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Viaggio in India sulle orme del Buddha

25 marzo 2012 di 2

Mentre festeggiamo la liberazione di uno dei due turisti italiani rapiti in Orissa – e ci auguriamo che venga presto liberato anche il secondo – è giusto ribadire che non c’è alcuna ostilità degli indiani nei confronti degli italiani, turisti o meno. Posso testimoniarlo in base ai viaggi in India che ho compiuto nell’ultimo anno. Qui di seguito trovate un reportage dai luoghi santi del Buddha, in India, che ho pubblicato sul numero di marzo 2012 del mensile Yoga Journal. Buona lettura

Un monaco zen cammina solitario sul sentiero, appoggiandosi al bastone con un enigmatico sorriso. Ha la tradizionale veste nera e il cappello a cono (tipico dei monaci zen, ma anche dei contadini del Sud-est asiatico). E’ giapponese, ma qui siamo in India settentrionale, nel Bihar. Dietro di lui c’è una comitiva di donne cinesi residenti in Inghilterra. Poi un gruppo di pellegrini thailandesi, monaci tibetani e birmani, e alcuni viaggiatori europei e americani. Perché qui arriva gente da tutto il mondo, ma quasi di soppiatto, in silenzio: questo non è un luogo da turismo di massa bensì una meta per pellegrini asiatici e viaggiatori occidentali motivati, tutti comunque figli della globalizzazione del buddhismo e delle sue scuole di meditazione.

Saliamo lentamente sul sentiero che si inerpica a zig zag sulle colline immerse nel verde. La meta di tutti è un punto più in alto: il Picco dell’Avvoltoio. Lì, venticinque secoli fa, un uomo chiamato Siddhartha Gotama e oggi venerato con il titolo di Buddha ha vissuto e predicato per 12 anni, pronunciando molti dei suoi discorsi più importanti. Quello che Siddhartha Gotama diceva ai suoi seguaci si può leggere anche oggi in tanti sutra del Canone Buddhista (in Italia pubblicato da Utet) che cominciano sempre con queste parole: «Così ho udito. Il Beato dimorava a Rajgriha, sul Picco dell’Avvoltoio, insieme a una grande assemblea di monaci…». L’antica Rajgriha oggi è una cittadina che si chiama Rajgir, l’India sta cambiando molto in fretta ma in barba alla modernizzazione il Picco dell’Avvoltoio è rimasto come un tempo e conserva ancora il suo fascino, circondato com’è da foreste e colline.

Proseguendo sul sentiero si incontrano le grotte dove vivevano i primi autorevoli seguaci del Buddha: pellegrini e visitatori entrano in queste cavità inchinandosi e lasciano come offerte dei fogli dorati che incollano alla roccia (un rito tradizionale nei Paesi dell’Indocina e in Birmania) tanto che le pareti di certe grotte sembrano d’oro.  Finché si arriva finalmente alla cima, al Picco dell’Avvoltoio, dove restiamo colpiti dalla semplicità e spiritualità essenziale del luogo: non c’è nulla se non il vento, il magnifico panorama e il muretto che delimita un minuscolo altare con una statuetta di Buddha e le offerte di fiori. Ma proprio quella semplicità rivela l’autenticità del luogo e invita tutti al raccoglimento: ci si siede nella posizione del loto, si osserva la valle sottostante e si medita. Gente di tutto il mondo, lingue diverse che si fondono improvvisamente nel silenzio, nel comune bisogno di dare spazio all’interiorità e alla fusione con la natura. Dopo di che saliamo insieme sulla collina davanti al Picco, dove i giapponesi hanno costruito un grande e candido Stupa della Pace nel Mondo, affiancato da un Centro di meditazione.

Monaci, pellegrini e turisti in meditazione al Picco dell'Avvoltoio (Rajgir, India). Foto di Marco Restelli

Il Picco dell’Avvoltoio è una delle tappe più “autentiche” ed emozionanti del Buddha Tour che tocca tutti i luoghi importanti legati alla vita di Siddhartha Gotama, un Tour che da qualche anno esercita una crescente attrazione sui pellegrini e i viaggiatori più raffinati ed esigenti. Intendiamoci, i luoghi dove visse il Buddha sono ben noti e oggetto di pellegrinaggio da molti secoli, ma quattro anni fa il Ministero del Turismo indiano ha avuto l’idea di collegarli tutti fra loro tramite un treno speciale, il Mahaparinirvana Express, che  parte da Delhi e in otto giorni compie il tour di questi luoghi per ritornare infine a Delhi. A volte si raggiunge in treno una città vicina alla meta e poi si prosegue in autobus e infine a piedi, come per il Picco dell’Avvoltoio, comunque per otto giorni si vive, si mangia e si dorme in treno (con poche soste in hotel o ristoranti) in un’atmosfera resa ancora più affascinante dagli incontri con persone provenienti da ogni angolo del pianeta (vedere intervista più sotto). Il Ministero del Turismo indiano aveva creato il Mahaparinirvana Express pensando più che altro di attirare i pellegrini asiatici, ma da un anno ha cominciato a presentare il Tour anche nei Paesi europei, dove il buddhismo è in costante crescita; in Italia il Mahaparinirvana Express Tour è ancora del tutto sconosciuto, ed è anche per questo che ho voluto provare l’esperienza.

Ne è valsa la pena. Questo non è un viaggio “per tutti”, ma è senz’altro raccomandabile a chi ama l’arte buddhista, l’archeologia e ovviamente la spiritualità. L’itinerario del treno speciale si snoda quasi interamente nell’India settentrionale: si visitano siti archeologici famosi come Sarnath, dove il Buddha tenne il suo primo fondamentale discorso sul Dharma (e da Sarnath poi si fa un’affascinante deviazione nella vicina Varanasi) e come Nalanda, che fu una gloriosa università buddhista; si va a Kushinagar, dove il Buddha morì entrando così nel Mahaparinirvana; poi si fa anche una tappa anche in Nepal, a Lumbini, dove il Buddha nacque su una fredda pietra intorno alla quale oggi i pellegrini deambulano recitando mantra. E prima di tornare a Delhi si compie un’altra deviazione in un luogo non buddhista ma sempre di grandissimo fascino: ad Agra, dove sorge il celebre Taj Mahal. Ma la tappa più spettacolare è sicuramente Bodh Gaya, dove il giovane Siddhartha Gotama raggiunse l’Illuminazione (Bodhi) meditando sotto un albero di Ficus religiosa e diventando così il Buddha. Intorno all’Albero della Bodhi oggi sorge un imponente complesso templare dove gente di ogni angolo del mondo si raccoglie in meditazione e in preghiera in una fastosa babele di lingue, di riti, di tradizioni e costumi diversi.

Il Mahabodhi Temple con pellegrine singalesi a Bodh Gaya (India). Foto di Marco Restelli

In mezzo a questa babele mi fermo a parlare con un personaggio particolare: Imtiaz Alì, blogger indiano che vive in Thailandia (a Bangkok) e che è di religione islamica. La domanda mi sorge spontanea: «perché un musulmano fa il giro del Mahaparinirvana Express?». «Perché mi interessa capire ciò che le religioni hanno in comune, non ciò che le divide», risponde Imtiaz. «Ci sono già troppi integralisti di tutte le religioni che sottolineano le differenze fra le fedi in modo da renderle inconciliabili. Io, musulmano, ho già fatto il pellegrinaggio alla Mecca e ora compio questo pellegrinaggio sulle orme del Buddha per sentire ciò che unisce gli uomini, il comune senso del sacro. Solo da ciò che ci unisce può partire un discorso di pace universale».

Un musulmano pacifista ai piedi del Buddha. L’India, per fortuna, continua a compiere le sue piccole/grandi magie.
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Quando e come fare il Buddha Tour

 Il tour dei luoghi della vita del Buddha dura otto giorni su un treno speciale nell’India del Nord, tranne una tappa a Lumbini (luogo di nascita del Buddha) in Nepal. La stagione è quella con clima secco, da ottobre ad aprile incluso.
Il Tucano Viaggi Ricerca (www.tucanoviaggi.com) è il primo Tour Operator a presentare in Italia un pacchetto completo del Buddha Tour che include il volo diretto Milano-Delhi con la compagnia indiana Jet Airways (www.jetairways.com/IT/ ), il viaggio sul treno speciale Mahaparinirvana Express (compresi pasti, pernottamenti, trasferimenti in autobus e visite guidate) più una notte in hotel all’arrivo a Delhi e un’altra notte in hotel a Delhi prima del ritorno a Milano. La durata totale del viaggio è di dieci giorni: otto per il tour in treno più due a Delhi. Il costo complessivo del pacchetto Tucano Viaggi parte da 2060 euro. Per informazioni e prenotazioni:  info@tucanoviaggi.com, tel. 011 5617061.
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Intervista ad Alexandro Jimenez, uno scienziato messicano nel Buddha Tour 

Alejandro Jimenez in preghiera sul Picco dell'Avvoltoio. Foto di Marco Restelli

 Che ci fa uno scienziato messicano in un Buddha Tour? «Cerca la chiarezza interiore, ispirandosi alla vita dell’Illuminato» risponde sorridendo Alejandro Jimenez, 43 anni. «Io sono un farmacologo dell’Università di Città del Messico, dove faccio ricerca contro il cancro. Ma da tanti anni pratico anche la meditazione vipassana in un monastero buddhista in Messico. E non sento contraddizione fra la ricerca scientifica e la ricerca interiore» spiega Alejandro.
Alto, massiccio, imponente, Alejandro parla con una dolcezza che quasi sorprende in un omone della sua stazza. «Dopo anni di pratica, ho deciso di andare alle fonti della mia meditazione. Perciò ho preso questo treno, il Mahaparinirvana Express, per vedere i luoghi dove visse l’uomo che ci ha insegnato la terapia contro il dolore di vivere: il distacco, la chiarezza interiore, la consapevolezza di noi stessi e della vera natura della realtà. Questo viaggio è un regalo che ho deciso di fare a me stesso, dopo aver passato un anno molto difficile».
Ma ti senti buddhista? – gli chiedo. «Non in senso strettamente religioso. Pratico la meditazione vipassana perché mi insegna a coltivare l’attenzione, ad essere responsabile del mio presente, e a superare i sentimenti negativi come rabbia e aggressività. Non a caso, nel monastero che frequento in Messico trovo a meditare con me tanti psicologi junghiani dell’Istituto di Psicanalisi di Città del Messico. E quando tornerò là, li inviterò a fare questo viaggio in India: ne vale la pena, è un ritorno alle sorgenti del Buddhismo, dove l’acqua del Dharma è più limpida».
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Il volo a/r dall’Italia

Jet Airways, la prima compagnia aerea indiana internazionale, offre attualmente l’unico volo diretto giornaliero Milano Malpensa – New Delhi operato in code-share con Alitalia  con Airbus 330-200. La Business offre un gran numero di lussi e servizi ma anche la Economy è decisamente confortevole. Jet Airways ha siglato un accordo con Alitalia sui programmi frequent flyer, JetPrivilege e Millemiglia. I membri Millemiglia potranno volare con Jet Airways accumulando miglia. Biglietterta e prenotazioni: reservationitaly@jetairways.com per Lombardia e Triveneto SIMA International per Lazio, Piemonte, Toscana e Bologna. Sito web: www.jetairways.com

 

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