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Immigrati, globalizzazione e polemiche. Cronaca di una "normale" giornata italiana

22 febbraio 2010 di 12

Oggi voglio raccontarvi una giornata italiana normale, ma da un punto di vista particolare: quello della globalizzazione. Dunque, cos’è successo in Italia ieri, 21/02/2010, in questo campo? Ecco quattro “notizie minori”, solo in apparenza scollegate fra loro, che ci aiutano a capire progressi, problemi e contraddizioni della globalizzazione italiana. Vi presento  le notizie “nude e crude”; il mio commento, se volete leggerlo, è in fondo a questo post.

- Prima notizia: ieri ad Ancona gli immigrati del Bangladesh in Italia hanno festeggiato la Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata dall’Unesco il 21 febbraio 2000 per «promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo». Il significato di questa giornata viene spiegato sul sito del BCII-Istituto Italiano di Cultura Bengalese, un’associazione che riunisce italiani e bangladeshi.

- Seconda notizia: ieri a Ferrara è stato trovato agonizzante Said Belamel, marocchino, 25 anni, clandestino, nessun precedente penale. Aveva passato tutta la notte chiedendo aiuto, ma nessuna delle auto che gli sfrecciava vicino si è fermata. La sua agonia è stata ripresa da una telecamera piazzata nelle vicinanze. L’uomo è poi morto in ospedale.

- Terza notizia: ieri su Radio Rai 1 alle 18,30 è stata trasmessa una lunga intervista all’attore italiano Vincenzo Bocciarelli, protagonista in India di un film di Bollywood, In love with Kerala, in cui interpreta il ruolo di un pittore italiano in India (a destra, una scena del film). Il caso non è destinato a rimanere isolato: nel programma si è parlato anche di future coproduzioni (già firmate) tra Cinecittà e Bollywood.

- Quarta notizia: ieri sul Corriere della Sera l’illustre politologo Giovanni Sartori si è scagliato, in un editoriale in prima pagina, contro il multiculturalismo e l’immigrazione, con frasi come questa: «nei quartieri conquistati dagli allogeni c’è di tutto, ivi inclusi molti africani e tutti— alla prima rissa— l’un contro l’altro armati». Il professore conclude invitando «i laudatori di un glorioso futuro multietnico e multiculturale» a trasferirsi in via Padova, a Milano, dove di recente è stato ucciso un egiziano e dell’omcidio sono stati accusati due cittadini di santo Domingo. Se volete leggerlo, l’articolo di Sartori è qui.

Il mio commento. Il processo di integrazione – a livello mondiale – di popoli, culture e merci, non può essere combattuto, può essere solo gestito. Sta a noi gestirlo nel modo migliore, cioè con regole chiare e civili e nel rispetto dell’identità di tutti (compresa quella delle persone che Sartori definisce “gli allogeni”). Il multiculturalismo può essere visto come un problema oppure come un’opportunità: sta alla nostra intelligenza coglierne le opportunità di arricchimento culturale ed economico. Quanto a Sartori, fa malinconia constatare il suo declino intellettuale. L’articolo del professore apparso ieri sul Corriere è il quarto in due mesi, una vera e  propria campagna che sta conducendo contro una civile integrazione degli immigrati in Italia. Nei suoi articoli Sartori è incorso anche in grossi strafalcioni culturali, che sono stati denunciati da MilleOrienti prima in questo post, poi in quest’altro post, per concludere poi con questo sberleffo, in cui si faceva il riassunto della vera e propria rivolta scatenata su tanti blog dalle sue parole. Non stupisce che anche nel suo ultimo articolo Sartori compia un errore, citando a sproposito l’omicidio di via Padova – omicidio che le autorità di Pubblica Sicurezza hanno già chiarito essere stato “casuale” e non frutto di una guerra per bande.

Una cosiderazione a parte: il fatto che il Corriere (sepolto da una valanga di mail di protesta e di critiche in Rete) in questi mesi abbia risposto, attraverso Sartori, senza mai citare le fonti delle critiche, è stato uno specchio del ritardo culturale di un medium tradizionale, il Corriere appunto, che non sa ancora fare correttamente i conti con i nuovi media (blog etc.). Un problema che riguarda tutti i media tradizionali in Italia, non certo solo il Corriere.

Infine, a Sartori e a chi la pensa come lui voglio dedicare una video-inchiesta sui cittadini italiani con la pelle più scura degli altri: si intitola «Non solo Balotelli» (con riferimento a Mario Balotelli, giocatore dell’Inter) e l’ha realizzata la brava Silvia Resta per la Tv La7. Per vederla cliccate qui.


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12 Risposte »

  • Roberto Tofani :

    Caro Marco giusto per segnalarti che il link al video di Silvia Resta non si apre!
    a presto
    Roberto

  • marco restelli (autore) :

    @Roberto Tofani: grazie per la tua cortese segnalazione. Ho provveduto a correggere il link. Marco

  • andrea :

    uff ci mancava solo sartori.. :)

  • andrea :

    Giovanni Sartori colpisce ancora. Omogeneità e differenza come categorie della percezione

    http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/2010/02/giovanni-sartori-colpisce-ancora.html

  • Lubna :

    Finché si parlerà del fenomeno dell’immigrazione accostandolo a parole quali problema, allarme ed emergenza subiremo la realtà in modo passivo e saremo spettatori immobili di una realtà che invece va avanti, senza aspettarci. Ecco la chiave racchiusa in un’espressione: gestirla nel migliore dei modi

  • Immigrati, globalizzazione e polemiche. Cronaca di una “normale” giornata italiana :

    [...] Fonte Articolo: Immigrati, globalizzazione e polemiche. Cronaca di una “normale” giornata italiana [...]

  • Fiducia34 :

    Grazie x il video che ci hai proposto. Che dire, ho avuto in italia la fortuna di portare un nome e cognome italiano a volte e il passaporto che oggi ho (svizzero). In Svizzera, ero italiana e mio nome cognome anche li a volte riceveva dei comenti sgradevoli, direi comici x me e avevo la cittadinanza italiana a l’epoca e dalla nascita in Perù; ti raconterei cose tristi e comique dettate spesso dalla burocrazia al quanto molto creattiva al riguardo di persone come me che hanno genitori di diverse nazionalità e che sono natti ancora in un ‘altro paese, di esernazioni a scuola (educati da genitori), da insegnanti…… Io ho ottato per l’umore alla fine, non ti mento che a volte, quando più giovane ne piangevo x non capire l’accanimento al sangue o bandiera…… tanto il cambiamento lo dovranno accettare comunque. Il mondo gira e le persone viaggiano e loro figli nascono e si sentono parte della società dove sono cresciuti. A volte immagino che sia esante x certe persone. Io a volte vedo una marcia in più x chi come noi abbiamo avuto a volte le difficoltà presto da affrontare le menti ristrette di chi vede in noi un “pericolo” x il loro “sangue”. :-)
    Il mio è rosso e il tuo ?

    Un abbraccio !

  • Cachorro Quente :

    Non so se Sartori sia sposato, ma al signor Karenin alla fine non era andata troppo bene a preoccuparsi tutto il tempo del “problema degli allogeni”…

  • Enrica Garzilli :

    Sì anche nel blog di Milano Interista di Balotelli e di come la coscienza dei neri milanesi sia cambiata, in seguito alle offese a Super Mario. (ti dò il link magari toglilo: http://milanointerista.org/2009/12/30/anno-2010-un-augurio-a-super-mario/).

  • Lombardesimo :

    La loro integrazione è la nostra distruzione.

    Lombardia ai Lombardi.

  • Marco Restelli (autore) :

    Guarda, io sono lombardo al 100% (padre milanese, madre bergamasca) ma dagli immigrati non mi sento né minacciato né tantomeno “distrutto”….ma a ciascuno la sua opinione.

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