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Sikh news dall’Italia e dal mondo

18 aprile 2010 di 9

Quando i media parlano di “religioni globali” di solito intendono le più diffuse, cioè il Cristianesimo e l’Islam o, in qualche caso, il Buddhismo. In realtà, nell’elenco andrebbe annoverato anche il Sikhismo, che conta ancora un numero relativamente basso di seguaci (tra i 25 e i 30 milioni) ma diffusi in tutto il pianeta. Le cause di tale diffusione sono due: in primo luogo i flussi migratori che hanno portato i  Sikh dal Panjab ai quattro angoli del mondo, in secondo luogo il piccolo ma crescente movimento di conversioni al Sikhismo fra gli occidentali, i cosidetti White Sikhs, così chiamati dai Sikh indiani sia per la pelle bianca sia perché usano vestire di bianco.
Facciamo dunque un breve giro del mondo con le sikh news di questi ultimi giorni.

ITALIA. Da noi, come in moltissimi altri Paesi, in questi giorni è stata celebrata la principale festività sikh, il Baisakhi (o Vaisakhi), che ricorda la fondazione del Khalsa, la comunità dei battezzati sikh, operata nel 1699 dal decimo e ultimo Guru dei Sikh, Govind Singh. In Italia, la festa più grande si è tenuta a Novellara, in provincia di Reggio Emilia: è qui infatti che si trova il più vasto tempio sikh del nostro Paese, il Gurdwara Singh Sabha (nella foto, un particolare dell’interno). Questo tempio è il secondo per dimensioni in Europa (superato solo dall’antico Gurdwara di Londra, dove risiede un’ampia comunità sikh). Una cronaca delle celebrazioni è qui sulla Gazzetta di Reggio.
Negli stessi giorni a Milano si riunivano molti italiani convertiti al Sikhismo per un seminario con Guru Dev Singh, un messicano diventato maestro di un antico sistema di medicina sikh, il Sat Nam Rasayan, una tecnica curativa legata alla meditazione e al Kundalini Yoga. Proprio il Kundalini Yoga – nella versione aggiornata e insegnata dai White Sikh – è diventato uno strumento importante per la diffusione del Sikhismo in Occidente; in Italia si moltiplicano i corsi di questa disciplina, e mi fa piacere segnalare, a Milano, un’ottima insegnante italiana di yoga, formatasi con Guru Dev Singh: il suo nome sikh è Sangeet Kaur (foto) e il suo sito è Kundalini Flow.

PAKISTAN. Le autorità pakistane hanno vietato ai Sikh indiani l’ingresso a luoghi sacri per i quali non abbiano uno specifico visto consolare: è accaduto a 1400 pellegrini indiani giunti in Pakistan per celebrare il Baisakhispiega il Times of India. Ma perché gli indiani si recavano in Pakistan per celebrare il loro festival religioso? Bisogna ricordare che la terra d’origine del Sikhismo è il Panjab, oggi diviso fra India (dove risiede la netta maggioranza dei Sikh) e Pakistan (dove permangono, fra molte difficoltà, piccole minoranze sikh). I pellegrini si recavano in Pakistan perché lì si trova uno dei luoghi santi del Sikhismo: il villaggio di Nankana Sahib, luogo di nascita di Guru Nanak (a fianco in un dipinto), fondatore del Sikhismo fra il XV e il XVI secolo. La politica restrittiva attuata dalle autorità pakistane nei confronti dei pellegrini sta suscitando ovviamente molte polemiche.

CANADA. In un incontro fra il Primo Ministro indiano Manmohan Singh (foto) e il Primo Ministro canadese Stephen Harper, l’India ha chiesto alle autorità canadesi di sorvegliare con attenzione le attività dei gruppi separatisti sikh residenti in territorio canadese. In Canada vive infatti una larga comunità di origine indiana che comprende fra l’altro circa trecentomila sikh; Manmohan Singh (che è egli stesso un sikh) è convinto che fra essi si nascondano gli ultimi sostenitori di uno Stato sikh separato, il  Khalistan, epigoni di quei guerriglieri protagonisti della guerra civile che insanguinò il Panjab negli anni ’80 e nei primi anni ’90 del secolo scorso. Queste formazioni armate – come il Babbar Khalsa o il Khalistan Commando Force – hanno ormai un seguito del tutto irrilevante in India (come ho potuto verificare io stesso nei miei viaggi in Panjab) ma contano ancora adepti fra i Sikh espatriati, in città canadesi come Toronto e Vancouver e, in Europa, a Londra. I servizi segreti indiani hanno avuto notizia di tentativi di riorganizzazione di questi gruppi armati, che vorrebbero riportare l’orologio della Storia ai sanguinosi anni ’80. Da qui, l’invito alla sorveglianza rivolto alle autorità canadesi.

Per approfondire, cliccate sui post contenuti nella CATEGORIA “SIKH IN OCCIDENTE”.

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9 Risposte »

  • Sikh news dall’Italia e dal mondo :

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  • Giovanni :

    Complimenti per l’articolo molto professionale e comprensibile a tutti. Concordo con tutto quello che è stato scritto. Chi volesse leggere on line delle notizie sempre aggiornate su varie tematiche di attualità, visiti il mio blog
    Un saluto
    Giovanni

  • jaska :

    Ciao Marco.
    Grazie per questa bella panoramica.

    Dei nuclei separatisti in Canada….ne sono presenti esponenti in tutta la diaspora, ma soprattutto USA e Canada (in Italia quasi per niente, perchè l’emigrazione è più recente, ed il grosso dei “freedom fighter” è espatriato negli anni ’80….però alcuni giovani figli di immigrati indiani stanno ripescando in quell’alveo d’insoddisfazione).

    Sto leggendo il libro di Torri sulla storia dell’India (che sto studiando per la prima volta nella vita).
    Scoprendo (perchè per me è una scoperta) la storia del sikhimo ora posso dire di non riconoscermi affatto nella Khalsa, mentre ammiro molto gli insegnamenti di Guru Nanak.

  • marco restelli (autore) :

    Jaska, il Khalsa è figlio della Storia della comunità sikh: venne creato per insegnare ai Sikh a difendersi e ad essere orgogliosi di un’identità che l’impero Mughal aveva cercato di cancellare. Quanto a Guru Nanak…certo, i suoi insegnamenti sono meravigliosi, e modernissimi, perché incentrati sull’uguaglianza di tutti gli uomini e sulla necessità di un rapporto diretto con la spiritualità, senza mediazioni. Se vorrai leggere ancora di Sikhismo, avrò qualche libro da consigliarti…per esempio di Khushwant Singh, grande storico e romanziere. A risentirci….
    ciao

    P.S. se guardi la bibliografia del libro di Torri, vedrai che ha citato il mio primo libro sui Sikh e l’Operazione Blue Star del 1984. Per me è un onore, perché credo di aver dato un mio piccolo contributo a far capire una pagina importante della storia sikh.

  • Stefania :

    Un esercizio di Sat Nam l’ho fatto alla prima lezione di yoga Kundalini, è potentissimo!

  • jaska :

    Della Khalsa (che poi è il culmine di un percorso iniziato con i Guru che hanno succeduto a Nanak) non condivido l’istituzionalizzazione della religione, la sua trasformazione in una sorta di casta militare (che proprio come un esercito deve assumere anche fattezze distintive), la posizione simil-divina assunta dai Guru (che cominciano a “tassare” i fedeli).

    Conosco Khushwant Singh per la sua fama, i miei genitori me ne hanno parlato. Prima o poi leggerò qualcosa di lui.

    Ho letto la tua citazione nel libro del Torri.
    Qualche comunità sikh in Italia ti ha mai chiesto di fare un convegno sulla storia di questa religione?

    Che ne dici se prima o poi cerchiamo di organizzare qualcosa?

    @ Stefania: fai Kundalini yoga!!? Che sorpresa!

  • MilleOrienti (autore) :

    @Jaska: conferenze sul Sikhismo ne ho fatte ma mai su invito diretto di una comunità sikh italiana. Sono senz’altro disponibile…

  • Vikram Jit Singh :

    Ciao a tutti, per quanto riguarda l’indipendenza del Punjab non era stata iniziata dai Sikh, nel vaisakhi del 1978 nel cui furono massacrati 13 sikh ad Amritsar, a quel punto iniziò la lotta.
    Questa non è un fatto negativo riguardo il governo indiano (anche il cosidetto Mahatma Gandhi) aveva promesso uno stato indipendente e di avere un sovrano regione per i Sikh, le quali non sono mai state rispettate.
    Ricordiamo anche gli inglesi che avevano offerto uno stato indipendente ai Sikh come il Pakistan. I sikh fidandosi di Gandhi e della comunità Hindu hanno deciso di stare con l’India.
    Sono fiero dei Sikh italiani, quelli che ho fin’ora incontrato perchè loro praticano veramente il sikhismo invece della nostra comunità.
    Grazie
    Vikram

  • jaskirat :

    Cara jaska.
    Per capire Khalsa bisogna essere credenti perché Khalsa non è stato creato per fare conquiste ma per proteggere i Sikh. Bisogna sapere e capire che noi sikh siamo stati bruciati vivi messi su lastre di ferro roventi decapitati e tanto altro e spero che tu sappia di quello che sto parlando..Tu hai scritto di alcuni nostri guru dicendo che hanno cominciato a tassare i fedeli….quando quelli stessi guru si sono sacrificati hanno sacrificato tutta la loro famiglia…queste non sono parole che scriverebbe un SIKH….è proprio la gente come te che dicendo queste falsità sulla nostra religione che rovina la nostra cultura oltre che la religione….se Khalsa non esistesse non Sikh non saremmo qui a parlare e le nostre sorelle e madri chi sa dove sarebbero perché cara jaska Khalsa è stato creato anche per proteggere anche le donne…dalle invasioni..e non solo le donne Sikh ma tutte e tutti..
    Dove tu dici che khalsa è una casta militare e assume una posizione simil-divina..ti faccio notare che khalsa non è una figura umana Khalsa è quello che siamo…Per noi Khalsa è come lo spirito santo per i cristiani…spero di essere stato chiaro…e la nostra religione rifiuta le caste quindi non dire certe cretinate… dicendo che khalsa è una casta hai detto una delle più grandi cretinate…Khalsa non è un accessorio della nostra religione che puoi prendere o lasciare…

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