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Caso marò-India: perché l’Italia rischia molto

12 marzo 2013 di 13

urlSul caso dei marò italiani in India (di cui abbiamo parlato in numerosi post su MilleOrienti) separiamo i fatti dalle opinioni. Prima di tutto vediamo i fatti più recenti.
«Inaccettabile»: così il premier indiano Manmohan Singh ha definito la decisione del Governo italiano di non far rientrare in India i due marò italiani accusati di aver ucciso (scambiandoli per pirati) due pescatori indiani. I partiti indiani di opposizione – sia di destra sia di sinistra – stanno attaccando aspramente il Governo indiano accusandolo di «essersi fatto prendere in giro dall’Italia», e i media indiana parlano di «dignità nazionale offesa» dalla decisione italiana. A Delhi una folla ha bruciato i pupazzi dei due marò italiani e del premier indiano.  L’ambasciatore italiano in India è stato convocato dal Governo indiano per spiegare la posizione italiana e gli è stato ribadito che la «Corte suprema indiana ha permesso il 22 febbraio ai due marò di lasciare l’India sulla base di una dichiarazione giurata presentata dalla Repubblica d’Italia»e che, in base a questa ordinanza della Corte, «essi devono tornare dopo quattro settimane per far fronte in India a procedure legali». Perciò «l’India si aspetta dalla Repubblica italiana, come Paese impegnato nel rispetto della legge, che onori la dichiarazione giurata sovrana fornita da essa alla Corte Suprema».
E ora, la mia opinione.  Esiste una controversia sul luogo dove sono stati uccisi i due pescatori indiani: se in acque internazionali, dovrebbero essere giudicati in italia; se in acque indiane, dovrebbero essere giudicati in India. Questo è l’elemento di incertezza a cui si appella ora l’Italia per giustificare la propria decisione. Ma questo elemento di incertezza era ben noto anche prima: lo è da un anno, e ciò non ha impedito all’Italia di prendere degli impegni con l’India.
Nessuno – e io meno di tutti – può avanzare giudizi di innocenza o colpevolezza dei due marò prima che venga emessa una sentenza. Tuttavia un fatto deve essere ribadito: esisteva un impegno formale dell’Italia a far rientrare in India i due marò perché fossero sottoposti a processo. L’Italia, venendo meno a quell’impegno formale, sta minando sia la propria immagine in India sia la propria credibilità a livello internazionale.
Il rischio è quello di fare una miserrima figura, analoga a quella che fecero gli americani nel caso del Cermis, quando pretesero (e ottennero) di giudicare negli Usa il pilota americano che aveva tagliato i cavi della funivia italiana uccidendo così numerosi nostri connazionali. Il comportamento americano fu di palese arroganza: quello attualmente scelto dal nostro Paese pare una “furbata all’italiana” che certo non  fa onore alla nostra credibilità. Si dirà: in gioco c’è la vita di due italiani. Sì, ma il Ministero degli Esteri italiano sulla vicenda ha tenuta una linea sia discutibile sia contraddittoria.
Discutibile perché  i due marò, al loro rientro in Italia, sono stati accolti dalle Autorità come fossero due eroi: chi l’ha detto che sono eroi? Senza voler criminalizzare due persone in attesa di giudizio, non sappiamo nemmeno se siano innocenti…
Contraddittoria, inoltre, perché  prima l’Italia ha ossequiato le leggi e le decisioni dell’India (senza riuscire a fare pressioni politiche adeguate, anche di fronte a esami balistici condotti in modo discutibile) e poi si è rimangiata clamorosamente gli impegni presi. L’India non è una “Repubblica delle banane”, è una democrazia, un gigante politico ed economico. Il suo Governo e la sua opinione pubblica non possono venire presi in giro. E il diritto internazionale non è carta straccia: il fatto che ora l’Italia si appelli a un “arbitrato internazionale” per giudicare i due marò verrà percepito dagli indiani come una “foglia di fico” a coprire la vergogna di un voltafaccia.
Conclusioni
: la svolta politica decisa improvvisamente dal nostro Governo in questa vicenda peserà gravemente sulle relazioni Italia-India, e chi crede che gli indiani dimenticheranno presto….semplicemente non conosce gli indiani. Nessuno si stupisca poi se in futuro questa vicenda danneggerà anche le relazioni economiche Italia-India. Il caso marò è una vicenda gestita male e rischia di terminare anche peggio.
Attendo le vostre opinioni in merito, cari lettori. 

Marco Restelli

 

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13 Risposte »

  • Sonia :

    Non ho parole.
    Errore clamoroso del governo indiano
    E se questa volta gli indiani se la prendono e ci tengono il muso, per usare un eufemismo, hanno ragione
    Guardo con preoccupazione il mio ennesimo e prossimo viaggio in india
    Questa volta si é proprio esagerato
    E si pensi alla nostra indignazioe quando toccó a noi vederci soffiati i militari americani
    Senza governo e senza buon senso, italia allo sbando

  • Sonia :

    Lapsus: errore fatale del governo italiano

  • Andrea :

    la mia opinione è tutta contro i marò e l’italia, in questa faccenda…
    siamo davvero un popolo vergognoso e un paese senza dignità.

  • Marco Restelli (autore) :

    Grazie Andrea per il tuo commento. E grazie a te Sonia: mi dispiace che il tuo bellissimo blog in questo momento sia chiuso, e ti auguro ogni bene per il futuro. Teniamoci in contatto.

  • Piero Verni :

    Caro Marco, concordo al 100% con quanto scrivi e aggiungo: perché non li hanno fatti votare per corrispondenza come centinaia di migliaia (se non di più) di italiani residenti all’estero? E aggiungo ancora che il paragone con la tragedia del Cermis mi sembra inappropriato. In quel caso l’arroganza del governo USA aveva preteso che i responsabili venissero giudicati negli Stati Uniti e, se non ricordo male, le autorità italiane avevano (ahinoi) accettato quel diktat. Nel caso dei marò l’Italia si sta comportando come i peggiori magliari. Che colpe delle nostre precedenti vite stiamo espiando per essere nati in questo orribile ex Bel Paese?

  • sonia.namste :

    grazie a te Marco.
    Spero di tornare presto orientalmente attiva
    नमस्ते

  • andrea :

    mah, se e’ successo questo ritengo che comunque la decisione sia stata presa in accordo con le alte sfere di bruxelles…….

    quanto al fatto della brutta figura italiana, vorrei ricordare che a me sembra che la nazione indiana si sia comportata in modo a dir poco vergognoso…no prove… barca dei pescatori preventivamente affondata e corpi bruciati per non procedere all’autopsia di parte: vi ricordo a tutti che se l’avessimo fatta noi una cosa del genere vi sareste messi a contestarla.
    per il resto, solo soldi e parole che girano.
    e per una volta, vi prego, smettetela di fare i moralisti e immedesimatevi in quei due disgraziati che sono i nostri due connazionali.
    e mo una bella frase dell’ ex:
    col sedere degli altri si fa tutto e di piu’

  • Alessandro :

    Caro Marco, hai ragione da vendere!
    Questa brutta storia è il sintomo della incapacità, tutta Italiana, nella gestione delle relazioni internazionali.
    Nello specifico poi, è evidente, la mancaza di comprensione della situazione politica Indiana. Finmeccanica era già stato un primo espediente per “silurare” Sonia Gandhi – presidente del partito al governo -. Era inevitabile che la decisione di tenere i marò in Italia avrebbe moltiplicato i primi effetti e aumentato alle stelle la tensione diplomatica. Questo proprio quando non ce lo possiamo permettere nei confronti di un Paese che ci può offrire solo grandi opportunità.
    Concordo poi con Sonia, Piero e Andrea: un comportamento così nemmeno il Burkina Faso (con tutto il rispetto per questo paese) se lo sarebbe permesso!

  • Marco Restelli (autore) :

    Grazie Alessandro per il tuo intervento. Mi conforta vedere che anche gli esperti di “Octagona” la pensino con me. Mi sconforta invece leggere gli articoli che a ciclo continuo escono per difendere “a spada tratta” la politica seguita dal Governo italiano in questa vicenda, articoli come quello di Angela Del Vecchio pubblicato sul “Messaggero” di oggi… mi chiedo come certuni possano stupirsi delle reazioni indiane….bah.

  • Piera :

    Caro Marco,
    sono pienamente d’accordo con te e mi solleva che qualcuno si esprima contro questa squallida retorica, che fin dall’inizio della vicenda dei marò ha sempre fatto passare l’analisi dei fatti e la ricerca della verità in ultimissimo piano. Di certo il nostro paese sta facendo una figura vergognosa. Eppure non solo dal Cermis, ma anche dalla faccenda di Callipari avremmo dovuto imparare qualcosa… o, forse, abbiamo imparato anche troppo bene! In ogni caso, ciò che mi ferisce, non è tanto che stiamo rovinando le relazioni con un paese importante e potente come l’India, ma che con questo comportamento confermiano lo stereotipo (sperando che si tratti solo di uno stereotipo)che l’Italia è un paese di furbetti senza il minimo senso di lealtà.

  • Marco Restelli (autore) :

    Cari lettori, vi invito a leggere quanto scritto nei due link che Jaideep Prabhu ha postato qui sopra, nel commento precedente. Rendono bene l’idea dei sentimenti indiani riguardo a questa sconfortante vicenda…

  • Giorgio :

    Nessuno vuol considerare che tutta questa vicenda non è altro
    (e palesemente, ci sono perizie molto eloquenti al riguardo) che una montatura da parte indiana per giustificare una mera presa di ostaggi a fini di ricatto.
    Pessima la gestione del governo fantoccio italiano che ci ha fatto passare per colpevoli quando l’unica cosa da condannare sarbbe stata la commedia imbastita dagli indiani per interessi che con la giustizia non hanno mai avuto niente a che fare.
    Ma che vi volete aspettare da delle marionette…
    Adesso, compreso che i marò sarebbero rimasti in ostaggio in eterno si sono decisi a trattenerli a casa e cosa fa lo stato canaglia che abbiamo di fronte? Prende in ostaggio l’ambasciatore italiano, cosa che neanche Hitler e Stalin osavano fare.
    Al diavolo le relazioni con un paese simile, a questo punto sorprende che Gandhi si sia fatto ammazzare per gente così.

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