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Malala è tornata a casa, una vittoria per tutte le ragazze

30 marzo 2018 di -

Malala Yousafzai, pakistana, 20 anni. Premio Nobel per la Pace nel 2014.

Cari lettori, ecco un mio articolo pubblicato su CorriereQuotidiano.it Buona Lettura!

Il suo libro autobiografico Io sono Malala aveva commosso tutto il mondo. Raccontava la storia di una ragazzina coraggiosa e perseguitata, che a 14 anni era stata quasi uccisa dai talebani pakistani perché difendeva nel suo blog il diritto delle ragazzine come lei ad andare a scuola.  Era il 2012. Da allora molte cose sono accadute: le lunghe cure che l’hanno portata a sopravvivere, l’esilio in Gran Bretagna, il conferimento del Premio Nobel per la Pace nel 2014, le nuove minacce dai talebani…

Un sogno che si avvera.  Ma ora, come in una fiaba oscura che finisce bene, Malala è tornata per la prima volta a casa sua: in Pakistan. Dove mancava da quando le avevano sparato, cioè da sei anni. Ma ad accoglierla stavolta non ci sono le violenze dei talebani, bensì gli onori a lei tributati dal Primo ministro pakistano, Shahid Khaqan Abbasi. “Il Pakistan è casa tua e sei la benvenuta ogni volta che vuoi“, le ha assicurato il premier Abbasi.”Ancora non riesco a credere di essere tornata in Pakistan, è un sogno che si avvera», ha replicato la ormai ventenne Malala Yousafzai. Poi, la giovane Premio Nobel per la Pace ha invitato i politici del Pakistan a “unirsi, perché non ci dovrebbe essere politica quando si tratta di educazione, salute ed economia”. I dettagli del suo viaggio in Pakistan “sono stati tenuti segreti vista la delicatezza. della visita“, ha spiegato un funzionario governativo

Le cinque tappe della vita di Malala Yousafzai.
– Nata il 12 luglio 1997 a Mingora nella Valle dello Swat, una regione del Pakistan dove spadroneggiano i talebani. Nel 2009, a soli 12 anni diventa celebre come blogger perché nel suo blog – pubblicato anche sul sito della emittente britannica BBC – denuncia il regime di terrore talebano.
– Nel 2012 viene ferita gravemente alla testa da un gruppo di talebani saliti sull’autobus scolastico che riporta le studentesse a casa dalla scuola. Dopo l’attentato, un portavoce talebano dichiara che “Malala è un simbolo degli infedeli e dell’oscenità“. Curata prima in Pakistan e poi in Gran Bretagna, resta in esilio per sfuggire a nuove minacce talebane.
– Nel 2013 pubblica un libro in cui racconta la sua battaglia e che diventa un successo mondiale: Io sono Malala. In occasione del suo sedicesimo compleanno, viene invitata a parlare al Palazzo dell’Onu a New York: tiene un discorso in favore del diritto all’istruzione di bambine e bambini in tutto il mondo.
– Nel 2014, per le sue battaglie civili in difesa dei diritti delle ragazze (prima di tutto il diritto all’istruzione) diventa la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace.
– Nel 2018, accompagnata dai suoi genitori, torna finalmente, per la prima volta, nel suo Paese, accolta dal Primo Ministro del Pakistan.

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