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La dea Tara in cucina: una brillante chef indiana a Milano

5 Luglio 2019 di -

Tara Cittamani, divinità del buddhismo tantrico

Quella che vedete è Tara Cittamani, nome indiano di una divinità del Buddhismo Tantrico, noto anche come Vajrayana: è diffuso in Tibet e nelle altre zone himalayane, dove Tara è chiamata Dolma. Tara Cittamani è oggetto di meditazione nella pratica del Tantra Yoga e  rappresenta la Saggezza, l’aspetto femminile del Bodhisattva della Compassione, che in India si chiama Avalokiteshvara ed è maschile, in Tibet ha un aspetto maschile (Cenrezig) e uno femminile (Tara Cittamani) mentre in Cina e in Giappone è femminile (in Cina si chiama Guanyin e in Giappone Kannon). Perché in Asia la divinità non è concepita, come da noi, legata a un solo genere (di solito quello maschile).

Ritu Dalmia, chef indiana di numerosi ristoranti a Milano, Londra e New Delhi.

Tara Cittamani è anche la figura ispiratrice di una chef indiana in grande ascesa. Si tratta di una persona brillante, anticonformista e innamorata dell’Italia, e nel 2017 ha dedicato a Tara Cittamani un ristorante di cucina indiana reinterpretata, ormai famoso a Milano: il Cittamani appunto. Sentirete riparlare di questa chef: si chiama Ritu Dalmia e nel luglio 2019, insieme alla chef stellata Viviana Varese, ha inaugurato a  Milano un nuovo ristorante multiculturale, che spazia dal ramen giapponese alle suggestioni latino-americane ai piatti della tradizione indiana rivisitati: lo Spica.
Spica è un nome che rimanda alla stella più brillante nella costellazione della Vergine, nome che si lega all’altro locale di Chef Ritu; infatti in hindi tàrà (तारा) vuol dire appunto “stella”… 

Un angolo del nuovo ristorante di Ritu Dalmia a Milano, lo Spica.

Un piatto di Hong Kong servito al ristorante multiculturale Spica: dimsum ripieni di gamberi.

TRE COSE DA SAPERE SU RITU DALMIA

Come mai chef Ritu Dalmia è sempre più attiva a Milano? Merito di Expo 2015 e della sua atmosfera coinvolgente, ma l’amore della Chef indiana per l’Italia comincia già da bambina e l’ha portata ad aprire DIVA, una catena di ristoranti di cucina italiana a New Delhi (e ultimamente anche a Goa).Se passate da New Delhi e avete nostalgia della cucina del nostro Paese potete fare un salto in uno di questi, sapendo che Chef Dalmia è ormai una esperta della nostra cucina e non riserverà le delusioni così frequenti nei ristoranti italiani all’estero.

Autrice di libri e programmi televisivi che hanno spesso l’Italia e il suo cibo come argomenti, per la sua costante attività di divulgazione della cultura italiana nel mondo chef Dalmia è stata insignita nel dicembre 2011 e nel settembre 2017 dell’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia, destinata a tutti coloro che hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi.

Infine non può non essere menzionato l’impegno di Ritu Dalmia per i diritti civili in generale e in particolare per quelli – storicamente negati – della comunità LGBT in India. La chef indiana è stata una dei coraggiosi promotori dell’azione legale che nel 2018 ha portato a depenalizzare l’omosessualità in India. L’Alta Corte di Delhi fu infatti spinta ad abolire l’articolo del codice penale indiano che considerava “reati contro natura” i rapporti tra persone dello stesso sesso, punendo i trasgressori con la reclusione fino a 10 anni di carcere. Una barbarie introdotta dai colonialisti britannici nel 1860 e che doveva finalmente essere cancellata


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