Home » GIAPPONE, TAOISMO

La bellezza dell’imperfezione: l’estetica giapponese del wabi-sabi

1 aprile 2011 di 3

Ecco la mia rubrica MilleOrienti pubblicata sul numero di marzo del mensile Yoga Journal. Buona lettura

Viviamo in un mondo ossessionato dalla perfezione: i gadget tecnologici quando non lo sono più non vengono riparati bensì gettati;  i nostri corpi quando invecchiano vengono corretti dalla chirurgia estetica; gli amori quando non sono più “perfetti” vengono semplicemente conclusi.
Questa ossessione per la perfezione in Occidente ha cause antiche e moderne, ma è importante ricordare che non è  l’unico modo per rapportarsi al mondo e a noi stessi.

Per esempio, la tradizione estetica giapponese contempla la categoria del wabi-sabi, che allude al contrario proprio alla “bellezza dell’imperfezione”. Non è possibile tradurre esattamente in italiano wabi-sabi. Si tratta di un concetto che copre un’area concettuale vastissima: «bellezza delle cose imperfette; bellezza delle cose incompiute o temporanee; bellezza delle cose umili, modeste, grezze, segnate dal tempo».
I giapponesi definiscono wabi-sabi, per esempio, un oggetto artigianale non raffinato, dalla superficie ruvida e irregolare, o consunto. Un tipico esempio sono le ceramiche raku (un esempio nella foto): ruvide, grezze, irregolari, eppure elegantissime. Queste ceramiche vengono realizzate da vari artisti anche in Italia (questo il sito di Arteraku).

Ma il concetto è applicabile anche all’uomo: sono wabi-sabi le le azioni e le emozioni semplici, spontanee, genuine, private, non ostentate, belle a prescindere dal risultato che ottengono.

Filosoficamente il wabi-sabi è legato al buddhismo zen e al taoismo, dottrine entrambe figlie di un’osservazione attenta e partecipe della natura. Quale pianta, quale animale si può definire perfetto? Tutti e nessuno, cioè ciascuno a suo modo.
Se volete visualizzare il wabi-sabi immaginate una ciotola: accoglie umilmente il tè e gli dà forma senza volerne mutare la natura.
Il wabi-sabi non si spiega. Si intuisce e si ama.

Related Posts with Thumbnails

3 Risposte »

  • sonia namaste :

    C’è un bellissimo libro di Pasqualotto che parla, tra le altre cose giapponesi,di questo argomento. Si chiama “Taccuino giapponese” ed è scritto magistralmente, come molti lavori di Pasqualotto. Proprio ieri sono stata ad una sua conferenza all’Ateneo veneto. Tra qualche giorno c’è un secondo incontro sul concetto di vuoto nel buddismo

  • mariagrazia toniut :

    nel buddhismo zen si dice ” ciò che il mondo scarta , la Via usa “. Forse, anche se non siamo buddhisti, dovremmo tenerlo a mente.

  • marco restelli (autore) :

    Hai ragione Mariagrazia 🙂

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile, rimani in argomento. Lo spam non sarà tollerato.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito web supporta i Gravatar. Per ottenere il proprio globally-recognized-avatar, registra un account presso Gravatar.

Inserisci il risultato dell\'operazione * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.