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I mille volti di Mumbai, la metropoli più cosmopolita dell’India

1 aprile 2013 di 4
Mumbai, il Gateway of India e l'hotel Taj Mahal

Mumbai, il Gateway of India e l’hotel Taj Mahal

Cari lettori, ben ritrovati! Qui di seguito un mio articolo su Mumbai  pubblicato tempo fa su Sette, il magazine del Corriere della Sera. Attendo i vostri commenti o domande, e i ricordi di chi l’ha visitata. Buona lettura, MR.
“E’ la metropoli più dinamica e cosmopolita dell’India. Una lingua di terra affacciata sul mare, affollata da 15 milioni di persone sempre in movimento. E’ il più grande porto del Paese e il suo maggior centro finanziario. Ma soprattutto Mumbai, l’ex Bombay, è famosa in tutto il mondo come capitale del cinema indiano: Bollywood. Tanto che i suoi studios cinematografici, concentrati quasi tutti in una zona chiamata Film City, sono ormai visitabili (con speciali permessi). Eppure in questa “città dei sogni”, specchio del boom economico indiano, la povertà di una parte della popolazione rimane evidente, così come lo sono i contrasti fra antiche tradizioni e modernità arrembante. A Mumbai potrà capitarvi di tutto fuorché una cosa: annoiarvi.

I luoghi-simbolo dell’epoca coloniale
Il Gateway of India, anzitutto, imponente arco di pietra che si erge maestoso di fronte al mare sul molo detto Apollo Bunder, nella zona di Colaba. Il Gateway of India è il vero simbolo della città: sta a Mumbai come la Statua della Libertà sta a New York. Costruito per celebrare la visita di re Giorgio V nel 1911, per un’ironia della Storia divenne il luogo da cui lasciarono l’India le ultime truppe coloniali britanniche, nel 1948. Alle spalle del Gateway c’è l’albergo più famoso dell’Asia: il Taj Mahal Palace, realizzato nel 1903 da un ricco industriale indiano ferito nell’orgoglio perché si era visto negare l’accesso in un hotel “per soli bianchi”. I prezzi delle camere oggi non sono certo “per tutti” ma molti turisti si concedono almeno il piacere di entrare per fare la prima colazione nei suoi lussuosi saloni.
Strettamente legata alla Storia coloniale di Mumbai è anche la casa dove visse per molti anni il Mahatma Gandhi, l’apostolo della nonviolenza che condusse l’India all’indipendenza dai britannici. Oggi trasformata in un museo (Gandhi Museum, 19 Laburnam Road, Near Malabar Hill) contiene oggetti a lui appartenuti – come il celebre arcolaio con sui si tesseva gli abiti – fotografie d’epoca e una ricchissima biblioteca sul suo pensiero.
Un altro simbolo del passato coloniale di Mumbai è la monumentale stazione ferroviaria di Victoria Terminus (Dadabhai Naoroji Road) realizzata nel 1888 in uno stravagante stile architettonico che mescolava gusto vittoriano e gotico italiano. L’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio culturale dell’Umanità.
Gli inglesi realizzarono inoltre alcuni lungomare che oggi sono molto frequentati: suggestiva al tramonto la passeggiata su Marine Drive fino a Chowpatty Beach, occasione per ammirare vecchie ville Art Déco.

I luoghi dell’arte
Mumbai conserva capolavori assoluti dell’arte indiana antica, in particolare su una delle isole che punteggiano la baia della città: Elephanta (così chiamata dai coloni portoghesi, che vi trovarono una scultura a forma di elefante). L’isola di Elephanta si raggiunge con un breve viaggio sui traghetti che partono dal Gateway of India e presenta una serie di meravigliose grotte scavate nella scogliera contenenti sculture induiste e buddhiste del sesto secolo. Protagonista assoluto di questi templi nella roccia è il dio Shiva raffigurato in varie manifestazioni fra cui quella di Ardhanarishvara cioè Signore Maschio e Femmina, con il corpo che presenta caratteristiche maschili e femminili a simboleggiare l’unità di tutti gli opposti nell’universo. Le grotte di Elephanta sono Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco e sono imperdibili per gli amanti dell’arte. Ma è d’obbligo una piccola avvertenza: dopo lo sbarco sull’isola la via che conduce alle grotte è costituita da una stradina che si dipana in un bosco popolato di scimmie; attenzione a ciò che tenete in mano perché queste scimmie sono abili ladre.
Un luogo meno inconsueto per ammirare opere d’arte indiana classica è il Prince of Wales Museum (159 Mahatma Gandhi Road, Fort) che presenta anche interessanti gallerie di arte nepalese, tibetana ed estremo-orientale.

I luoghi della spiritualità
Multietnica e multireligiosa, Mumbai è il frutto di una storia che ha visto il sovrapporsi e il coesistere (non sempre pacificamente) di tante comunità diverse, ciascuna delle quali ha i propri luoghi di culto: induisti, musulmani, cristiani, sikh, ebrei, buddhisti, giainisti e parsi zoroastriani. Fra i luoghi di culto più noti ci sono il tempio hindu di Mahalaxmi (Bulabhai Desai Road) e la moschea islamica di Haji Alì, costruita in mezzo alla baia di Mumbai e raggiungibile camminando su un lungo molo.
Ma il luogo di culto più visitato in città è probabilmente il Jain Temple (Walkeshwar, Malabar Hill), di grande fascino sia per le sue ricchissime decorazioni interne sia per i riti compiuti dai suoi fedeli – i giainisti – piccola minoranza seguace di un’antica religione tutt’oggi dedita alla più totale nonviolenza (tanto che portano una mascherina per non togliere la vita agli insetti respirandoli).

I luoghi dello shopping
Nella capitale del cinema indiano sono ormai molti i turisti appassionati di Bollywood che cercano dvd di film (anche rari) o cd musicali: l’indirizzo più rinomato fra gli appassionati è quello della Rhythm House (40 Dubash Marg, Fort, www.rhythmhouse.in/). Dal cinema alla moda, chi desidera raffinati sari per signora ha l’imbarazzo della scelta nei due grandi atelier della catena Vaishali, che si trovano in Marine Drive West e in Juhu Road (info@vaishalisarees.com). Chi cerca invece oggetti d’artigianato tradizionale in terracotta, statuette di divinità indiane o gioielleria etnica può rivolgersi a Terrakrafts (Maker Arcade, Cuffe Parade, www.terrakrafts.com). E libri di tutti i generi (in inglese e non solo) nelle ottime librerie della catena Crossword Bookstores (www.crossword.in/stores)
Una metropoli come Mumbai è ovviamente ricca di moderni centri commerciali dove trovare di tutto, ma ben altro fascino hanno i vecchi mercati di bancarelle come il Crawford Market (alimentari e fiori, in Dadabhai Naoroji Road), oppure il vicino Zaveri Bazaar dedicato a pietre preziose e gioielli, o il Chor Bazaar (antiquariato, in Mutton Street).
Infine, dopo aver tanto camminato fra i luoghi dello shopping farà un gran bene un massaggio rigenerante in qualche nota spa come la Bamboo Tree All Day Spa (752 Merchant House, Pali Hill, Bandra West).

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Info pratiche

La stagione migliore per un viaggio in India è quella che va da ottobre ad aprile. L’Ufficio del Turismo Indiano è a Milano: tel. 02 804952, www.indiatourismmilan.com. Per entrare nel Paese serve il passaporto con una validità di almeno sei mesi e un visto turistico ottenibile all’Indian Visa Outsourcing Centre di Milano, tel. 02 48701173, www.indianvisamilan.com.

Voli: Air Emirates (www.emirates.com) opera da Milano Malpensa su Mumbai con scalo a Dubai con tariffe a partire da 520 €€ e da Roma Fiumicino con scalo a Dubai a partire da 592 €. Qatar Airways (www.qatarairways.com) opera da Roma Fiumicino su Mumbai con scalo a Doha con tariffe a partire da 618 €.

Ristoranti: Moti Mahal Restaurant & Bar, 116 Guru Nanak Rd, Bandra West‎ , www.motimahal.in. Khyber Restaurant, 145 Mahatma Gandhi Road, www.khyberrestaurant.com. Sheetal Bukhara Restaurant, Off Linking Road, www.sheetalbukhara.com.

Alberghi: Ascot Hotel, 38 Garden Road, Colaba, www.ascothotel.com – Camere da 100 euro. Bentley’s Hotel, 17, Oliver Rd., Colaba www.bentleyshotel.com. Camere da 35 euro. Hotel Godwin, 41 Garden Road, Colaba. www.h-rez.com. Camere da 85 euro.

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4 Risposte »

  • Clara :

    Io amo Bombay, come sai, e sono ancora qui. Questa città ha un cuore di neon, non finirà mai di stupirmi. Bisognerebbe scrivere una sorta di guida emotiva, culturale, è un mio sogno. C’è sempre tanto da scoprire, a ogni angolo, ogni strada. Bell’articolo, e complimenti! Saluti da Mumbai/Bombay

  • sonia.namste :

    La cosa più bella? Le biblioteche vecchio stile, quelle coloniali dove il tempo sembra essersi fermato. E poi guardi fuori e ti accorgi che la città, la metropoli corre come impazzita. Ultimamente ho letto tanti bei libri su Mumbay. L’uItimo è quello di C. Mistry. Interessante anche Belli e dannati i S. Deb e La città color zafferano di Prakash (tradotto , tra l’altro, da Clara insieme a G. Guerzoni). Maximum city lo tengo invece un po’ da parte perchè parla di una città problematica, nascosta al turista e a chi vuole far finta che non esistano problemi. Consiglio invece vivamente il poco conosciuto Gente di Mumbay di M. Ghosh (non è il noto Amitav del Mare di papaveri. Perdonate lo sfogo letterario ma quando non sono lì con il corpo son lì con la mente attraverso le pagine. Una città splendida, dolce e crudele.
    Buona Mumbay a tutti: a chi ci vive , a chi la visiterà, a chi la sogna.

  • Marco Restelli (autore) :

    @ Sonia: grazie delle tue indicazioni bibliografiche, e della passione che metti sempre. Che il Cielo te la conservi.

    @ Clara: aspettiamo con curiosità la tua “guida emotiva” di Mumbai! E visto che ci vivi, ti andrebbe di anticipare ai lettori di MilleOrienti un tuo “indirizzo del cuore” a Mumbai? Può essere qualsiasi cosa: un bar, un negozio, una libreria…..siamo curiosi 🙂

  • sara roncaglia :

    Ciao a tutti,
    vorrei segnalarvi uno dei miei luoghi del cuore di Mumbai: il Prithvi Theatre nel quartiere di Juhu. Ha una piccola libreria e un caffè all’aperto meraviglioso!
    ciao Sara

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