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La Cina sorpassa il Giappone. Ma a che punto sono le relazioni fra i due Paesi?

16 agosto 2010 di 3

Un sorpasso storico. Previsto da tempo, e ora avvenuto: nel trimestre aprile-giugno 2010 il prodotto interno lordo della Cina è stato di 1.336,9 miliardi, superando il pil giapponese, fermo a 1.288,3 miliardi.  Per la prima volta, dunque, la Cina si colloca al secondo posto nell’economia mondiale, alle spalle degli Stati Uniti. Questi risultati del secondo trimestre 2010 non rimarranno un caso: l’economia giapponese sta rallentando (è cresciuta dello 0,1% su base trimestrale) e gli analisti prevedono che la Cina consoliderà ufficialmente la propria nuova posizione entro la fine del 2010 o l’inizio del 2011. Al terzo posto nell’economia mondiale si troverebbe dunque il Giappone, al quarto posto la Germania, al quinto la Francia, al sesto la Gran Bretagna, al settimo l’Italia e all’ottavo il Brasile.
Su questi macrotrend economisti e politici dibatteranno a lungo (e ne daremo conto su MilleOrienti).  In attesa di vedere come opinion leader e media dei due Paesi asiatici reagiranno a questi dati, è interessante a questo punto chiedersi cosa stia davvero a cuore, in questo momento, alla “gente normale” in Cina e Giappone, e quali siano i  temi al centro del dibattio mediatico. Ebbene, in entrambi i Paesi – pur con sfumature diverse – la preoccupazione principale è quella dei rapporti sino-giapponesi, su cui pesa un “passato che non  passa“, eredità di conflitti politici irrisolti dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. In Asia infatti, a differenza che in Europa, l’eredità della Seconda Guerra Mondiale pesa ancora molto nelle relazioni fra i Paesi che si combatterono, e in particolare fra Cina e Giappone.

Dal punto di vista di Tokyo, l’autorevole quotidiano Japan Times mette in primo piano la notizia del sorpasso cinese, ma numerosi articoli nelle pagine interne sono dedicati a una questione storico-politica che in Giappone – a 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – è ancora di grande importanza: il rapporto fra il Giappone moderno e il suo passato militare-imperialista. Pietra dello scandalo è lo Yasukuni Jinja (foto) il Tempio shintoista di Tokyo che, con il suo controverso museo di storia militare, celebra gli “eroi di guerra” giapponesi, fra cui alcuni militari che furono in realtà “criminali di guerra”, responsabili di eccidi perpetrati dalle truppe giapponesi nella Cina occupata. Per molto tempo le visite che i premier giapponesi liberali facevano ogni anno al tempio Yasukuni suscitavano feroci polemiche in Cina e in Corea, fino alla minaccia di ritorsioni nei rapporti economici. Quest’anno, il premier democratico Naoto Kan ha deciso di non fare alcuna visita ufficiale al tempio Yasukuni, attirandosi il plauso cinese e le critiche degli ultranazionalisti della destra giapponese. A gettare acqua sul fuoco del controverso tempio ci si è messa anche l’estrema destra europea, che nei giorni scorsi si è recata in delegazione a Tokyo (primo fra tutti il francese Le Pen) per rendere omaggio agli “eroici” militari giapponesi.

Dal punto di vista di Pechino, il quotidiano semi-ufficiale China Daily (strumento di ciò che il potere politico di Pechino vuol far conoscere della Cina al mondo) apre invece la prima pagina con una rassicurante e non casuale analisi sul miglioramento dei rapporti fra Cina e Giappone, affermando che le opinioni pubbliche dei due Paesi devono concentrarsi sul futuro anzichè sul passato, ed elogiando il premier nipponico che domenica ha pubblicamente chiesto scusa per le vittime di guerra provocate dai giapponesi durante il secondo conflitto mondiale.
L’interdipendenza economica fra Cina e Giappone sta indubbiamente crescendo, ma il sorpasso cinese sul Giappone potrebbe anche risvegliare – in una parte dell’opinione pubblica – l’antica rivalità fra i due Paesi. Inoltre c’è da chiedersi cosa accadrebbe se il traballante permier democratico giapponese venisse destituito e al suo posto tornasse un conservatore del partito liberale, partito ligio alla tradizione che omaggia il tempio Yasukuni. La Storia in Asia è ancora un valore. Il tempio Yasukuni è un simbolo di un passato non ancora superato. E in Asia i simboli sono importanti.

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