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Arriva in Italia lo scrittore cinese Yan Lianke

12 settembre 2013 di -

Yan Lianke_Pensando_cover_hrIl 22 settembre 2013 lo scrittore cinese Yan Lianke sarà ospite della Festa del Libro Pordenonelegge  (Palazzo della Provincia) per presentare, dialogando con la giornalista Renata Pisu,  il proprio nuovo romanzo Pensando a mio padre (Edizioni Nottetempo, pp. 232, 14 euro, traduzione di Lucia Regola). Due giorni dopo, il 24 settembre 2013,  lo scrittore cinese presenterà il romanzo a Milano (via Festa del Perdono 7, Sala Scienze, ore 18,30) dove parlerà delle proprie esperienze letterarie in Cina con la sinologa Silvia Pozzi (info: Istituto Confucio). Pensando a mio padre sarà nelle librerie a partire dal 20 settembre.

Chi è lo scrittore Yan Liankeyan lianke bn
Yan Lianke, nato in Cina nella provincia contadina dell’Henan nel 1958, a 20 anni, non potendosi permetteredi proseguire la sua istruzione, sceglie la carriera militare e si occupa di redigere i testi della propaganda comunista. Laureatosi nel 1985, torna poco dopo alla vita civile, e comincia la sua carriere di scrittore, premiata con i due più prestigiosi premi letterari cinesi (Lu Xun e Lao She). Molti dei suoi lavori, tra i quali Servire il popolo (Einaudi, 2006) in cui prende in giro i precetti maoisti e Il sogno della città dei Ding (Nottetempo, 2011, finalista al Man Asian Literary Prize), nel quale denuncia l’epidemia di AIDS nelle campagne cinesi, sono stati sottoposti a censura in patria. Nel 2013 è stato tra i finalisti del Man Booker Prize.

Di cosa parla il suo nuovo romanzo Pensando a mio padre
Un contadino della remota provincia cinese del Henan lavora testardamente una terra avara, ora dopo ora, con la forza, la determinazione e la fatica dettate da una promessa fatta a se stesso: costruire una grande casa col tetto di tegole per i suoi figli. Yan Lianke ci racconta con parole scabre come le pietre di un campo da dissodare la storia di suo padre, della sua famiglia, della sua infanzia povera e delle sue aspirazioni alla fuga verso un futuro piú aperto. Ma, soprattutto, ci racconta la nostalgia per un padre compreso troppo tardi, le cose non dette, le azioni mancate, insieme alla ricerca delle parole giuste che possano restituire, seppure in ritardo, il calore, la bellezza, la durezza della vita di una persona amata, che non deve e non può perdersi. Pervaso di grazia e di forza, il libro di Yan Lianke è un tributo alle radici, alla terra, alla lotta per la sopravvivenza, alla memoria e all’infanzia.

 

 

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