’amora e la conoscenza dei fatti derivano dal fatto che ho studiato per anni per la mia tesi di laurea.
    studiando mi sono accorto che moltissimi dei falsi miti sulla Cina non hanno nessun fondamento, nessun documento, o prova storica e che invece altri fatti che accadono anche in altri paesi vengono attribuiti come responsabilità o peggio come volontà del governo, laddove invec eper casi analoghi in altri paesi questi vengono sempre minimizzati e trattati come “eccezioni”: vedasi orfanotrofi, carceri etc…
    perché viene fatto questo tentativo di disinformazione sisematica?

  • Piero Verni :

    Impagabile Lafitte!

    Apprendo che per lei gli autori che ho citato sono dei “semisconosciuti”, me ne dolgo dal momento che hanno scritto dei saggi molto ben documentati la cui lettura sicuramente avrebbe arricchito la sua conoscenza della Cina.

    Vedo inoltre che lei parla di ere zoologiche riferendosi agli anni delle “camere della morte”. A parte che è tutto da vedere se quella poco piacevole attitudine statale sia stata abbandonata, mi dovrebbe spiegare quale frattura epocale sia avvenuta nel gruppo dirigente di Zhongnanhai, per indurla a parlare, con la sobrietà e l’equilibrio che le sono peculiari, di trascorse “ere zoologiche”. Non le sembra che si potrebbe invece parlare di una certa, come dire, continuità?

    Purtroppo vi sono decine di fotografie che illustrano gli effetti della permanenza nelle carceri cinesi dei praticanti della Falun Gong. Evito di trasformare questo blog in una macabra esposizioni di orrori. Chi volesse vedere quelle immagini può farlo visitando il sito http://faluninfo.net

    Scopro anche che non è mai stato in Cina. Spero che possa avere al più presto la possibilità di recarvisi. Chissà che non le capiti quello che capitò al mio amico Tiziano Terzani il quale, arrivato in Cina pieno di entusiasmi e aspettative si trasformò in uno dei più severi critici di quel regime. Che alla fine lo arrestò ed espulse.

    Chissà!!!

  • skylines :

    Lafitte, ma si rende conto della figura che sta facendo ricorrendo a discorsi patetici e negazionisti come i suoi?
    Ma perché si vuole fare tanto male? Abbia più cura di se stesso.
    Ci pensi due volte prima di scrivere e poi magari si astenga se ci riesce.
    Io, contrariamente al perfido Verni che cinicamente sorride e sadicamente continua a risponderle per continuare a divertirsi, sto male per lei. Intervento dopo intervento.
    Davvero. Mi dia retta. Lasci perdere questa incontrollata passione per il regime cinese e si goda la vita. A quanto ho potuto capire è ancora giovane e l’esistenza dovrebbe sorriderle.

  • carlo buldrini :

    Esistono le ere geologiche. Le “ere zoologiche” di cui qualcuno parla, non esistono. A meno di non voler dire che i dirigenti del PCC, presenti e passati, sono tutti degli animali.

  • Jean Lafitte :

    touchè signor buldrini, mi perdoni il refuso. ovviamente volevo dire geologiche ma la fretta a volte è cattiva consigliera.

    skylines a me delle sue opionioni e di quelle di Cinzia o di altri non importano. pensa che sia un negazionista? pazienza.
    non dico la verità per sembrare simpatico ma solo per senso di giustizia.
    se avessi voluto convincere voi mi sarei posto in altra maniera. la mia è una sfida al boss, o meglio al padrino a dimostrare in maniera rigorosa uno ed una solo dei suoi cavalli di battaglia. sto ancora aspettando.

    smerdato sui Laogai vira su Tienanmen. smerdato su Tienanmen pensa di cavarsela con gli orfanotrofi. fallita la panzana degli orfanotrofi ora non gli resta che parlare dell’amico Tiziano Terzani. patetico.

    nessuno ha criticato gli autori che ha citato. ho solo fatto presente che non sono degli storici e che il valore scientifico delle loro opere è dubbio. andando a leggere un libro di storia della Cina che copre il periodo del Grande Balzo salta agli occhi la differenza con cui viene trattato. gli storici che lavorano con rigore si guardano bene dallo scrivere certe panzane.

    riguardo alla delirante frase: ” A parte che è tutto da vedere se quella poco piacevole attitudine statale sia stata abbandonata, mi dovrebbe spiegare quale frattura epocale sia avvenuta nel gruppo dirigente di Zhongnanhai, per indurla a parlare, con la sobrietà e l’equilibrio che le sono peculiari, di trascorse “ere zoologiche”. Non le sembra che si potrebbe invece parlare di una certa, come dire, continuità?”

    si potrebbe scrivere enciclopedie sulla discontinuità tra le varie generazioni di governanti. per dire una cosa in due righe come giudica il fatto che l’attuale presidente del governo sia il delfino di Zhao Ziyang?
    un segnale di continuità?

    infine sulle foto. continuate a linkarmi a un sito del falun gong. non le sembra un tantino scorretto?
    dov’è l’evidenza che queste presunte foto siano autentiche?
    non c’è. ci dobbiamo fidare degli adepti del “maestro” Li Hongzhi. che nel frattempo grazie a gente come lei, come, skylines, cinzia etc… è diventato miliardario.
    beata ignoranza e nel suo caso, beata malafede…

  • majunteo :

    Cinzia, assolutamente nessuna ironia…apprezzo veramente gli interventi di Pietro Verni, a maggior ragione perchè le sue idee a volte sono differenti dalle mie, ma assolutamente legittime!

  • skylines :

    Caro Lafitte, perché non continua ad occuparsi di “ere zoologiche” e lascia perdere argomenti che evidentemente sono troppo grandi per lei?
    E magari perché non calmare i suoi bollenti spiriti con un accorto uso di qualche sostanza psicotropa?
    Lo dico per il suo bene, sa?

    p.s. in effetti l’attuale premier cinese, “delfino di Zhao Ziyang” esprime proprio lo spirito di TienAnMen. Fra un pochino esporrà in piazza una statua della “Dea della Libertà” come fecero i ragazzi della primavera di Pechino. Ma per piacere!

  • Jean Lafitte :

    skylines a parte insultare quale sarebbe l’utilità del suo ultimo commento?

    suvvia lei che ci tiene tanto all’immagine non faccia la figura dello sciocchino

  • Piero Verni :

    Caro Majunteo,
    ricambio con grande piacere gli apprezzamenti. Anche a me interessano molto le sue analisi e da quando, grazie a Milleorienti, ho potuto conoscere il suo blog lo frequento con notevole assiduità. Penso che non sarebbe male riprendere, dopo tutte queste parentesi, il discorso su quella che lei ha chiamato con felice scelta linguistica “La nuova Guerra Fredda”. Ipotesi che mi lascia al momento scettico ma che trovo però di grande suggestione. Potremmo discuterne qui, sul suo blog o anche sul mio (www.freetibet.eu). Sarei (e certamente non sono il solo) estremamente interessato a conoscere un approfondimento del suo punto di vista in merito.

  • majunteo :

    Direi che mantenere qui la discussione sia un buon modo per ringraziare Marco per questo spazio…
    Che dirle, Verni, oramai quando leggo i proclami di “bene vs. male” che spesso campeggiano a lettere cubitali suoi giornali italiani, scritti da presunti esperti di Cina peraltro, qualcosa mi dice che non me la stanno raccontando giusta. C’è da dire che la consequenzialità di eventi che ho rilevato e scritto nel mio post “La nuova Guerra Fredda” suscita almeno il dubbio che la redenzione di Google sia quantomeno sospetta. Al di là dei temi morali ed etici, con i quali si stanno incensando in queste settimane i dirigenti di Google, questa diatriba USA-Cina si poggia su una montagna di quattrini. Quelli che non ha fatto Google nel mercato cinese, quelli che la Cina inietta nel malsano sistema economico americano annualmente, tramite acquisto di titoli del tesoro americano o quando decide di salvare le banche statunitenti ad un passo dal crack, o quando risponde alla richiesta di aiuto finanziario lanciata da un capitalismo occidentale che, aumentando i rischi in cerca di profitti stratosferici, ha catapultato il mondo intero in una crisi economica senza precedenti dal 1929 (dicono).
    Insomma, a parer mio gli USA si stanno facendo i conti in tasca e stanno cercando di indebolire la Cina soprattutto in campo internazionale…obiettivo tanto subdolo quanto legittimo per una superpotenza in declino come quella americana…però non nascondiamoci dietro la lotta ai diritti umani, non illudiamo l’opinione pubblica e soprattutto non illudiamo i cinesi…

  • Piero Verni :

    Caro Majunteo, d’accordo con te nel continuare la discussione su questo blog anche per ringraziare Marco per l’ottima gestione di questo spazio.
    E veniamo al dunque. Vorrei chiarire subito che io non penso minimamente che le mosse di Google siano dettate da un improvviso afflato democratico. Come giustamente hai fatto più volte notare, quando la questa compagnia è entrata nel mercato cinese sapeva benissimo quali erano le regole e le ha accettate senza fiatare. Come Microsoft, Yahoo, Apple (questo lo noto con dolore essendo un “fanatico” della Mela) e molte altre.
    Ora i motivi che sono alla base della crisi non saranno certo di carattere etico-morale ma mi pare abbastanza improbabile che la società di Mountain view possa essere diventata il “fer de lance” di una politica statunitense (amministrazione Obama-Clinton) volta a colpire la Repubblica Popolare Cinese, intesa come il principale nemico. Al punto di voler dar vita a quella che tu molto felicemente hai definito una nuova guerra fredda.
    Io sono assolutamente d’accordo che gli USA potrebbero guardare alla Cina come al loro più pericoloso nemico. Ma non mi sembra che nella presente amministrazione ci sia questa consapevolezza. Può essere che mi sbagli, e ne sarei felice perché tra i due mali (vorrei anche chiarire che non sono per nulla un estimatore degli Stati Uniti, Paese e civiltà di cui vedo con chiarezza i molteplici aspetti negativi -a partire dal terribile vizio di origine rappresentato dal genocidio dei nativi americani) comunque gli USA mi sembrano quello minore.
    Ora, ammetterai che il primo anno di questa presidenza, almeno in superficie, tutto abbia lasciato credere tranne che a una volontà di scontro tra Washington e Pechino. Anzi, Obama aveva fatto intendere di essere disponibile ad una sorta di “entente cordiale”, il famoso progetto di una sorta di G2.
    Quindi quello che non riesco a capire è dove leggi i segni di una inversione di rotta. L’affare Google e la “spataffiata” della Clinton ti sembrano segnali sufficienti per affermarlo? O vedi altro che a me sfugge. Magari è così ed è’ quello che mi piacerebbe sapere.

    p.s. ooopppsss, mi sono accorto che ti ho dato del tu per tutto il mio intervento. E’ un problema? In caso tornerei di corsa al più educato “lei”.

  • Capodanno cinese, è l’anno della Tigre: c’è chi ruggisce e chi fa festa « MilleOrienti :

    […] febbraio. Ruggisce un po’ più piano l’America, già contrariata per la vicenda Google (di cui Milleorienti ha parlato qui), ribadendo due cose: A) Pechino era stata avvertita già in novembre del futuro incontro […]

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