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Cristiani assediati ovunque: in India, Pakistan, Indonesia, Medio Oriente…

15 settembre 2010 di 5

Sono tempi difficili per i cristiani, al di fuori dell’Occidente. Che siano cattolici, protestanti o di altre denominazioni, i cristiani sono  oggetto di discriminazioni e attacchi di ogni genere in varie regioni del mondo.

Il 15 settembre in Indonesia la polizia ha confermato di aver iscritto nel registro degli indagati il famigerato Muharli Barda, capo del  Fronte di difesa islamico di Bekasi,  per l’attacco ai cristiani dello scorso 12 settembre,  quando sono stati accoltellati un pastore protestante e una sua collaboratrice, entrambi ora in condizioni critiche. In merito all’arresto del leader islamico l’agenzia di stampa Asia News scrive: «Uno dei dirigenti nazionali del Fronte islamico, Munarman, condanna l’attacco ai cristiani e promette giustizia: “Valuteremo il comportamento di Muharli Barda. Se ha agito come singolo, verrà espulso; se ha sfruttato la sezione locale del Fronte, questa sarà chiusa e riorganizzata in un secondo momento”. In ogni caso, pochi giorni prima lo stesso Munarman aveva difeso l’accusato».

In India, i fatti accaduti in questi ultimi giorni ono noti: benché il pastore americano Jones abbia rinunciato al suo delirante proposito di bruciare copie del Corano nell’anniversario dell’11 settembre, nel Kashmir alcuni gruppi di fondamentalisti islamici hanno attaccato una scuola missionaria  e negli scontri che ne sono seguiti il bilancio delle vittime (al 14 settembre) è ormai arrivato a 18 morti; in Pakistan alcuni estremisti islamici hanno fatto esplodere una bomba contro una chiesa luterana provocando un morto e diversi feriti.

La situazione non è migliore in Medio Oriente dove – nota un bel libro della Comunità di Sant’Egidio – storicamente «le comunità cristiane rappresentano una garanzia del carattere pluralista delle società mediorientali e un baluardo di fronte alla tentazione di derive nazionalistiche ed etnicistiche. Ma la loro presenza in Medio Oriente è oggi minacciata da fattori in parte nuovi rispetto al passato, quali il declino dell’ideologia del nazionalismo arabo – in cui i cristiani avevano un loro ruolo – e la crescita della dimensione politica dell’islam, oltre alla massiccia emigrazione verso l’Europa e gli Stati Uniti». Un’emigrazione, aggiungo io, dettata da un crescene senso di insicurezza (basta parlare per esempio con i cristiani libanesi immigrati nel nostro Paese).

Ovviamente si tratta di situazioni molto diverse fra loro, sul piano politico culturale e religioso, e ciascuna di esse va analizzata separatamente. In Kashmir per esempio gli attacchi ai cristiani si saldano con quelli alle truppe indiane additate di “colonialismo”, visto che la regione è contesa fra India e Pakistan ormai da 60 anni. E l’India ha conosciuto, nel recente passato, ondate di violenza anticristiana anche da parte degli hindu, non solo dei musulmani, come documenta un libro del Pime di cui avevamo parlato qui.

La situazione è seria, e credo siano inutili, se non dannose, le “crociate mediatiche” di certi quotidiani italiani, che gridano quando c’è la notizia di una violenza e tacciono il giorno dopo, secondo l’imperante costume di “giornalismo fast food” che ignora la fatica degli approfondimenti e delle analisi (un costume contro cui si polemizza qui). Ma altrettanto certamente tutti quelli che hanno a cuore il dialogo interculturale e interreligioso e la tutela delle culture “altre” qui in Italia non devono chiudere gli occhi o voltare la faccia quando gli “altri” sotto assedio sono i cristiani. “Ognuno è straniero per gli altri”, è il titolo di un post che MilleOrienti aveva pubblicato tempo fa. Tutela della identità culturale e della libertà religiosa devono valere per tutti, ovunque.

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5 Risposte »

  • Senza bufale né omissis « Tutto in 30 secondi :

    […] 0 Oggi MilleOrienti pubblica un post dal titolo “Cristiani assediati ovunque: in India, Pakistan, Indonesia, Medio Oriente…“. […]

  • Luca :

    Fai bene Marco a sottolineare la drammaticità e la problematicità della situazione di tanti cristiani nel mondo. In questo periodo di anticlericalismo imperante si associano i cristiani nel mondo alla Chiesa per cui non vale la pena occuparsene più di tanto se non per qualche scoop… Sono preoccupato come te per il rinascere di tanti nazionalismi nel mondo, anche in Europa, dove il “diverso” non è più una ricchezza ma un problema, il caso dei ROM in Francia è emblematico. Come educatore e insegnante spero che le giovani generazioni con le quali lavoro tutti i giorni non si lascino plagiare da questo clima di intolleranza e di odio verso l’Altro. Ma la vedo dura…

  • donMo :

    Luca, mi hai preceduto e sottoscrivo le tue parole. Invito anche a riflettere su quanto scritto da 30secondi in merito a questo ottimo post di Marco (c’è il trackback qui sopra). Credo sia giusto considerare la realtà nella sua complessità. Personalmente, anzi, più vado avanti e meno amo le semplificazioni. Fanno risparmiare tempo, è vero, ma non aiutano a capire il nostro tempo, anzi, formano una sorta di velo che nasconde sempre più la realtà. Quindi, a volte è meglio complicarci la vita ma capire meglio il mondo in cui viviamo!

  • tonii :

    Con tutto quello che i cristiani hanno combinato in Asia… bisogna sottolineare piuttosto la grandissima capacità di sopportazione di quelle società.

    La distruzione dei templi e delle reliquie del Buddha in Sri Lanka, le distruzioni, torture e persecuzioni antibuddhiste da parte della dittatura cattolica in Vietnam, l’attivo ruolo dei missionari nelle guerre interne (Giappone) e nel preparare il terreno alle cannoniere europee (Cina, Birmania, Cambogia, India…)

    Se degli appartenenti di una religione asiatica avessero fatto in Europa la metà della metà di quello che è stato fatto loro… riuscireste ad immaginare la risposta?

    Cosa poi vanno a diffondere i missionari cristiani, se non menzogne?

  • Fabia :

    Un caro saluto e un grazie x i spunti che mi dai e le tue sane riflessioni !

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