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A Milano una presentazione del Florence Indian Film Festival 2012

8 novembre 2012 di 6
La superstar di Bollywood Amitabh Bachchan, che sarà ospite del Florence Indian Film Festival 2012

La superstar di Bollywood Amitabh Bachchan, che sarà ospite del Florence Indian Film Festival 2012

Appuntamento per tutti gli appassionati di cinema indiano oggi 8 novembre a Milano. Presso la Libreria Azalai (via Gian Giacomo Mora n° 15) alle 18.30 c’è una presentazione del programma del River to River – Florence Indian Film Festival, l’unico festival in Italia (e il primo in Europa) interamente dedicato al cinema indiano e ai film sull’India.
Alla libreria Azalai intervengono Selvaggia Velo, fondatrice e direttrice del Festival, e Marco Restelli (cioè il vostro blogger MilleOrienti :-), giornalista, storico del cinema indiano e docente di cultura indiana presso l’Università degli Studi di Milano.
L’edizione 2012 del Festival si presenta particolarmente ghiotta per tre ragioni: 1) il ricco programma di film d’autore; 2) la celebrazione del centenario del primo lungometraggio indiano, Raja Harischandra, film muto di genere storico-religioso che venne realizzato appunto nel 1913 dal “padre” del cinema indiano, Dadasahib Phalke; il film verrà proiettato nell’ambito del Festival fiorentino; 3) last but not least, la presenza al Festival, come ospite d’onore, di una leggendaria superstar di Bollywood: Shri Shri Amitabh Bachchan! 
Ricordiamo a tutti che il Festival si terrà dal 7 al 13 dicembre 2012 al cinema Odeon di Firenze e avrà poi una “coda” dal 14 al 16 dicembre al cinema Trevi di Roma. Non mancate!

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6 Risposte »

  • sonia namaste :

    Ciao Marco,
    avevo già publicizzato l’evento sul mio blog grazie all’informazione datami da Selvaggia Velo per posta.
    Mi hai però fatto sorridere con Shri Shri. Hai proprio ragione. Aggiungerei anche Ji.
    Spero di riuscire a venire a Firenze
    Buon tutto e in bocca al lupo per stasera
    Sonia

  • Clara :

    Complimentoni! Raccontaci poi. Anche a me il doppio Shri fa sorridere tanto.

  • Roberto Casiraghi :

    Ciao Marco,

    ti ho ascoltato ieri con mia moglie alla presentazione del festival di Firenze alla libreria Azalai ma, per ragioni di tempo, ci siamo potuti trattenere poco.

    Siccome seguiamo da anni il cinema commerciale indiano soprattutto sui canali tv indiani che riceviamo tramite Sky UK e, ultimamente, tramite il sito http://www.erosnow.com (da consigliare perché costa pochissimo e si possono vedere tantissimi film, anche recenti, in streaming e con i sottotitoli inglesi) volevo commentare la tua osservazione secondo la quale è paradossale che la quota di mercato del film indiano sia enorme nella fetta di mondo orientale ma risicatissima nell’emisfero occidentale.

    Dalle nostre “visioni e osservazioni” di centinaia di film commerciali risulta chiaro che il film indiano non può accettare il film occidentale perché è troppo esplicito in tema sessuale e di relazioni familiari. Per lo stesso motivo il mondo occidentale non può accettare il film indiano commerciale che è intriso di una mentalità sessista, sessuofoba, anti-femminile ed anti-egualitaria. Inoltre per il film indiano commerciale è normale prendere in giro chi ha delle deformità fisiche, chi è povero o ha un “basso statuto sociale” (giusto per non pronunciare la parola “casta”) ed è del tutto accettabile prendere a schiaffi e a spintoni le donne.

    Chi ama l’India sa che si tratta di una società complessa dove i tenui tentativi di apertura avvengono in un contesto dove si affiancano inestricabilmente comunità tribali, comunità feudali e, nel migliore dei casi, comunità “progressiste” che hanno in realtà i valori che si professavano in Europa nel diciannovesimo secolo.

    Siccome questi valori premoderni sono comuni anche a molte altre società specie nei paesi in via di sviluppo dove dominano ancora le oligarchie e le comunità sono spesso maggioritariamente rurali, non c’è da stupirsi che lì il cinema di Bollywood faccia così tanta presa. Non disturba infatti né gli equilibri di potere esistenti né si fa promotore di alcunché di particolarmente innovativo o, anche, di semplicemente propositivo.

    Concordo con te che l’India, diversamente dalla Cina, abbia dei contenuti valoriali immensi da trasmetterci. Il paradosso, però, è che questa ricchezza e, quasi, esuberanza di valori siano fondate su una struttura sociale che nella sua implacabile rigidezza li preserva attraverso il cammino dei secoli e ce li ripropone inalterati.

  • Marco Restelli (autore) :

    Ciao Roberto, ti ringrazio per il tuo (o vostro) interessante commento, che in realtà propone temi immensi, su cui ora non posso dilungarmi (sto partendo per un viaggio di lavoro) ma su cui certo varrà la pena discutere in seguito. La posizione di subalternità della donna nella società indiana, così come certa sessuofobìa (di cui però è responsabile in buona parte la morale vittoriana dei colonialisti inglesi) sono dei fatti indubbi. Non tutto il cinema indiano però trasmette questi valori “premoderni” (e potrei citarti vari film al riguardo) così come non tutta la società indiana è ferma a queste posizioni sessiste e discriminatorie (nelle città molto sta cambiando). Sono argomenti di cui varrà sicuramente riparlare in modo approfondito. Teniamoci in contatto. Ciao, Marco

  • Nicoletta Gruppi :

    Sono stata anch’io avvisata da una mail di SV ma purtroppo sono rimasta inchiodata a Spezia da vari problemi. A tutti i costi,però, cercherò di venire x vedere il mitico Rajah H., anche perché sui film indiani antichi, come del resto su quelli occidentali, pesa il grosso problema della conservazione – non sempre il digitale arriva in tempo! Fra l’altro il buon amitabh è diventato nonno!
    Nicoletta

  • matteo :

    L’unico festival italiano interamente dedicato al cinema indiano porta quest’anno a Firenze, per la sua ventiduesima edizione, il meglio del cinema bollywoodiano. Fra cui la grande star Amitabh Bachchan e il regista Sanja Leela Bhansali…
    Ne parliamo anche noi su:
    italianguidebook.com

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