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Aperto in Piemonte un nuovo tempio sikh. Un esempio di integrazione

12 settembre 2010 di 18

Il fondatore del Sikhismo, Guru Nanak

Una volta era un night club. Ora invece al suo posto c’è un tempio sikh. A cui faranno riferimento i numerosi sikh che abitano in Piemonte. Il tempio è stato inaugurato pochi giorni fa a Marene, un comune piemontese in provincia di Cuneo. La presenza di indiani di religione sikh è in costante aumento nel nostro Paese: lavorano nelle campagne, come agricoltori e come bergamini (addetti alle bestie da latte) e nell’industria lattiero-casearia. Sono lavoratori molto apprezzati, per la loro serietà e la loro esperienza: i sikh infatti provengono sopratutto  da uno stato agricolo noto come “il granaio dell’India”, il Panjab, e sanno fare bene il loro lavoro. Un lavoro che gli italiani non vogliono più svolgere: quanti di noi sono disposti, per esempio, ad alzarsi alle quattro e mezzo del mattino per mungere le vacche nelle stalle? Così i sikh sono sempre più ricercati, e si contano ormai a decine di migliaia sopratutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lazio.
MilleOrienti si è occupato più volte dei sikh e della loro riuscita integrazione nel nostro Paese (si vedano i post della categoria “Sikh in Occidente”). In India, questa religione monoteista fondata nel XVI secolo da Guru Nanak ha il suo centro nel Tempio d’Oro di Amritsar, in Panjab; in Italia con l’aumento dei sikh sta crescendo anche il numero di loro templi,  il principale dei quali è a Novellara (Reggio Emilia): è il secondo per dimensioni in Europa, dopo il tempio principale di Londra, e venne inaugurato nel 2000 da Romano Prodi, allora presidente dell’Unione Europea. Il nuovo tempio di Marene porta lo stesso nome di quello di Novellara: Gurdwara Singh Sabha. Gurdwara significa Tempio (letteralmente: “la porta del Guru”, ove il Guru supremo è Dio); Singh significa Leone; Sabha significa Associazione o Confraternita. Dunque: Tempio della Confraternita dei Leoni, dove con la parola “leoni” si intendono tutti i sikh che hanno preso i voti (cioè si sono “battezzati”) entrando così a far parte della “comunità dei puri”, il Khalsa, l’ortodossia sikh.

Il Tempio d'Oro dei sikh ad Amritsar, nel Panjab indiano

Il Gurdwara di Marene non avrà un uso solo religioso ma sarà finalizzato all’integrazione sociale: promuoverà iniziative di conoscenza reciproca fra sikh e italiani, nell’intento di insegnare l’italiano agli indiani e di spezzare l’isolamento in cui spesso gli immigrati sono costretti. Il merito di questa iniziativa va al sindaco di Marene, Edoardo Pellissero, e al vicesindaco del vicino comune di Orbassano, l’ingegner Avtar Singh Rana,  un indiano sikh, ex dirigente Fiat, residente in Italia dal 1968. (A margine vale la pena ricordare che Orbassano è la città d’origine di Sonia Gandhi, che Singh Rana conosce da molti anni). E all’iniziativa ha datto il beneplacito anche il parroco di Marene, don Efisio Edile. All’inaugurazione del Gurdwara di Marene Avtar Singh Rana ringraziando la città ha dichiarato: «Il nostro spazio è aperto davvero tutti. Toccherà a noi che veniamo ospitati darci da fare per dimostrare che siamo all’altezza della fiducia che ci hanno dato».

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18 Risposte »

  • sonia :

    Buona notizia. I sikh hanno contribuito tantissimo all’industria piemontese, basti pensare all’industria casearia. L’integrazione è il minimo rispetto al lavoro duro e alla pazienza che li contraddistingue. Un popolo che è sempre stato gradevole ed onesto quello sikh, soprattutto in realtà aliene come quella italiana o difficili e variegate come quella indiana.
    Appare interessante comunque la sede di tale integrazione: il Piemonte di Cota!!!!!!!!!!

  • marco restelli (autore) :

    Hai proprio ragione Sonia. Si vede che accanto al “Piemonte di Cota” c’è ancora per fortuna un “altro” Piemonte…

  • Piero Verni :

    Mi sembra un’ottima notizia. Particolarmente commendevoli le parole di Avtar Singh Rana che hai citato. Parole che dovrebbero fare riflettere tutti coloro che vanno a lavorare e vivere in una nazione straniera. Se, giustamente, si pretende il rispetto della popolazione ospitante ancor più giustamente si deve essere in grado di rispettare quella popolazione. Purtroppo entrambe le cose spesso non avvengono.
    Per fortuna ci sono lezioni di vita come quella che ci viene dal “Piemonte di Cota”. Speriamo sia un esempio “contagioso”!
    Un affettuoso saluto ai nostri amici indiani di tradizione Sik.

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  • Stefania :

    Di tempio Sikh ce n’è uno anche nel mio comune di 3000 abitanti in provincia di Treviso! Tra l’altro in una località che si chiama Tempio, ahahahah! Non so se sia proprio una cosa ufficiale, però, magari è semplicemente una stanza che usano per pregare. Piemonte di Cota e Treviso di Zaia-Gentilini. Ironico, eh?

  • marco restelli (autore) :

    Abbastanza ironico, sì. Grazie comunque della notizia, Stefania, sapevo che intorno a Treviso c’era una comunità sikh ma non che avessero aperto un tempio vero e proprio. Sai l’indirizzo? Mi piacerebbe “mappare” i gurdwara sikh in Italia…
    ciao!

  • roberto :

    Ciao Marco,
    sono Roberto di Pontinia in provincia di Latina, ti aggiorno sull’apertura del terzo gurdwara sikh in provincia e precisamente a Fondi.
    Volevo anche dirti che sto organizzando a Pontinia dal 17 al 21 Dicembre 2010 il primo festival della letteratura & solidarietà “equilibri” dove il paese ospite sarà l’India. Un’ occasione per parlare del tema della cittadinanza e dell’immigrazione.
    Inoltre in Febbraio saremo ospiti in Punjab di alcuni amici Sikh.
    Un saluto ai nostri amici indiani.

  • marco restelli (autore) :

    Ciao Roberto, grazie per queste interessanti informazioni. Dove sono gli altri due gurdwara sikh della provincia?
    Mandami pure materiali informativi sul festival che stai organizzando e ne darò notizia su MilleOrienti.
    Un saluto a te e agli amici sikh; io sto partendo per un breve viaggio in India (Madhya Pradesh) ma ho sempre grande nostalgia del mio amato Punjab.
    a presto,
    Marco

  • roberto :

    Ciao Marco, gli altri due gurdwara sikh sono uno a Sabaudia e uno a San Vito, piccola frazione del comune di San Felice Circeo; inoltre sulla strada Pontina,sempre nelle vicinanze di Sabaudia c’è un tempio frequentato da indù.
    Relativamente al festival, ho problemi a contattare l’ambasciata Indiana in Italia alla quale, volevo chiedere una partecipazione o quantomeno il patrocinio.
    Buon viaggio.
    Roberto

  • Pierantonio :

    Ho letto questo articolo sui sikh: è interessante per conoscere il movimento sikh e la sua presenza in Italia . Speriamo che l’integrazione riesca effettivamente evitando irrazionali e violenti integralismi religiosi.
    Vorrei fare anche un’osservazione di carattere “geografico”. Ho letto un riferimento a Sonia Gandhi e ad Orbassano come sua “città di origine”. In realtà , pur essendo vissuta dall’infanzia agli Anni Sessanta ad Orbassano, Edvige Antonia Albina Maino (detta Sonia Maino) è nata a Lusiana , sull’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza.Lo attestano
    tra gli altri, Wikipedia , la Britannica Encyclopedia on line, Facebook (dove Sonia Gandhi si è messa ) e pure l ‘ ANSA del 17 maggio 2009 che scrive: ” Sonia Gandhi ha vinto le elezioni in India. Questa donna, di origini italiane, nata in provincia di Vicenza, ma cresciuta ad Orbassano, in provincia di Torino, ha permesso al suo partito, il Congress Party, di trionfare in questa importante tornata elettorale per il suo paese.”

  • roberto :

    ciao Marco, dal 17 al 21 Dicembre a Pontinia in provincia di Latina nello splendito scenario del Teatro Fellini: EquiLibri. Festival della letteratura & solidarietà. Sabato 18, giornata interamente dedicata all’immigrazione sikh; verrà proiettato il documentario “Nuova Madre”, a seguito un dibattito dove ci sarà anche Marco Omizzolo. La sera spettacolo di danza Bhangra dei “Brothers Bhangra”, per finire con cena multietnica. La cosa bella è che questi sei ragazzi, fino a un mese fa sconosciuti, che tutti i giorni lavorano duramente, mi hanno chiesto di poter provare tutte le sere e dimostrano una serietà da professionisti inoltre, vederli mentre provano in spazi pubblici che i nostri ragazzi hanno abbandonato da tempo è un’emozione senza precedenti.
    ciao
    roberto

  • marco restelli (autore) :

    ciao Roberto, grazie per le tue news sul mondo sikh, sempre interessanti. Ma visto che sei in provincia di Latina e che ci racconti di quel mondo, ti consiglio di leggerti il post che ho fatto sullo sfruttamento dei sikh in provincia di Latina (riprendendo un articolo sulla questione pubblicato da il Manifesto) perché mi piacerebbe molto avere una tua opinione in merito. Lo puoi leggere cliccando qui: http://bit.ly/glciaM
    Aspetto un tuo parere, ciao!
    Marco

  • roberto :

    Conosco molto bene questa brutta realtà; lo stesso Omizzolo con la sua esperienza ha denunciato lo sfruttamento in maniera forte; nel dibattito del 18 dicembre ho volutamente messo tra gli argomenti, le problematiche relative al lavoro, alla casa, alla sicurezza sanitaria e alla sicurezza stradale.
    Oltre allo sfruttamento in termini lavorativi, una delle questioni più rilevanti è legata alla casa; le case che vengono date in affitto agli indiani sono quelle in cui nessun italiano vuole abitare perchè in condizioni pessime, queste case vengono affittate a prezzi esagerati, si parla di 700/800 euro al mese. Nei contratti stipulati vi è sempre riportato con puntualità il fatto che le condizioni della casa affittata sono buone in modo tale che, qualora ci fossero problemi, i nostri amici vengono denunciati per aver causato danni all’abitazione. Proprio in questi giorni insieme ad un avvocato ci stiamo occupando di situazioni di questo tipo. A mio avviso occorre far passare il messaggio che, imparare la lingua e per loro di fondamentale importanza, è uno degli strumenti per potersi difendere.
    Nella mia ricerca personale le persone che hanno imparato velocemente un buon italiano non hanno avuto grandi problemi e hanno raggiunto un buon livello di integrazione.
    Tuttavia per il nostro territorio è un’esperienza sociale non interamente nuova perchè già in passato abbiamo vissuto il fenomeno della migrazione (anche se interna allo stesso paese) con problematiche iniziali forti ma, poi con un integrazione che ha reso unico il nostro territorio.

  • marco restelli (autore) :

    Concordo con te Roberto: l’acquisizione della lingua italiana da parte dei Sikh (m anche degli altri immigrati) è una condizione indispensabile per evitare o limitare episodi di vergognoso sfruttamento da parte degli italiani.
    Per fortuna ci sono anche situazioni migliori di quella della provincia di Latina: di recente ho visitato la zona del “Little Panjab” di Brescia e ho trovato un livello di integrazione abbastanza alto fra i sikh lì residenti che avevano aperto piccoli esercizi commerciali di vario genere. Teniamoci in contatto, ciao

  • Bruno :

    Peccato che nessuno parla dello sfrutamento degli indiani da parte di altri indiani, i quali danno in subaffitto le loro case prese appunto in affitto per 700/800 euro al mese, facendosi versare da costoro una quota mensile di 200/250 euro, ospitandone così circa dieci persone per ogni appartamento, e i conti son presto fatti.
    Non solo, conosco addirittura due casi in cui questi astuti inquilini sfruttatori dei loro stessi connazionali, ad un certo punto hanno interrotto il pagamento del canone di affitto (nonostante il contratto regolarmente registrato) e a distanza di un anno e mezzo (grazie alla legge italiana) continuano ad occupare l’immobile, riscuotendo da un lato la quota del connazionale in subaffitto e rifiutando dall’altro il costo dell’affitto. Ciliegina sulla torta: non hanno nulla da perdere per quanto riguarda il pignoramento dei beni, e quando alla fine di una lunga e costosa (per il proprietario di casa) vicenda giudiziaria, la legge lo avrà finalmente permesso, saranno cacciati da un Ufficiale Giudiziario, ma già pronti per dare la stessa fregatura al nuovo locatore. In questo caso i due astuti inquilini indiani hanno dato una “grande sola” pari a 25 mila euro. Chi risarcirà mai quel proprietario di casa?
    Cosa fanno le autorità di riferimento indiane per evitare tutto ciò?
    Perché si tace su questo scomodo argomento?
    Per finire, non dobbiamo far finta di non sapere che ci sono diverse organizzazioni di indiani che si adopera per l’imigrazione clandestina e che “succhia” molti soldi ai poveri operai già sfruttati e sottopagati dai proprietari di aziende.
    Non guardiamo la realtà con un solo occhio, apriamoli tutti e due e soprattutto, se vogliamo additare il colpevole, un solo dito non basta!

  • marco restelli (autore) :

    Hai ragione Bruno, queste realtà di sfruttamento fra gente della stessa nazionalità esistono e vanno denunciate, non si può far finta di niente. Bisogna anche coinvolgere i responsabili indiani delle comunità (spesso autorità religiose, legate ai templi) in modo che cooperino per bloccare questi fenomeni.

  • Luisa :

    MENO MALE CHE CI SONO ANCHE GLI INDIANI IN GIRO PER IL MONDO!
    SONO PERSONE MITI, DEVOTE E GRANDI LAVORATORI.
    PURTROPPO ESISTONO ANCORA TANTI PREGIUDIZI SUGLI STRANIERI IN ITALIA: MA CHI “GIUDUCA” MALE LEPERSONE SOLO PER L’APPARTENENZA RELIGIOSA O IL COLORE DELLA PELLE, HA MAI PENSATO A QUANTI ITALIANI SONO PARTITI DALL’ITALIA PER MIGRARE IN VARIE PARTI DEL MONDO? QUANTI ITALIANI APPREZZATII OVUNQUE?
    FAREI UNA PICCOLA RIFLESSIONE SU Q UESTO, PRIMA DI “APPICCICARE” UNA QUALSIASI ETICHETTA A CHIUNQUE…..
    E’ COME IL VENDITORE DI AUTO (SOLO UN ESMPIO), CHE, USCITO QUASI DI NASCOSTO DALLA CONCESSIONARIA, VA IN GIRO IN BICI PERCHè NON SI PUò PERMETTERE L’AUTO…..O COME IL PROPAGANDISTA DI PRODOTTI DIETETICI CHE HA 30 KG DI TROPPO, O COME IL SALUTISTA CHE FUMA DI NASCOSTO….
    BUONA SETTIMANA A TUTTI.
    LUISA

  • Roberto :

    Ho letto brevemente i vostri commenti.
    Sotto le vostre considerazione spuntano anche le “tifoserie” politiche. Niente di male, ma spesso la destra si confonde con la sinistra e viceversa…
    Qui in Italia si fa tifoseria ed i politici pensano al loro partito e quasi sempre alle loro tasche e non agli interessi del Paese.
    E questa è una “malattia” dei poitici. Ricordo anche che all’inizio dell’unità d’Italia i politici non si beccavano neanche una lira per il loro lavoro in parlamento…
    Si parla anche di “sfruttamento”. Lo sfruttamento è tale solo se vengono a meno i diritti dell’uomo e quindi un lavoratore che non si avvale di un contratto di prestazione verbale o scritta. Una prestazione di lavoro implica un interesse del lavoratore e quello del datore. Il datore di lavoro non fa beneficienza, bensì assicura un salario o una parcella a chi gli fornisce un servizio. Lo sfruttamento è sinonimo di schiavitù.
    Ma chiudo la parentesi per parlare di religione.
    Oggi l’italia deve accettare l’interreligiosità. Io sono italiano e sono pagano, anche se questo termine in fondo non ci appartiene poichè ci è stato dato dai cristiani. Direi invece politeista. Il politeismo non nega un’origine unica (esempio: ipotesi di Platone) ma non la ritiene una priorità di fede. Poichè come citavano gli antichi Egizi il “Dio/Dea” che dà origina a tutto non è definibile e non è una unità numerica. “Il Dio/Dea, non è nè maschlie nè femminile, ma è entrambi, è unico ed anche plurimo”.
    Le comunità induiste, come quella sikh, ci daranno nuove visioni teosofiche e finalmente il monopolio del papa cristinao finirà. L’uomo deve essere libero di pensare e anche di evolversi senza intermediari. I Maestri o Guru hanno solo il compito di dare un sostegno iniziale ai loro adepti, poi essi dovranno camminare da soli verso la verità trascendente.

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