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Mobili come isole verdi. Creatività giapponese a Milano

12 Aprile 2019 di -

L’incontro fra designer/artisti giapponesi e italiani produce spesso risultati incantevoli. È il caso delle opere che si possono ammirare, in questi giorni di Milano Design Week 2019 (il Fuorisalone del mobile), nella Fonderia Napoleonica Eugenia, antica fonderia del bronzo diventata un meraviglioso spazio per l’arte e il design.
Lo stretto rapporto fra creazione culturale e natura – così frequente in Giappone – si ritrova in forme nuove nel design dell’ Intree Table (foto sopra), un tavolo in legno da 5 o 9 posti integrato da alberi. È dotato di sedie leggermente oscillanti collocate in posizione rialzata che danno la sensazione di fluttuare insieme agli alberi integrati nella struttura. È pensato come un piccolo spazio nello stesso tempo intimo (per sfuggire al caos metropolitano) e capace di creare occasioni di incontro in relax.


Mobili come piccole isole verdi, ispirate all’idea tradizionale giapponese di Hakoniwa, il “giardino in miniatura” o “in scatola”, ma questa volta a misura umana,  dove le persone quindi possono entrare. Questa ispirazione si ritrova nel Balanco table (foto sopra, con le opere di Jukai e di Barbara Crimella).  Questo prototipo deve il suo nome alla parola portoghese che significa “oscillante”. È infatti un tavolo sospeso (da 2 o da 8 posti) e quindi oscillante a piacere di chi vi si siede, pensato per creare un senso di comunità nello spazio architettonico. Ondeggiare è un’emozione che cattura chi la prova, un movimento che fa sentire ogni persona seduta parte di un gruppo.

Designer e artisti alla Fonderia Napoleonica durante la MilanoDesignWeek 2019

I prototipi di arredo presentati alla Fonderia Napoleonica di Milano sono dei due architetti ENZO Satoru Tabata e DAIKEN Eiji Suzuki, entrambi originari della prefettura di Gifu (regione di Chubu, nel Giappone centrale) dove collaborano nel Team Balanco.
Lo spazio della Fonderia si trasforma in questi giorni in un giardino anche grazie alle installazioni sospese di JUKAI (Marta Fumagalli – Riccardo Piovano) e alle sculture di Barbara Crimella, artista che da sempre trae ispirazione dalla natura, dai suoi silenzi «e in questo caso dalla forma purissima delle foglie».

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