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Faccio il giro del mondo in bicicletta per combattere l’inquinamento

14 novembre 2016 di 2
L'ambientalista Abhishek Kumar Sharma a Milano

L’ambientalista indiano Abhishek Kumar Sharma a Milano

Si chiama Abhishek Kumar Sharma, è un ambientalista indiano, ha 28 anni, due lauree (in Scienze Ambientali e in Filosofia) e un forte impegno in campo ecologista. È un giovane che sta realizzando un progetto ambizioso: girare in bicicletta tutto il mondo per fare campagne di informazione contro il Riscaldamento Globale,  ma anche per imparare – dove c’è da imparare – come combattere le varie forme di inquinamento. E poi riportare queste “buone pratiche” in India.
Pochi giorni fa, durante il suo World Tour, è passato per l’Italia. Ecco l’intervista che gli ho fatto a Milano.

Abhishek, come si svolge il tuo “Climate Change & World Peace Tour ” in bicicletta e qual è il suo scopo in generale?
La prima pedalata l’ho data il 10/11/2014 partendo dalla mia città, Fatehgarh, nello stato dell’Uttar Pradesh. Dapprima ho fatto un lunghissimo tour dell’India (il mio Paese è così grande!) per sensibilizzare le popolazioni dei vari Stati indiani sui problemi ambientali e le loro possibili soluzioni. L’ho fatto andando a parlare nelle scuole, nelle università, incontrando la gente nei villaggi.  Poi, il 28/03/2016 ho lasciato l’India per un tour mondiale che alla fine – nel settembre 2020 – mi avrà portato in 80 nazioni pedalando per 90.000 kilometri. La bicicletta ovviamente non è un mezzo casuale: è ecologica, è sana, fa bene al nostro metabolismo e all’umore di chi pedala, e ci rende consapevoli dell’ambiente che ci circonda. Quanto allo scopo del mio World Tour, è chiaro: fare informazione sui danni del Riscaldamento Globale ma anche studiare e imparare le migliori soluzioni messe in atto per combatterlo nei vari Paesi che visito – per esempio l’Italia. E poi riferire al Ministero dell’Ambiente dell’India, che ha dato al mio viaggio il suo alto Patrocinio. Infine, il mio Tour contiene anche la parola “Pace” perché io mi sento un cittadino del mondo, figlio di un’unica famiglia umana, e nel mio piccolo cerco di trasmettere pure questo messaggio di amicizia fra le nazioni. C’è un gran bisogno di rispetto fra i popoli, e di rispetto per la Terra che tutti abitiamo.

 

Da sinistra: il Console Generale dell'India a Milano S. E. Shri C. Singh, l'ambientalista indiano A. K. Sharma ji, il Direttore dell'Ente del Turismo Indiano in Italia Shri C. M. Gangadhar, fotografati nel Consolato dell'India a Milano. Foto: Marco Restelli

Da sinistra: S. E. il Console Generale dell’India a Milano Shri C. Singh, l’ambientalista indiano A. K. Sharma Ji, il Direttore dell’Ente del Turismo Indiano in Italia Shri C. M. Gangadhar, fotografati nel Consolato dell’India a Milano. Foto di Marco Restelli

Dato che sei da poco arrivato in Italia, raccontaci dove sei stato e che impressione hai avuto della situazione ambientale nel nostro Paese.
Sono arrivato in Italia proveniente dalla Slovenia e per ora ho visitato varie località dell’Italia settentrionale: Trieste, Verona, Padova, Venezia, Brescia, Milano…poi andrò a Novara e a Biella e passerò in Svizzera. Tornerò in primavera per visitare l’Italia centro-meridionale. Per ora – a parte la meraviglia che mi suscita l’Italia per la sua bellezza e la sua antica cultura – ti posso dire solo le prime impressioni,  positive e negative, suscitatemi dalle osservazioni in materia ecologica. Il lato positivo: vedo da parte delle autorità italiane –  nazionali e locali – una notevole attenzione alla diffusione delle energie sostenibili, allo studio di modelli di compatibilità ambientale, alla creazione di strutture anti-inquinamento. In questo campo, per esempio, ho visitato l’Inceneritore di Nosedo, vicino a Milano: una struttura molto efficiente. Viceversa, mi ha impressionato 
negativamente la deforestazione di cui è stata vittima un po’ tutta la Pianura Padana: è vero che è molto densamente popolata ma qui non ci sono quasi più foreste! Per combattere l’inquinamento della Pianura Padana sarebbe utile un ampio rimboschimento.
A parte ciò, ovviamente, visitando Venezia non può non venirti in mente che una delle conseguenze del Riscaldamento Globale è l’innalzamento dei mari: mi auguro che quel gioiello di città venga difesa adeguatamente dall’innalzamento delle acque e spero che i lavori in atto siano davvero la cosa giusta da farsi. 

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E ora veniamo all’India: durante il tuo Tour che cosa hai osservato sulle questioni ambientali e cosa sta facendo in questo campo il governo indiano?
Il mio Paese ha problemi ambientali, sanitari e igienici derivanti dal proprio passato, ma attualmente ha messo in campo, per risolverli, grandi campagne a lungo termine, dallo sviluppo delle energie rinnovabili all’uso di combustibili poco inquinanti fino al riciclo delle acque di scarico e dei rifiuti solidi… Fra le tante campagne una socialmente molto rilevante è la “Clean India Mission”, che punta a ripulire città e villaggi per migliorare la situazione igienico-sanitaria del Paese. Ha una forte ricaduta non solo ambientale ma sociale: una delle finalità di “Clean India” è rendere consapevoli i cittadini dell’importanza di questi obiettivi di igiene pubblica e coinvolgerli attivamente; la campagna ha dunque anche uno scopo educativo. Per questo anch’io ho partecipato a “Clean India”  facendo conferenze un po’ ovunque (sempre spostandomi in bicicletta) e a un certo punto, nel 2015, mi ha chiamato addirittura S.E. il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, per chiedermi di proseguire in questo impegno. Incontrarlo è stata una grande emozione. Aiutare l’India in questo campo fa parte del mio impegno etico.  E quello che imparo di buono visitando il mondo spero di trasmetterlo poi nel mio Paese.

S. E. il Primo Ministro dell'India Shri N. Modi con l'ambientalista indiano A. K. Sharma Ji. a New Delhi nel 2015

S. E. il Primo Ministro dell’India Shri N. Modi con l’ambientalista indiano A. K. Sharma Ji a New Delhi nel 2015



 

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2 Risposte »

  • Enrica :

    Complimenti per l’impegno…e mi fa piacere sapere che anche l’Italia darà il proprio piccolo contributo (peccato che l’iniziativa sia stata poco pubblicizzata – o magari devo fare mea culpa per la disinformazione -, credo sarebbe stato un incontro costruttivo anche per molti italiani).
    Penso sia lodevole non solo far coincidere convinzioni e azioni, ma anche conciliare la curiosità per l’esterno con un impegno etico nell’ottica del ritorno, per migliorare il proprio Paese e il mondo. E dimostrazione di come chi lascia la madre patria non sempre lo faccia per scappare.

    Buona continuazione ad Abhishek!

  • Marco Restelli (autore) :

    Grazie Enrica, credo che tu abbia colto esattamente lo spirito etico del viaggio di Abhishek, evidente anche nel suo desiderio di “restituire” qualcosa alla suo Paese. E hai ragione anche quando dici che l’iniziativa è stata poco pubblicizzata: troppo spesso i media – sia quelli tradizionali, sia la Rete – sono disattenti sulle questioni che riguardano i nostri rapporti con i popoli e i Paesi dell’Asia. MilleOrienti, nel suo piccolo, cerca come può di rimediare alla mancanza di informazione in questo campo.

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