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I matrimoni gay aiutano il turismo. In Italia? No, in Nepal

23 gennaio 2010 di 3

Sembra passato un secolo, anziché pochissimi anni, da quando il Nepal era l’unica monarchia induista del pianeta,  Sua Maestà era venerato come manifestazione terrena del dio Vishnu e i brahmani lavavano e truccavano le statue della divinità pronunciando poi il nome del re. Oggi il Nepal, emerso a fatica da una sanguinosa guerra civile con i maoisti, sta cambiando a una velocità impensabile (almeno per noi italiani, che viviamo in un Paese dove non cambia quasi mai nulla).

L’ultima novità, commentata con interesse su blog e siti delle comunità gay in Occidente, riguarda la possibilità di celebrare matrimoni omosessuali: diventerà una realtà a partire da maggio, e un’apposita agenzia, la Pink Mountain, organizzerà viaggi di nozze a dorso di elefante e cerimonie ai piedi dell’Himalaya, per coppie gay e lesbiche. Motore dell’iniziativa è un deputato comunista, Sunil Babu Pant (foto a destra) che è anche l’unico membro di un Parlamento asiatico ad essere dichiaratamente gay.

Ne ha dato notizia giorni fa in questo articolo il Daily Telegraph, ed è interessante notare che dietro all’iniziativa non c’è solo la volontà di affermare un diritto civile ma anche una politica volta a promuovere il turismo in un Paese economicamente stremato dagli anni della guerra civile.

Il centro storico di Kathmandu

Oggi il governo di Kathmandu vuole, secondo il deputato Pant, «aumentare per l’anno prossimo il numero dei turisti da 400mila a un milione» attirando almeno il 10% del turismo omosessuale mondiale. Per rimpinguare le disastrate casse statali. A questo scopo si terrà, in febbraio, una conferenza nazionale sulle nuove politiche del turismo. Perché il Nepal torni ad essere quello che era un tempo: una meta privilegiata per i viaggiatori di tutto il mondo.

Maoismo e marketing sembrano sposarsi benissimo, nel nuovo Nepal. Con buona pace della vicina India, dove ci sono ancora dei guru, come Swami Baba Ramdev, che propongono lo yoga come metodo di cura per l’omosessualità.

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3 Risposte »

  • I matrimoni gay aiutano il turismo. In Italia? No, in Nepal :

    […] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: I matrimoni gay aiutano il turismo. In Italia? No, in Nepal […]

  • sonia :

    caro marco, mi fa piacere leggere del nepal visto che me ne occupo quotidianamente.
    L’apertura verso l’omosessualita’ era cominciata gia’ l’ann scorso grazie all’introduzione della carta di identita’ che stabiliva il genere neutro.
    In citta’ l’omosessualita’ non é piu’ un problema ma nei villaggi c’é ancora perplessita’ e stupore.
    dal 2011 é previsto l’anno del turismo: iniziativee agevolazioni per sviluppare il settore in concomitanza con un anno sacro per il paese.
    i turisti sono assolutamente dei privilegiati nel paese,nonostante i problemi siano tanto. Prachanda, leader dei maoisti, ha revocato solo 3 giorni fa una sciopero generale previsto da oggi in tutto il paese. quando in nepal c’é uno sciopero é perfino vietato uscire in strada. disagi per i turisti quindi si verificano.
    Con l’inserimento degli ex guerriglieri nell’esercito regolare la situazione si é tendenzialmente appianata.
    Sono tanti i contatti turistici anche tra nepal e india. molte compagnie di trekking trovano in nepal personale esperto anche per le zone di Gangotri e Rishikesh. i rapporti con il Grande fratello indiano pero’ non sono sempre distesi, basti pensare alla situazione legata agli approvvigionamenti di petrolio, benzina e cherosene….ma tutto questo non riguarda i turisti.
    Sempre piu’ distesi invece i rapporti con la Sorella Cina. Ho molti amici nepalesi entusiasti della commercializzazione cinese, considerando il tasso di industrializzazione della valle di Kathmandu.Altri, piu’ svegli, sanno che dietro colorati prodotti a basso costo si nasconde una minaccia.
    Ma il sorriso e il buon umore sono inderogabili comunque…..
    i nepalesi sono un popolo gioviale che si da’ molto da fare e sopporta con umilta’ e pazienza situazioni a volte intollerabili.

    è

  • morris :

    spero che la cultura millenaria sia ancora preservata in questo piccolo paradiso dove una dea bambina aveva il re del Nepal ai suoi piedi.
    sono un nostalgico e ho ancora negli occhi il sorriso gentile dei nepalesi e il saluto namaste che ci facevamo tutti i giorni con le mani giunte.
    beh, son passati quasi trent’anni e le cose cambiano anche sul tetto del mondo, che peccato però!?

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