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Le casalinghe? Come le prostitute: “categoria non produttiva”

24 luglio 2010 di -

Le casalinghe nella stessa “categoria produttiva” , anzi, “non produttiva”, delle prostitute. Succede in India, dove questa delirante classificazione è stata adottata in occasione del Censimento nazionale, e ora sconfessata dall’Alta Corte di New Delhi. Vi allego qui sotto un “lancio” dell’Agenzia Ansa di oggi. La polemica che ne segue (e che ne seguirà) è solo uno dei tanti riflessi dell’incoerente atteggiamento del legislatore indiano nei confronti delle donne, tutelate a volte, incredibilmente vilipese altre volte. La magistratura indiana fa quel che può…Ecco dunque il comunicato Ansa:

– La Corte Suprema indiana ha criticato il governo per aver raggruppato ”casalinghe, prostitute e mendicanti” sotto la stessa voce di ”categorie non produttive” nell’ultimo censimento della popolazione del 2001. A riportare la notizia e’ oggi il Times of India che riferisce di una sentenza della massima istanza giudiziaria indiana che ha accolto il ricorso di risarcimento danni per un uomo che aveva perso la moglie in un incidente stradale.   ”E’ scioccante constatare come questo pregiudizio sia prevalente nelle statistiche del Censimento”, ha detto il giudice A. K. Ganguly. Nell’ultimo conteggio della popolazione di dieci anni fa (il nuovo censimento 2011, iniziato ad aprile, e’ in corso) emerge che ”coloro che svolgono faccende domestiche, come cucinare, lavare, badare ai bambini, procurarsi acqua e legna da ardere rientrano nella categoria di non-lavoratori e sono equiparati a mendicanti, prostitute e prigionieri, i quali, secondo il censimento, non sono impegnati in lavori economicamente produttivi” ha aggiunto.   La corte, inoltre, elogia il ruolo delle casalinghe come madri e mogli, ”che non puo’ essere paragonato a quello di altre professioni”. Una casalinga ”non ha orario, si occupa in maniera costante della casa e della famiglia giorno e notte”.   In seguito alla sentenza, l’assicurazione dovra’ pagare a una casalinga un risarcimento maggiore di quello previsto inizialmente in quanto la donna apparteneva alla categoria ”non produttiva”.

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