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Reportage: food & travel in Nepal

23 maggio 2011 di 5

Questa volta volate con me in Nepal. Per atterrare su cinque ricette nepalesi-tibetane, fotografate da Francesca Moscheni (che ringrazio per la concessione delle immagini). Un gran bel viaggio, un gran bel trekking, cibo squisito.
Questo mio reportage di food&travel è stato pubblicato sul settimanale Grazia N. 11 del 14 marzo 2011.

È un giorno di festa a Kathmandu e il Buddha Primordiale custodito nel complesso templare sulla collina sacra di Swayambunath viene venerato così: con un grande cono di cibo meticolosamente realizzato dai pellegrini. Riso, piccoli pesci, ortaggi e uova sode, frutta secca, prendono a poco a poco la forma di uno stupa (reliquario buddhista) da donare al dio di uno dei luoghi più sacri della città. Nel sincretismo religioso nepalese, fra buddhismo e induismo, il cibo è protagonista in egual misura della ritualità e della vita quotidiana. E come a metà strada fra due grandi culture è la religione, così anche la gastronomia: l’influenza indiana si ritrova nella centralità del riso, nei dal (le zuppette di legumi) e nei curry, mentre quella tibetana –  soprattutto da quando il Nepal è una delle mete privilegiate degli esuli –  emerge dai noodle e dai ravioli.
La valle di Kathmandu è generosa di prodotti della terra e anche se per molti, ancora, il pasto è solo un frugale piatto di riso arricchito da verdure, qualche legume e un roti (i vari tipi di pane), la capitale sa offrire anche sofisticate esperienze gourmet. Negli hotel e nei ristoranti più “in“ quel mix che è già nel DNA di un popolo si fa creativo. All’ombra del grande stupa di Bodnath – celebre per gli occhi del Buddha dipinti sulla torre centrale, che sembrano seguirti ovunque – si può gustare un kebab di pesce di lago servito con uno sformatino di riso alla frutta secca e accompagnato da una tapenade di pomodori e anice a stella, oppure un pollo marinato nel tè al gelsomino. La tradizione dello yogurt da bere, il lassi, e dei succhi di frutta tropicali evolve in deliziosi healthy smoothies nei baretti del quartiere trendy di Thamel: all’anguria, all’ananas e zenzero, allo yogurt e cumino o al profumo di acqua di rosa.
Poi, salendo verso le piste del trekking sui monti e passi dell’Himalaya, la cucina si semplifica. In questo spettacolare deserto di roccia, fra le immense vallate solcate da fiumi antichi, non cresce quasi niente. Le scorte di cibo vengono portate su dai muli, nel nulla si incontrano i monasteri tibetani e minuscoli villaggi che hanno il nome di Kagbeni, Jarkot, Muktinath; e anche se ci si trova già in alta quota, bisogna sollevare di molto lo sguardo per ammirare le vette dei giganti himalayani di 8000 metri. Nei piccoli paesi le donne che gestiscono le guest house imbastiscono per i viaggiatori pasti che hanno del miracoloso. Le vedi già all’alba che macinano il grano, setacciano farine, mondano il riso, poi le ritrovi a cucinare sulla fiamma viva dei caminetti. Eppure quel pane accompagnato dal formaggio di yak ha un sapore speciale: di una semplicità d’altri tempi, condita solo di manualità e pazienza.
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GUIDA PRATICA
Tour operator

Per un viaggio che unisca la visita di Kathmandu a un trekking non troppo impegnativo sull’Himalaya: Amitaba (piazzale Aquileia 8, Milano, tel. 02/33614196, amitaba.net) e Kel12 (via Santa Maria Valle 7, Milano, tel. 02/2818111, kel12.com).
Dove stare
Nei giorni del trekking, si soggiorna, con cena, pernottamento e colazione, in semplici guest house, dove si richiede una certa dose di adattamento. In compenso, Kathmandu offre esperienze sofisticate di hôtellerie: Dwarika’s Hotel (5 stelle, dwarikas.com) è un edificio del XVI sec. restaurato con cura filologica: mattoncini di terracotta, porte e finestre in legno intagliato, mobili d’antiquariato. Con piscina, spa e tre ristoranti, uno di cucina tradizionale, con ingredienti bio dalla fattoria dei proprietari, uno giapponese e uno fusion-internazionale. Anche l’hotel Vajra (hotelvajra.com) è una bella architettura in legno, con giardino e sala dedicata allo yoga. L’Explorer’s Restaurant offre piatti tibetani, nepalesi e indiani.
Ristoranti in Nepal
– Restaurant 1905, Kantipath, Thamel, tel. +977/1/4225272, 1905restaurant.com: cucina creativa che mixa i vari paesi asiatici, o un’intrigante fusion di oriente e occidente. Buona la carta dei vini.
– Bhojan Griha, Dilli Bazaar, tel. 977/1/4416423, bhojangriha.com.np: ingredienti e piatti locali (hanno una politica sociale di sostegno ai contadini e di km0), ma con la marcia in più. Come nel Phal phul sandera jhaneko, mix di frutta, yogurt e spezie, fritto in olio di senape.
Shopping
– Sagarmatha Tea House, Lazimpat: per comprare tè (dopo averli assaggiati), spezie (con annessa una dispensina di ricette), miele locale.
– Mahaguthi, Lazimpat, mahaguthi.org: negozio di artigianato locale che è anche associazione no-profit. Ceramiche, oggetti in legno, gioielli in argento, mobili, tessuti per la casa e pashmina sono prodotti da artigiani nepalesi e qui venduti secondo le dinamiche del fair trade.
Ristoranti in Italia
Al contrario di quella indiana, la cucina nepalese non è molto rappresentata nel nostro Paese. Tuttavia è possibile qualche assaggio in alcuni locali tutt’altro che pretenziosi.
– Kathmandu Fast Food, via Buonarroti 38, Roma (zona Esquilino), tel. 06/99709054: ordinate il Kathmandu special, con un curry di pollo, verdure saltate e riso. Oppure noodle e samosa (le frittelle di verdure di tradizione indiana).
– Namasté, via Daniele Ricciarelli 12, Milano, tel. 02/48712358: una carta di piatti indiani del nord, con una sezione dedicata anche a specialità nepalesi. Il methi bath è il riso con spezie nepalesi, il lamb himali l’agnello in versione piccante della zona himalayana.
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Prima ricetta: Curry di pollo alla nepalese
TEMPO DI PREPARAZIONE: 45 minuti
facile
Per 4 persone

Tagliate 600 g di petto di pollo in cubetti di circa 2 cm. Unite in una ciotola 1 cucchiaino di curcuma, 2 di semi di cumino, 1 di semi di coriandolo, 1 pezzetto di zenzero fresco grattugiato e 1 peperoncino rosso sminuzzato (facoltativo), pestate e mescolate aggiungendo circa 1 cucchiaio abbondante di acqua tiepida in modo da ottenere una pasta. Tagliate 1 cipolla a fette grossolane e soffriggetela in 2 cucchiai di ghee (burro chiarificato o in alternativa olio di arachidi o di senape), in un tegame ampio, quando è dorata unite la pasta di spezie ottenuta e cuocete per 3, 4 minuti rigirando. Unite il pollo, salate, alzate la fiamma e saltate per 5 minuti. Mettete nel tegame anche qualche foglia di alloro lavata e sminuzzata e 3 pomodori maturi a fettine. Abbassate la fiamma e cuocete per circa un quarto d’ora, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda se la salsa si ritira troppo. Servite caldissimo con riso al vapore o pane indiano del tipo chapati.

Seconda ricetta: Noodle di soia alle verdure
TEMPO DI PREPARAZIONE: 30 minuti
facilissima
Per 4 persone

 

Lessate 400 g noodle di soia, risciacquate sotto un getto d’acqua fredda dividendoli con le mani, in modo che non si incollino, e tenete da parte. Intanto tagliate a julienne 2 carote e 2 zucchine, lavate e tagliate a pezzetti 1 broccoletto verde, sminuzzate 1 spicchio d’aglio e 1 cipolla piccola. Cuocete tutti gli ortaggi al vapore, lasciandoli molto croccanti. Scaldate 2 cucchiai di ghee (burro chiarificato o in alternativa olio di senape o di arachidi) in un wok o in un ampio tegame antiaderente, buttateci i noodle e le verdure, saltate mescolando. Unite 1 cucchiaino di sale, ½ cucchiaino di pepe bianco, ½ cucchiaino di cumino in polvere, mescolate e saltate ancora rapidamente. Servite i noodle caldi in ciotoline.

 

 

Terza ricetta: Zuppetta speziata di legumi (dal)
TEMPO DI PREPARAZIONE: 3 ore e 1/2
facilissima
Per 4-5 persone

 

Tenete a bagno per una notte 150 g di fagioli mung e per un paio d’ore la stessa quantità di lenticchie nere. Scolateli e metteteli in pentola insieme a 1/2 cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di cardamomo in polvere, 1 di cumino in polvere, coprite d’acqua e portate a bollore, salate e lasciate sobbollire a lungo (circa 3 ore), fino ad ottenere una crema densa. Aggiungete eventualmente altra acqua, al bisogno. In un padellino a parte friggete in 1 cucchiaino di ghee (burro chiarificato, o olio di senape o di arachidi) 1 o 2 peperoncini rossi, 1 aglio e un pezzetto di zenzero, tutto sminuzzato, all’ultimo momento unite questo soffritto alla crema insieme a un’abbondante cucchiaiata di yogurt denso, mescolate e servite.

 

 

Quarta ricetta: Riso alle verdure (pulao)
TEMPO DI PREPARAZIONE: 1 ora e1/2
facile
Per 4 persone

 

Lasciate a mollo in acqua per circa 10 minuti 350 g di riso a chicco lungo del tipo basmati, risciacquatelo bene e lasciatelo scolare. In un ampio tegame antiaderente soffriggete in 2 cucchiai di ghee (burro chiarificato o in alternativa olio di senape o di arachidi) 1 spicchio d’aglio sminuzzato, lasciate dorare, quindi unite 2 foglie di alloro (che poi eliminerete), 1 cucchiaino di semi di cumino e 1 di semi di cardamomo, ½ cucchiaino di chiodi di garofano triturati, mescolate. Unite anche 2 carote e 2 zucchine a tocchetti, 1 piccola barbabietola lessata e ridotta a cubetti, una manciata di fagiolini verdi, incoperchiate e lasciate cuocere per un paio di minuti. Buttate nel tegame anche il riso, salate e pepate, tostate per un paio di minuti, quindi unite una quantità d’acqua pari al riso e lasciate cuocere finché riso e verdure appaiono cotti.

Quinta ricetta: Ravioli speziati di carne di tradizione tibetana (momo)
TEMPO DI PREPARAZIONE: 1 ora
media difficoltà
Per 4-6 persone

Preparate la pasta impastando con le mani 200 g di farina con 100 ml di acqua, da unire gradualmente. Formate una palla e lasciate a riposo. Preparate anche il ripieno tritando sottilmente 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla e grattugiando 1 pezzetto di zenzero fresco. Uniteli a 200 g di carne trita mista di maiale e manzo, cruda (in Nepal si usa la carne di montone, perché gli induisti non consumano mai carne bovina, mentre la ricetta originaria tibetana la prevede). Amalgamate e aggiungete anche ½ cucchiaino di peperoncino in polvere, ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di cumino in polvere. Salate e lavorate un po’ il composto con le mani. Stendete la pasta con un mattarello su un ripiano infarinato, ritagliate dei cerchi, farcite con il ripieno e chiudete il raviolo a mo’ di fagottino, sigillando bene i bordi (aiutatevi con un po’ d’acqua tiepida). Spennellate con dell’olio uno o più cestelli per la cottura a vapore, sistemateci i ravioli e cuoceteli per circa 15 minuti. Si servono con una salsina piccante al pomodoro o semplicemente con salsa di soia.

 

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5 Risposte »

  • Reportage: food & travel in Nepal :

    […] Approfondimento fonte: Reportage: food & travel in Nepal […]

  • sonia.namste :

    Tapaiilai kast cha?
    Malai thik cha

    Sai che per me il Nepal è casa..quindi grazie.
    Per i ristoranti però ti segnalo il migliore in assoluto a Kathmandu.
    Thamel House, a Thamel. Veramente il migliore e in un suggestivo ambiente. Semplice, nepalese, ma affascinante.
    Questo tuo articolo è utilissimo per il 2011, anno del trekking nazionale in Nepal.

    Pheri bhetaunla

    Saphalhos

    Namaste
    Sonia

  • Marco Restelli :

    Risponde Cristiana: “grazie della segnalazione, la prossima volta che torno a Kathmandu non mancherò di fare visita a quel ristorante, ciao!”

  • franz :

    ciao cristiana sono franz

  • Reportage: food & travel in Nepal | MilleOrienti : Made in India :

    […] da: Reportage: food & travel in Nepal | MilleOrienti Share var addthis_config = {"data_track_clickback":true}; Categoria: Cucina, India Tags : […]

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