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Torce umane in Tibet: una marcia per la giustizia

29 novembre 2012 di 2

Tsering Namgyal

Quante sono fino a oggi le torce umane? 89? O presto, molto presto, saranno 90? Quanti morti dobbiamo ancora contare in Tibet?  Ogni giorno aumenta  il numero delle persone che si autoimmolano, dandosi fuoco, per richiamare l’attenzione del mondo sul dramma del popolo tibetano. Ma forse sarebbe meglio chiedersi “chi sono” e dare un nome  e un volto a queste donne e uomini che stanno dando una lezione di straordinario coraggio a tutti noi, circondati dal silenzio assordante dei governi occidentali (e non solo). L’ultimo, ieri, è stato un uomo di 31 anni, sposato e con due figli: si chiamava Tsering Namgyal e si è dato fuoco davanti agli uffici governativi della regione orientale di Luchu per chiedere la liberazione del Tibet e il ritorno in patria del Dalai Lama.

Vi invito perciò, cari lettori, a seguire la pagina Facebook “Torce umane in Tibet”, per  conoscere le storie di questi  eroi ignorati e sopratutto le loro ragioni. Come ha scritto in quella pagina di Facebook Piero Verni, questa «politica delle immolazioni ha dimostrato quanto profonda sia l’irriducibilità della questione del Tibet. Il popolo tibetano non ne può più di vivere sotto il dominio coloniale cinese. E le tragiche torce umane che continuano ad accendersi lo stanno dicendo non solo a Pechino ma anche a Dharamsala (cioè al governo tibetano in esilio e al Dalai Lama, ndr.) che non aveva nemmeno lontanamente immaginato che una cosa del genere potesse accadere».

Aggiungo che la politica della “via di mezzo” – sostenuta in questi anni dal Dalai Lama e dai maggiori rappresentanti del governo tibetano in esilio – è ormai da considerarsi ufficialmente fallita. Tale politica “moderata” infatti non ha ottenuto alcun risultato, dopo tante inutili trattative con il governo di Pechino che anche oggi, di fronte al dramma delle torce umane, non mostra alcuna apertura al dialogo. Non c’è da stupirsi che tutti gli inviti a cessare le autoimmolazioni siano caduti nel vuoto: oggi i tibetani stanno parlando al mondo usando il proprio corpo.

Per queste ragioni invito chi può ad unirsi alla Marcia per il Tibet e per la Pace che si tiene a Treviso sabato 1 dicembre 2012, con partenza alle 17.00 dalla Piazza Duomo e conclusione davanti alla Cà dei Carraresi verso le 19.00.

Aggiornamento: si terrà una Marcia per i Diritti Umani in Tibet anche lunedì 10 dicembre a Roma, a partire dalla ore 16 in piazza Santi Apostoli.

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2 Risposte »

  • Sonia :

    Ci saró

  • Patrizia :

    Penso che ci voglia veramente una dose esagerata di coraggio o forse di determinazione e disperazione, ma anche di generosità e altruismo, che spinga a compiere un’immolazione come questa.
    Purtroppo in occidente la questione del Tibet è piuttosto trascurata dai mezzi di comunicazione, tranne a volte la stampa, e qualche meritevole iniziativa, come quella da te citata.
    La Cina poi è troppo occupata nella sua scalata a potenza economica.
    E forse il Dalai Lama ora è ormai stanco di lottare?
    Grazie per i tuoi preziosi articoli.
    Patri

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