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Libertà di voto per gli elettori: dall’India una lezione all’Italia

28 settembre 2013 di -
Elettori indiani in coda a un seggio elettorale

Elettori indiani in coda a un seggio elettorale

Cari lettori, la crisi politica apertasi in questi giorni porterà inevitabilmente a nuove elezioni. A parte ogni considerazione sulla gestione (disastrosa) di tale crisi, noi elettori ci ritroveremo costretti a votare con la vecchia – pessima – legge elettorale, che ci impedisce di scegliere il nome di un candidato, poiché le liste elettorali sono bloccate e i candidati unici sono decisi dagli apparati dei partiti. Si tratta, a mio parere, di un grave limite alla nostra democrazia, che dovrebbe consentire un ben più ampia libertà di scelta agli elettori.

Dall’India arriva ora una notizia molto interessante: la Corte Suprema indiana ha ordinato alla Commissione Elettorale di fare in modo che gli elettori possano scegliere di non votare nessuno dei candidati nella propria circoscrizione elettorale, qualora li ritengano tutti indegni di essere votati, nel caso, per esempio, i partiti presentino candidati notoriamente corrotti. (La notizia è stata segnalata alla mailing list  di ItalIndia dal collega indianista Diego Maiorano, che ringrazio).

Si dirà: questo diritto esiste già, basta non andare a votare oppure votare scheda bianca. Ma la Corte Suprema Indiana, accogliendo una richiesta della People’s Union for Civil Liberties, ha fatto un passo avanti: ha formalizzato questo diritto al non-voto attribuendogli pari dignità rispetto al voto e chiedendo alla Commissione Elettorale di fornire ai cittadini uno strumento per scegliere l’opzione di non-voto. Come farà l’elettore a esprimere formalmente la propria insoddisfazione con il non-voto? Semplice: potrà schiacciare un bottone.

In India infatti è stato introdotto da tempo il voto elettronico: la Corte Suprema Indiana quindi ha stabilito che l’elettore, accanto ai pulsanti che corrispondono ai vari candidati, possa schiacciare anche un bottone che dica “nessuno di questi”, esplicitando così la propria critica ai candidati scelti dai partiti. Cosa accadrà se la maggioranza degli elettori di una circoscrizione voterà schiacciando il pulsante “non-voto”? L’attuale legge elettorale indiana non lo dice e per questo verrà presto emendata. Secondo i media indiani, è probabile che in quella circoscrizione le elezioni verranno ripetute,  costringendo così i partiti a riproporre candidati “puliti”.

Qui potete vedere il video del quotidiano Times of India che riporta la notizia, e qui ci sono altri approfondimenti del Times of India e di Zee News.

NB.
 Una considerazione: molti esperti criticano l’India per l’ alto tasso di corruzione diffuso nella classe politica, definendola “una democrazia imperfetta”. Certo che lo è! La democrazia è imperfetta per definizione. Peraltro quali sarebbero, in Occidente, le democrazie perfette? Forse che l’Italia lo è? A me pare che dall’India giunga una bella lezione di democrazia all’Italia: qual è il vostro parere al riguardo?

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