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Donne dell’isola di Bali: un’affascinante mostra a Torino fino al 10 settembre

20 luglio 2017 di -

Da “Women in Bali” ©Bruna Rotunno

Si intitola Women in Bali l‘emozionante mostra della fotografa Bruna Rotunno che si tiene al Mao-Museo d’Arte Orientale di Torino dal 22 luglio al 10 settembre 2017. Curata dal critico fotografico Gigliola Foschi, l’esposizione torinese racconta per immagini una ricerca di Bruna Rotunno durata 8 anni sulle donne dell’isola di Bali sia fra le indonesiane autoctone – con i loro riti e credenze, mix di induismo e di “religione della natura” – sia fra le occidentali che a Bali  hanno deciso di vivere per sviluppare progetti di natura etica, sociale, artistica o educativa, spesso all’insegna dell’eco-femminismo e della sostenibilità.

Da “Women in Bali” ©Bruna Rotunno

Qui di seguito una presentazione della mostra scritta dalla curatrice Gigliola Foschi:
«Women in Bali vuole essere un omaggio a tutte le donne di Bali, l’indonesiana “isola degli dei”, dove l’induismo indiano, filtrato attraverso la cultura indo-giavanese, si è fuso sincreticamente con le tradizioni locali (adat), fino a creare un insieme unico al mondo. Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, in un’isola dove l’acqua viene da sempre venerata come sacra origine della vita e come elemento purificante, ricco di ancestrale forza creatrice e capace di liberare dalle potenze negative. Non a caso la religione balinese, Agama Hindu, viene anche chiamata Agama Tirtha, la “religione dell’ acqua sacra”.
Come rivelano le immagini dell’autrice, nell’isola di Bali le donne sono davvero “l’altra metà del cielo”. Basata sull’opposizione armonica tra maschile e femminile, tra il Sole (il dio Betara Surya) e la Luna (la consorte Betari Ratih), la religione balinese non solo prevede per ogni tempio un dio e una dea connessi strettamente alla natura, ma presenta anche divinità femminili di grande importanza, come Pertini (la Madre Terra), Dewi Sri (la dea del riso e della prosperit.) o Ida Batari Dewi Ulun Danu (la dea del lago Batur); a quest’ultima, ad esempio, è dedicato un tempio su cui svettano ben 11 tetti sovrapposti (meru), indice della sua vertiginosa prossimità alle potenze divine (mentre i tetti del tempio del suo consorte, il dio del monte Agung, sono solo 7)».

Da “Women in Bali” ©Bruna Rotunno

«Le donne balinesi partecipano da protagoniste a una stupefacente proliferazione di attivit. cerimoniali, al contempo magnificenti e rigorosamente codificate. Sono loro le artefici delle innumerevoli offerte quotidiane, preparate per ringraziare della loro benevolenza gli dei, o per placare i demoni e gli spiriti maligni. Passano ore e ore a comporre offerte colorate ed effimere, a creare fantastiche piramidi di frutta, riso e fiori, da portare in processione per compiacere e attrarre l’attenzione delle divinità, affinchè esse scendano tra gli uomini e nei templi a loro dedicati, e mantengano così l’equilibrio dell’universo. In questa “isola-teatro” (così Bali è stata definita dall’antropologo Clifford Geertz), dove la bellezza e l’armonia sono considerate qualità fondamentali, le donne – come rivelano gli scatti di Bruna Rotunno – sonole vestali di una religione basata sul rispetto scrupoloso delle cerimonie. Con grazia ed eleganza, si muovono, danzano e lavorano in un universo dove anche le risaie, le lussureggianti piante tropicali e le pietre sono animate dalla Śakti, l’energia divina femminile.
La narrazione visiva di Bruna Rotunno – contraddistinta dall’uso di una luce magica, oltre che dalla capacità di entrare in dialogo visivo con gli elementi naturali – trascorre attraverso un caleidoscopio di donne immerse nel loro ambiente naturale, dedite a una vita quotidiana dove il profano si presenta sempre intriso di sacralità. Ricorre insistente nelle sue immagini l’elemento purificante dell’acqua: una presenza densa di significati simbolici legati alla femminilità, e che raggiunge forse il suo apice nella fotografia di una bimba cullata dall’acqua lacustre e dalla pioggia».

Da “Women in Bali” ©Bruna Rotunno

«Oltre a offrirci un racconto di vita delle donne balinesi, Bruna Rotunno ha concentrato la sua attenzione sulle tante donne straniere che, attratte dalla bellezza e dalla spiritualità dell’isola, hanno deciso di stabilirvisi per creare una nuova comunità femminile e sviluppare progetti di natura etica, sociale, artistica ed educativa, spesso all’insegna dell’eco-femminismo e della sostenibilità. L’americana Robin Lim, con la sua Bumi Schat Foundation, ha aiutato a far nascere pi. di 5000 bambini, riducendo l’alto tasso di mortalit.; l’indonesiana Sri Adnayani Oka ha fondato una banca di microcredito per aiutare i poveri; l’irlandese Nattalia Sinclaire ha aperto sull’isola una scuola Montessori; l’inglese Mary Northmore, con la sua non-profit Smile Foundation, finanzia operazioni per correggere malformazioni congenite nei bambini. Ogni donna che l’autrice ha incontrato, ritratto e coinvolto nel suo racconto le ha lasciato qualcosa: le proprie emozioni, le proprie parole, pensieri, storie e poesia…».
(Gigliola Foschi)

Da “Women in Bali” ©Bruna Rotunno

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