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“Maratona Shanghai”: quattro film d’autore sulla città più moderna della Cina

10 aprile 2011 di 1

Da “Parigi d’Oriente” a centro vitale dell’economia internazionale; da “prostituta d’Asia” a sede scintillante dell’Expo 2010. Shanghai è sempre stata una città in qualche modo diversa rispetto al territorio cinese, sede di sperimentazioni politiche e culturali, laboratorio dei cambiamenti sociali della Cina (gigante economico che sta affrontando nuove tensioni politiche). A Shanghai – gemellata con Milano e riferimento per l’Expo 2015 – è dedicata la maratona cinematografica organizzata da DocuCity, rassegna/festival di documentari internazionali sulle città, in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.

I film saranno proiettati (con ingresso libero) mercoledì 13 aprile, dalle ore 13,30 fino a notte, nell’aula magna del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano (piazza Montanelli 1, Sesto S. Giovanni, MM1 Sesto Marelli). Si potranno ammirare quattro lungometraggi ambientati a Shanghai tra gli anni Venti e oggi, vere e proprie chicche (mai o quasi mai viste in Italia) per tuffarsi nel fascino del passato, ma anche nel tumulto del presente attraverso racconti immaginari e documentari autentici realizzati da grandi registi cinesi e stranieri: Josef Von Sternberg con Shanghai Express, Zhang Yimou con Shanghai Triad, Michelangelo Antonioni con Cina e Lou Ye con Suzhou River.

Si inizia alle 13.30 con le immagini di Shanghai Express (90 minuti, doppiato in italiano), film del 1932 di Josef Von Sternberg con un’indimenticabile Marlene Dietrich, ambientato durante la guerra civile.
Alle 15 si proietta Shanghai Triad (109 min, sottotitoli in inglese), film sui bassifondi della Shanghai anni Trenta del regista Zhang Yimou.

A seguire, il documentario di Michelangelo Antonioni CinaChung Kuo del 1972 (di cui verrà proiettata solo la parte relativa a Shanghai, 52 minuti circa).
L’opera di Antonioni, realizzata per la Rai, presenta volti, paesaggi, suoni e colori della vita quotidiana nella Repubblica popolare negli anni della Rivoluzione culturale. Sebbene l’invito a realizzarlo fosse arrivato direttamente dal governo cinese, il documentario non piacque a Mao e dovette attendere il 2004 prima di essere proiettato per la prima volta presso l’Istituto del Cinema di Pechino.

 

Chiude la lunga maratona Suzhou River (83 min., sottotitolato in francese) un noir di Lou Ye, che ha come protagonista Zhou Xun, attrice e cantante molto popolare in Cina.
Per informazioni: info.confucio@unimi.it.
Buona visione…

 

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