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Due nodi da sciogliere nei rapporti Italia-India

22 febbraio 2013 di -

void(0)Appena tornato dall’India, vorrei condividere con voi qualche riflessione su due nodi da sciogliere nei rapporti Italia-India. Il primo riguarda la questione dei nostri due marò che da un anno attendono di essere processati, con l’accusa di avere ucciso due pescatori indiani in Kerala scambiandoli per pirati. Oggi è giunta la notizia che la Corte Suprema di New Delhi ha concesso quattro settimane ai marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre per tornare in Italia e permettere loro, tra l’altro, di votare alle elezioni. Per il ministro degli Esteri Giulio Terzi questa decisione conferma «il clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia ben sperare per un positivo esito della vicenda». Il clima è indubbiamente migliorato dopo che i marò sono tornati in India (cosa sulla quale i media indiani erano molto scettici) in seguito al permesso concesso loro di venire in Italia a Natale. La nuova decisione della Corte Suprema indiana è dunque un gesto distensivo ma non ne trarrei previsioni prematuramente ottimistiche: in India il caso scotta ancora, la verità giudiziaria va ancora accertata e il “caso Marò” è strumentalizzato politicamente dai partiti di opposizione indiana (in particolare il Bjp) che non perdono occasione di accusare il Congress di Sonia Gandhi di favorire l’Italia a causa dei legami che la signora Gandhi avrebbe con il suo Paese di origine (e quest’ultima accusa è un falso, ma in politica non conta ciò che è vero, conta ciò che è plausibile).

La sindrome dell’ “Italian Connection” è poi cresciuta esponenzialmente a causa del secondo nodo, cioè lo scandalo che ha coinvolto la Agusta Westland (società del gruppo Finmeccanica) per le presunte mazzette versate in India per favorire l’acquisto di elicotteri militari italiani Aw-101. La vicenda – che ha travolto i vertici di Agusta Westland – è stata seguita in modi molto diversi in Italia e in India: mentre in Italia è sparita velocemente dai principali titoli dei giornali in India invece ha continuato ad occupare i notiziari televisivi (che parlano di “Milan files”) e le prime pagine di quotidiani come lo Hindustan Times. Lo scandalo ha conseguenze su tre livelli: 1) politica interna indiana, perché getta ombre su politici indiani di prima grandezza accusati di avere favorito il contratto con l’azienda italiana, alimentando altre polemiche fra il Congress e il Bjp. 2) rapporti economici Italia-India, perché l’India non ha cancellato il contratto con l’azienda italiana ma Usa e Russia si stanno comunque facendo avanti per “soffiare” all’Italia la fornitura degli elicotteri; 3) l’immagine più generale del nostro Paese, perché  i media indiani tendono a presentare l’Italia come un Paese corruttore (come se l’India fosse vergine in questo campo). Dopo che l’ambasciata indiana ha richiesto all’Italia  una serie di documenti sul caso-elicotteri e questi documenti sono stati negati in quanto “coperti dal segreto perché le indagini sono ancora in corso”, lunedì 18 febbraio sono arrivati in Italia alcuni agenti del CBI (la maggiore agenzia investigativa indiana) per raccogliere informazioni sulla vicenda.

Così, mentre i Premier inglese e francese si recano in India a corteggiare il suo mondo economico-politico, l’Italia è costretta a rincorrere i competitor europei con fatica, in una specie di “salto a ostacoli”. Possiamo solo augurarci che il governo che uscirà dalle prossime elezioni, qualsiasi esso sia, capisca l’importanza di avere ottime relazioni con un Paese che sarà un grande protagonista del Ventunesimo secolo.

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